Archivio di Dicembre 2005

FRAMMENTI DI DIBATTITO POLITICO

Mercoledì, 28 Dicembre 2005

Il blog non è una struttura organica di dibattito politico, ma solo una piccola disorganica arena di discussione che, di volta in volta, sviluppa frammenti tematici che dalla cronaca investono la politica. Come si evidenzia dai commenti dell’ultimo periodo, ciò che stimola gli interventi non è tanto il post quanto l’emergere quotidiano di questioni. Ne sono la prova i numerosi commenti sui naziskin sotto il post dedicato alle donne.
Non si tratta dunque di banale offtopic (?), bensì di voglia e di bisogno di discutere a tutto campo. Su ciò influisce certamente, oltre alla varietà del panorama della cronaca politica quotidiana, la difficoltà del blog a postare in tempo reale le varie questioni emergenti. Di questa difficoltà sono io stesso la causa principale: 1. da quando ho ripreso il lavoro in assessorato faccio un’enorme fatica a trovare quel paio di ore al giorno che prima dedicavo a implementare il blog; 2. non sono propriamente un “tuttologo” (anzi tendo drammaticamente alla “specializzazione”, tanto più oggi in veste di assessore all’urbanistica) e questo limita la mia agilità nel muovermi a tutto campo sui vari temi; 3. non ho mai voluto, né voglio oggi, che il blog rappresenti in maniera univoca una linea politica, ma solo un luogo del libero dibattito …
Dunque, nel chiedere comprensione ai nostri affezionati blogger e ai nostri numerosi sconosciuti visitatori, preannuncio che io mi limiterò a postare (a ritmo presumibilmente settimanale) qualche tema a me più proprio e congegnale, puntando particolarmente a:
1. rendere conto dell’avanzamento del dibattito politico nella giunta comunale, al fine di offrire un osservatorio privilegiato per la verifica dell’attuazione del programma della coalizione, su cui questo blog si è molto mobilitato nella sua fase sorgiva;
2. dare costante aggiornamento sull’evoluzione dei principali progetti urbani che sono iscritti nell’agenda della politica (FerroPlan, CasaNova, Tutela degli Insiemi, ecc.);
3. affrontare con un minimo di sistematicità i temi della politica urbanistica, in particolare il processo di elaborazione della variante generale del Piano Urbanistico Comunale (PUC) che costituisce il “cuore” della mia responsabilità amministrativa in questa fase;
4. seguire l’evoluzione dei temi e dei progetti di significativo rilievo urbanistico, territoriale e infrastrutturale che si muovono a livello provinciale (riforma della legge urbanistica, progetto del tunnel del Brennero, …).

Mentre io mi concentrerò prevalente su questi temi e produrrò i relativi post, mi piacerebbe che altri fedelissimi blogger (a cominciare dai nostri ottimi WM Carlo e Savonarola, ma anche altri appassionati polemisti) si cimentassero con contributi di “varia umanità e di attualità politica”: per questi propongo che il WM provveda (con sua autonoma valutazione) alla pubblicazione sotto forma di post anziché in forma di commento offtopic. Proviamo?

Per ora ho provveduto ad introdurre alcuni post utilizzando materiali reperiti per altra via e tali da raggruppare omogeneamente commenti su due temi (donne e carovita) che nell’ultimo periodo si sono variamente affastellati nel blog.

KON COOP SI PARTE

Mercoledì, 28 Dicembre 2005

Il 22 Marzo 2006 aprirà ai Piani di Bolzano, presso i Mercati Generali, il primo punto vendita della cooperativa di Consumo “KONCOOP”.
Ci si può iscrivere presso le varie organizzazioni che sostngono la Cooperativa:
Lega Cooperative, Confcooperative, UIL-SGK, CGIL-AGB, SGBCISL, ASGB, Bauernbund, Coldiretti, CTCU.

Mi pare davvero un’ottima notizia. L’iscrizione costa 25 Euro, il listino prezzi si preannuncia assai favorevole e la qualità dei prodotti pare davvero assicurata. Può essere un primo passo assai significativo nella direzione della rottura del consolidato duopolio commerciale bolzanino. E che questo avvenga attraverso la forma della organizzazione “dal basso” di una coperativa di consumo mi pare un’ulteriore aspetto assai positivo.

Tocca a noi tutti aderire. Tocca al Comune trovare le forme di adeguato sostegno all’iniziativa, al suo consolidamento e alla sua diffusione.

