I commenti dei miei due unici ed affezionati lettori meritano qualche riflessione. Parlando di PUC, naturalmente.
I DOCUMENTI (vedi post precedente e relativi link … basta cliccare)
I documenti fin qui prodotti e pubblicati in ampia selezione non sono poca cosa, caro Sergio. Mi sono costati fatica di scrittura e, ancor più, fatica di legittimazione. Non sono pleonasmi, superfluo bla bla, acqua fresca, … Ci sono voluti più di sei mesi di gestazione perché diventassero documenti ufficiali.
Basterebbe questo per dar loro spessore e importanza. Le chiacchiere vengono subito lasciate passare. Ma, se sotto le parole, si individuano “paletti programmatici” e “impegni politici” allora la politica si allerta e frena, blocca, fruga tra le righe, pesa le parole, lima gli aggettivi e, possibilmente affossa! Perché, caro Sergio, tu sai bene che la politica preferisce navigare a vista, dire e non dire, stare a vedere, stare sul vago, alludere, … e soprattutto fa molta fatica a scrivere!
Ne abbiamo la prova provata nel fatto che c’è sempre polemica sui miei documenti, mentre tutto tace di fronte a competenze amministrative altrettanto cruciali dell’urbanistica su cui non è dato leggere neppure una riga di programma. O no?
Orbene, qui siamo di fronte ad una discreta mole di cose scritte, certamente verbose e in gergo politichese o urbanistichese, ma messe nero su bianco e ufficialmente approvate dalla giunta comunale! E, dio mi perdoni la presunzione, non sono solo parole vuote. Astratte certamente (come prevalentemente succede alle parole), ma non astruse e meno che mai superflue.
Prima di approvarle, qualcuno che se ne intende e che prima di votarle le lette bene, mi ha detto: “stai attento a non gonfiare palloncini, che poi noi facciamo presto a sgonfiarteli”.
LE REGOLE DI INGAGGIO
Però hai ragione tu, caro Sergio, in quei documenti non c’è l’elenco delle cose da fare e non è delineato il sogno della città del futuro. Sarebbe il proverbiale “mettere il carro davanti ai buoi”. E, in quel caso, la polemica sarebbe contro la mia presunzione decisionista ….
I documenti dettano le “regole d’ingaggio”. Mi scuserete la metafora militaresca, ma alludo proprio a quei documenti politici che devono regolare le campagne dell’ONU. Sul PUC si apre una vera e propria campagna di iniziativa strategica che necessita di principi e di regole. E questi e quelle, a mio parere, cominciano ad esserci.
Gli esiti sono consegnati al processo cioè allo sviluppo del lavoro che è complicato e difficile, ma che ora è almeno impiantato su un po’ di parole, scritte e messe in ordine.
IL PROCESSO DI ELABORAZIONE
Sulla base dei documenti il processo è avviato.
Stanno lavorando 10 architetti. Li hanno chiamati i 10 saggi, ma sono solo 10 professionisti riuniti attorno a quel tavolo tecnico che entro gennaio offrirà un primo contributo di analisi critica e di visioning. E su quel contributo costruiremo una serie di eventi pubblici di comunicazione e di dibattito.
Sta lavorando la società Sistema che a breve fornirà l’analisi socio-statistica e gli elementi fondamentali per il dimensionamento del piano.
Stanno lavorando 4 tavoli partecipativi (il forum dell’economia e del lavoro, il forum del sociale, il forum della cultura e il plenum dei consigli di circoscrizione) che danno espressione alle attese dei loro settori di interesse e di sensibilità e che misureranno costantemente le elaborazioni dei tavoli tecnici.
Stanno lavorando gli uffici tecnici comunali che entro gennaio presenteranno la “variante di assestamento”, cioè una prima variante stralcio di interesse pubblico.
A gennaio uscirà con Bolzano Notizie un inserto sul PUC con un primo contributo di informazione di massa.
Da gennaio lavoreranno 4 ingegneri che, fin da subito, si misureranno sui temi più concretamente infrastrutturali.
Non mi sembra poco e non mi pare che un simile lavoro ampiamente in corso possa essere liquidato con la metafora dell’atleta inchiodato ai blocchi di partenza. Lo starter ha sparato …
COMUNICAZIONE E PARTECIPAZIONE
Su un aspetto cruciale del processo cala il tuo fendente, caro Sergio, e ne riconosco la fondatezza: la comunicazione. Sono perfettamente consapevole di quanto questo sia un aspetto sensibile e notoriamente debole, in generale della cultura politica e in particolare per processi partecipativi.
Da gennaio decolla uno speciale incarico per impostare organicamente il processo di comunicazione e partecipazione. So che le risorse di primo impegno sono esigue (a te appaiono persino ridicole), ma è il primo passo e io sono fierissimo di poterlo fare grazie alla generosità della giunta che nella notoria scarsità di risorse avrebbe potuto preferire un investimento in contributi anziché in comunicazione e partecipazione. Il documento programmatico è sicuramente insufficiente, ma l’intenzione è seria!
E I CONTENUTI?
La griglia programmatica definita dal documento PUC 6/Capisaldi permette fin d’ora di leggere – seppur in filigrana – una serie di contenuti possibili. Basti pensare come si è subito innescato il dibattito sull’ipotesi di riconversione residenziale e commerciale di alcune aree industriali, di cui il fondo di Campostrini (v. link nel post precedente) ha acutamente segnalato la portata strategica innovativa. Oppure al dibattito sul Virgolo, ampiamente ospitato e implementato dall’Alto Adige. E ancora lo scontro su Ferroplan che, sotto la “battaglia per le nomine”, si misura con la più grande opzione di sviluppo urbano. Per non parlare delle prime avvisaglie di ragionamento sul parco fluviale come dorsale urbana ad alto tasso di attrezzature pubbliche. O, ancora, sulle ipotesi di rafforzamento delle centralità urbane. Ecc.
Ma tutti questi sono i temi del processo che io non posso e non voglio pre-confezionare, proprio per evitare di … gonfiare effimeri palloncini per il tiro a segno della politica.
Più che palloncini, vorrei che si alzassero nel cielo di Bolzano poderose mongolfiere.