ADESSO BASTA! USCIAMO DAL SILENZIO! ES REICHT! WIR MELDEN UNS ZU WORT!

Mercoledì, 28 Dicembre 2005

MANIFESTO DI CONVOCAZIONE DELLA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE IN DIFESA DELLA L. 194 A MILANO IL 14 GENNAIO
( www.usciamodalsilenzio.org)

Tutti i giorni assistiamo all’invadenza della chiesa sui temi che riguardano le donne.

Vanno difese la legge 194, “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza” e la libertà delle donne.

Per questo abbiamo deciso di uscire dal silenzio.

30 anni fa il movimento delle donne si è battuto per conquistare la legge 194 e nel 1981 ha lottato per sconfiggere il referendum abrogativo. Questa legge è lo strumento indispensabile per combattere gli aborti clandestini.
Negli ultimi 10 anni gli aborti sono diminuiti del 43% grazie al prezioso lavoro svolto dai consultori sulla contraccezione per una maternità libera, consapevole e responsabile.
Nel disegno della chiesa cattolica di minare la laicitá dello Stato l’attacco alla 194 vuole riaffermare il proprio potere sulle coscienze anche dei non cattolici e il diritto di intervenire nella politica.

Venite con noi a Milano il 14 gennaio, per una grande manifestazione
per la difesa della legge 194,
per l’autodeterminazione delle donne,
contro l’invadenza della Chiesa sulla nostra pelle.

Die Kirche mischt sich immer stärker in die Politik ein, wenn es um den weiblichen Körper geht. Sie hat sich bereits für einen Generalangriff auf das Gesetz 194 zur freiwilligen Schwangerschaftsunterbrechung gerüstet. Aus diesem Grund melden wir uns zu Wort.

Die Frauenbewegung hat das Recht auf Schwangerschaftsunterbrechung vor 30 Jahren erkämpft und das von der Kirche eingeleitete Referendum zur Änderung des Gesetzes erfolgreich abgewehrt. Schwangerschaftsunterbrechungen galten auch damals als Notlösung, aber das Gesetz 194 ist ein unverzichtbares Mittel zur Bekämpfung von illegalen Abtreibungen.
Dank der wertvollen Aufklärung und Information der Familienberatungsstellen über Verhütung und verantwortungsvolle Mutterschaft ist in den vergangenen 10 Jahren die Zahl der Schwangerschaftsunterbrechungen um 43% zurückgegangen.

Der Angriff auf das Gesetz 194 ist nur ein Teil des Generalangriffs der Kirche auf die Laizität des Staates. Diese gilt es zu verteidigen.

Demonstriert mit uns am 14. Jänner in Mailand zur Verteidigung des Gesetzes 194,
für das Selbstbestimmungsrecht der Frauen
und gegen die Einmischung der Kirche zulasten der Frauen.

Usciamo dal silenzio - Bolzano/Wir melden uns zu Wort - Bozen

AUGURI

Sabato, 24 Dicembre 2005

Mi unisco agli auguri proposti dal nostro WM attraverso un Savonarola giustamente caustico e preoccupato.

Si sta per concludere un anno assai particolare. Per noi bolzanini anche piuttosto complicato, almeno sotto il profilo della politica. Abbiamo battuto qualche record: nell’arco di sei mesi abbiamo avuto 3 consigli comunali, 3 sindaci, 2 commissari …. abbiamo perso un’elezione per 7 voti e poi abbiamo vinto per 200 … e restano macerie e speranze. Nel resto d’Italia e in molte parti del mondo succede ben di peggio, ma nel nostro piccolo cielo stenta a comparire la cometa! Di qui la necessità di farci gli auguri: per un mondo migliore, per un’Italia pulita e per una Bolzano da amare.

“USCIAMO DAL SILENZIO”

Domenica, 18 Dicembre 2005

Ricevo e pubblico (doverosamente e volentieri) direttamente come post.

Caro Silvano,
mi piacerebbe che sul tuo blog si aprisse il dibattito sui temi proposti dal comitato ”usciamo dal silenzio” che si è costituito anche a Bolzano. Per cominciare ti mando in allegato i comunicati stampa dell’Aied di Bolzano e di Lidia Menapace sull’argomento, quello ufficiale è già sul blog su iniziativa di Chiara.
Ciao e buon lavoro. Loredana Motta

Consultorio A.I.E.D. Sezione Andreina Emeri Bolzano
17 dicembre 2005

La legge 194/78 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”, la cui positività è stata anche sancita dall’esito di un referendum popolare nel 1981 e dalla diminuzione continua del numero di IVG che vengono effettuate, ha permesso alla questione dell’aborto di uscire dalla clandestinità e ha riconosciuto il ruolo determinante della scelta della donna rispetto alla maternità, poiché l’identità femminile è costruita anche sulla potenzialità di maternità e solo un atto libero e responsabile della donna puù portare alla nascita di un’altra vita.
Le donne sanno che la responsabilità della maternità non si realizza con la semplice riproduzione, ma con la creazione di un rapporto intimo e particolare che nasce dal desiderio e si costruisce nel tempo, in libertà.
Il consultorio AIED offre informazione, consulenza ed assistenza medica e psicologica.
La tipologia del servizio, in grado di rispondere alle richieste che possono riguardare gli aspetti sociali, psicologici e sanitari dell’IVG, consente alle donne e/o alle coppie, di trovare in un solo luogo una risposta complessiva al loro problema, superando la frammentazione in diverse strutture con approcci o tutto tesi all’aspetto sanitario o viceversa a quello psicologico.
Durante i colloqui, l’atteggiamento degli operatori è di rispetto della volontà della donna. Vengono ripercorse con lei le tappe che l’hanno portata a prendere in considerazione questa scelta, cercando di fornirle gli strumenti più adeguati ad una decisione finale consapevole. Forniamo inoltre le informazioni relative alle modalità pratiche ed alle tecniche dell’intervento ed inviamo infine la donna alle strutture preposte.
Va sottolineato che la maggioranza delle donne si rivolge direttamente agli ospedali che hanno attivato il servizio di I.V.G. e solo una donna su 18 (dato 2004) chiede l’intervento del nostro consultorio.
Nella maggior parte dei casi la donna arriva in consultorio avendo già maturato una scelta e chiede un accompagnamento lungo questo percorso, mentre alcune richiedono un intervento di sostegno e di chiarificazione per prendere una decisione che non è mai priva di conflitti.
In conclusione ci sembra indispensabile ricordare i meriti della legge 194.
A livello nazionale, dall’entrata in vigore ad oggi, abbiamo assistito ad una riduzione continua negli anni delle IVG, meno 43% circa - dati 2004 – a conferma che il problema aborto non è stato “inventato”né incentivato dalla legge e che la sua applicazione ha consentito interventi più ampi e puntuali.
Anche gli aborti clandestini, stimati nel 1978 in 100.000, sono scesi a 18/20.000. Di questi, più della metà riguardano le donne straniere.
E’ alle donne e alla loro consapevolezza che bisogna dare fiducia, poiché da loro, da un’educazione sessuale che si occupi del rapporto che c’è tra sessualità e vita emotiva dando ascolto e parole all’esperienza delle ragazze e dei ragazzi e da una maggiore e più approfondita informazione sui metodi contraccettivi, possiamo ottenere altri positivi risultati.

Contributo di Lidia Menapace

Da molte città paesi luoghi di lavoro università scuole consultori arrivano sul sito “Usciamo dal silenzio” notizie di iniziative appelli documenti adesioni in vista della manifestazione nazionale che si farà a Milano il 14 di gennaio prossimo per protestare contro le varie offese (referendum sulla legge 40, indagine sulla 194, offensiva contro i consultori, distruzione dello stato sociale, politiche del lavoro che discrirminano le donne, ricomparsa del licenziamento per matrimonio o maternità, ingerenza punitiva verso forme di sessualità considerate “non conformi”, intolleranza religiosa cui si ribellano donne cattoliche e donne mussulmane, violazioni del Concordato da parte del Vaticano ecc.ecc.) arrivate nei mesi scorsi.
Sembra che l’iniziativa lanciata da moltissime donne dalla Camera del lavoro di Milano abbia suscitato una eco immediata e forte e che nonostante il poco tempo, le difficoltà stagionali ed economiche (e ferroviarie) la risposta potrà essere come deve essere: forte convinta diffusa e capace di avviare una ripresa del movimento.
Come si dice spesso, il femminismo è un fiume carsico: scorre oscuro e silenzioso nel grembo della madre terra e all’improvviso, non aspettato, non previsto, non evocabile a comando da nessuno, autonomo rispunta . Siamo a una di queste apparizioni. E intanto riesce a catturare l’attenzione di molte donne meno giovani più giovani, tutte quelle che sono consapevoli della loro appartenza al genere e alla sua storia, che hanno coscienza di sè e delle ingiustizie che vengono predisposte contro di noi e della forza giustezza capacità di convincimento verso altre molte moltissime donne.
Sappiamo che la legge 194 “sull’interruzione volontaria della gravidanza e per la tutela della maternità” è stata conquistata con molte lotte e ha prodotto informazione e coscienza di sè; che negli anni ha tanto lavorato nel profondo che alle giovani sembra persino impossibile ciò che vi era prima; che i consultori lavorano bene e vengono frequentati anche da molte donne immigrate e straniere; che la legge 194 è conforme al diritto all’autodeterminazione, cui si oppone l’idea già rifiutata allora, che nei consultori vi debbamo essere persuasori o dissuasori: le donne non sono cittadine di serie b, nè hanno bisogno di “protettori”; che la pillola Ru risponde alle norme della legge 194 che fa obbligo di cercare forme di intervento non invasive e meno dolorose (come ogni intervento sanitario dovrebbe fare ed essere); che la libera gestione della propria sessualità appare un diritto pacificamente ammesso tra la popolazione.
Il brusco scossone prodotto da una offensiva reazionaria di incredibile violenza e diffusa nel mondo ci obbliga a riprendere la relazione tra noi, a pretendere dichiarazioni impegnative e decisioni conseguenti dalle forze politiche e dai rappresentanti: ciò è particolarmente importante in Italia, un paese che è l’ultimo in Europa per la presenza di donne nelle istituzioni e occupa l’87° posto al mondo.

TUNNEL DI BASE DEL BRENNERO: PRO e CONTRO?

Sabato, 17 Dicembre 2005

Ho già espresso la mia insoddisfazione sulla piega assunta nel nostro blog dal dibattito su TAV, TAC e BBT. Non mi dilungo e rilancio.

Ho ripetutamente proposto (e invocato) criteri di serietà e di fondatezza documentaria per un dibattito che ritengo di vitale importanza, considerata l’enorme incidenza del tunnel sul nostro territorio e sul futuro dell’intero sistema locale. Ripropongo pertanto le seguenti considerazioni.

1. Il progetto TAV italo-francese e la lotta popolare della Valle di Susa (a cui va la nostra piena solidarietà) ci interessano come elemento di comparazione per il “nostro” progetto italo-austriaco del tunnel di base del Brennero.
2. Il progetto BBT esiste (ha ottenuto tutte le autorizzazioni, è stato costantemente presentato alle comunità locali interessate dall’opera, è in avanzata fase di progettazione esecutiva, ha eseguito già tutti i sondaggi geognostici in sito, si approssima alla prima trance attuativa con l’appalto del cunicolo pilota, … è di oggi la notizia sulla costituzione della holding operativa, ecc.) ed è di quello che si deve parlare: liberamente ma concretamente, criticandolo o elogiandolo, sostenendolo o combattendolo, ma per quello che è realmente o per quello che potrebbe essere o per quello che assolutamente non dovrà essere, a partire dalla conoscenza del progetto e dei processi partecipativi attivati, ecc.
3. Il sito della BBT SE è la fonte unica e primaria di documentazione ufficiale sul progetto. I tecnici della BBT SE sono disponibili ad incontri diretti di approfondimento documentario.
4. Gli articoli sul Corriere dell’Alto Adige del consigliere provinciale verde Riccardo Dello Sbarba e dell’amministratore della BBT SE Gianluigi De Carlo mi sembrano un buon inizio del confronto diretto tra le due più significative posizioni in campo. Se ce ne fossero altre, meriterebbero di essere esplicitate con altrettanta sintesi e fondatezza delle due già espresse.
5. La mia posizione è nota. La ribadisco brevemente (rinviando ad una più articolata esposizione). Io sono favorevole al progetto BBT SE, per quanto fin qui a me noto. Considero l’opera uno dei pochi “grandi progetti” (forse l’unico) che è utile e necessario per una evoluzione equilibrata del nostro modello di sviluppo; ritengo che il progetto fin qui elaborato offra un apprezzabile grado di sostenibilità ambientale e che questo aspetto vada fortemente implementato e presidiato; ritengo eccellenti gli studi del rischio idro-geologico fin qui sviluppati e le soluzioni ingegneristiche dell’opera, mentre ritengo necessario una radicale rivisitazione del modello di esercizio della linea; ritengo apprezzabili gli sforzi di comunicazione da parte della BBT, ma assolutamente insufficiente il grado di conoscenza e di co-decisione offerto alle popolazioni locali (e non solo a quelle direttamente coinvolte dal tracciato); considero totalmente insoddisfacente il grado di coinvolgimento del sistema locale (politico e istituzionale, scientifico e tecnico, economico e professionale) cui spetta necessariamente la responsabilità e la capacità di presidiare la qualità complessiva del progetto e i suoi effetti di ricaduta locale.

In questo quadro, con cui cerco di ridefinire i binari (!) di un ordinato dibattito, segnalo che sono in programmazione alcune iniziative pubbliche di approfondimento del tema.
L’ordine dei geologi (che ha il merito di aver costantemente seguito l’evoluzione del progetto) organizza per fine gennaio il suo convegno annuale dedicandolo all’approfondimento del progetto esecutivo del cunicolo esplorativo.
La Provincia, attraverso l’Agenzia Provinciale per l’Ambiente ed altri uffici competenti, sta programmando un nuovo ciclo di assemblee popolari nei comuni interessati dal tracciato per presentare lo stato di avanzamento del progetto (che contiene, tra l’altro, le proposte progettuali per i siti di cantiere).

E noi?

Come ho scritto già il 15 dicembre su questo blog «…utilizzando il mio ruolo assessorile cercherò di promuovere un confronto pubblico con BBT e FS sul tunnel di base e sui suoi “annessi” bolzanini: circonvallazione merci e areale ferroviario». Ci sto lavorando e ben venga chiunque sia disposto ad aiutarmi. Propongo di dedicare un intera giornata al tema “LA CITTA’ DI BOLZANO e IL TUNNEL DI BASE DEL BRENNERO”, in due sessioni:
1. sessione informativa “ conoscere i progetti per sapere e per decidere” (la BBT SE presenta il progetto del tunnel; RFI presenta il progetto della circonvallazione merci di Bolzano; io presento il progetto Ferroplan per le aree della stazione)
2. sessione di confronto libero, aperto e diretto “pro o contro? perché? a che condizioni? con che garanzie?”.

°°°°°°°
P.S.
Per la sessione di confronto propongo fin d’ora che tra i relatori “sostenitori del no” ci sia il nostro Maurizio Gelletti, a cui chiedo di risparmiarsi (-ci) nei suoi commenti e di prendere contatti con me per organizzare il dibattito.

IL BALLO DEI DEBUTTANTI

Sabato, 17 Dicembre 2005

Questa è stata la settimana di esordio del nuovo ciclo amministrativo e, in particolare, del debutto della nuova squadra di governo della città. L’ho vista e vissuta dall’interno e ne ho tratto qualche impressione e qualche considerazione che meritano di essere socializzate.
Ogni curiosità pruriginosa sarà fortemente delusa perché nulla di men che normale è successo in questi giorni. Eppure in questa normalità mi pare di intravedere alcune cose interessanti.

IL MIO RITORNO IN ASSESSORATO

Scusate il narcisismo ma comincio da me, perché lunedì 12 dicembre gli esordi sono stati singoli e personali per ciascun assessore.
Rientravo dopo 7 mesi ed essendo tra i pochi “confermati” ho ritrovato il mio ufficio, le mie segretarie, i miei funzionari, i miei tecnici e, ovviamente, un po’ di … macerie! Ci sarebbe stato da stupirsi del contrario. In questi sette mesi sono emersi problemi di gestione sia nei rapporti interni che nei rapporti con i cittadini. Laddove non immediatamente risolti i problemi si accumulano e ingorgano la routine amministrativa. E così è stato.
Ho trovato una eccessiva accumulazione di pratiche edilizie inevase (mi aspetta una commissione edilizia con 75 progetti all’odg). Ho trovato qualche problema di delicata interpretazione tecnico-giuridica rimasto non solo irrisolto ma totalmente inesplorato “in attesa dell’assessore”. E, soprattutto, ho trovato la solita coda di cittadini ad attendermi per sottopormi problemi della più svariata natura e importanza: da chi vuole da me una “speranza” per il suo piccolo condono (solitamente è una veranda), a chi si lamenta perché l’assemblea di condominio gli nega l’autorizzazione per la tenda sul balcone; da chi pensa che in Comune ci sia qualche nemico che gliela nega una concessione edilizia, a chi mi chiede la procedura d’urgenza “che se no salta il mutuo”; da chi vuole farmi vedere il progetto prima di consegnarlo, a chi protesta vigorosamente per la bocciatura di un progetto “che la commissione edilizia non l’ha proprio capito”; …
Intanto i “progetti speciali” restano ancora fermi, dopo essere restati fermi sette mesi, come quello sulla “tutela degli insiemi” o sulle “aree della stazione” o sulla “riqualificazione dei quartieri” … e soprattutto rischia di non decollare il processo per l’elaborazione del nuovo PUC che è il mio compito principale di questo ciclo amministrativo.
Ma, in fondo, è passata solo la prima settimana e già dalla prossima mi occuperò di PUC in un primo incontro programmato per lunedì 19 con una quarantina di tecnici e di professionisti.

LA PRIMA GIUNTA

Con 8 nuovi su 11 ci si aspettava una giunta di … novellini, magari dominati dai tre vecchi marpioni (tra cui io, naturalmente). Altroché! Il debutto della nuova giunta mi ha molto rincuorato. Risolte rapidamente lunedì, in una pre-riunione tecnica, le questioni logistiche (uffici assessorili e amenità similari) e le questioni di “pedagogia” procedurale, già giovedì la giunta si riunisce in sede politica. Il clima, pur con qualche evidente emozione, è caldo e collaborativo. I rapporti sono realmente paritari e collegiali. Gli atti formali non sono ovviamente molti, considerato il breve tempo di insediamento, ma qualcuno non irrilevante. Ne cito due, pur diversi, ma esemplari.

La tradizionale festa di capodanno. Saltata lo scorso anno (per ossequio alla tragedia dello tsunami), pareva destinata a non esserci neppure quest’anno per ovvi ritardi nella decisione. S’è deciso di farla: musica, gastronomia e fuochi d’artificio. Banalità? Non mi pare: c’è stata una franca discussione sul senso della festa e sulla legittimità di un investimento di risorse pubbliche. E’ emersa unanime la considerazione positiva sulle attese della popolazione (soprattutto di quella che non può permettersi costosi veglioni) e sulla voglia di convivialità dei nostri concittadini.

Le concessioni commerciali. Dovevamo esprimere il parere su due grandi strutture di vendita (Straudi ai Piani e Omniscom in Zona Industriale). Non abbiamo “menato il can per l’aia”: potevamo schivare la rogna nascondendoci dietro la competenza sovra-ordinata della Provincia, invece abbiamo denunciato l’arretratezza e l’ambiguità della legge provinciale, abbiamo ribadito che deve essere cambiata, abbiamo preso atto che si resta ancora inchiodati al duopolio e ci siamo impegnati a “romperlo”. E, in conclusione, abbiamo dato parere favorevole ai due nuovi centri di vendita, dichiarando esplicitamente che “stiamo dalla parte dei consumatori”. E’ solo un segno, ma la direzione di marcia è chiara e coerente con il programma di coalizione.

Con un augurio: che il buon giorno si veda dal mattino.

BLOG, BLOP, RING …. FLOP

Sabato, 17 Dicembre 2005

In quest’ultima settimana il blog è diventato una strana cosa. E’ stato monopolizzato dal dibattito sulla TAV, anzi contro la TAV, riducendosi ad un ring per pochi intimi, sempre gli stessi, inesorabilmente, con commenti chilometrici infarciti di citazioni altrui (Travaglio, Dalema e Chissenefruscia), per poi magari disquisire sulle fonti e persino sulle date.

Il tutto è diventato, secondo me, astratto e astruso: si è partiti – giustamente - dalla valle di Susa e si cercava il nesso con la Valle d’Isarco – e si è arrivati a parlare dei grandi progetti in sé e per sé e del modello di sviluppo, dividendoci tra sviluppisti e antisviluppisti … facendo progressivamente emergere una polemica tipicamente politichese (quanto sono venduti i Ds o quanto sono bravi i Ds, come è tutto marcio e corrotto il sistema partitocratico, ecc.).

Questa deriva del blog a me non piace e mi pare non piaccia a molti altri che, timidamente, si sono inseriti tra una TAV e una TAC invocando la ripresa del discorso sulla nostra città, sui centri commerciali, sulle targhe alterne, su cosa fa la giunta adesso che c’è, ecc. Ciò non significa che la questione del tunnel del Brennero non sia da trattare. Anzi! Ma non può né monopolizzare né essere monopolizzata, non deve sfociare nel politichese e non deve fare da foglia di fico (o di ortica) a tutto il resto.

Ovviamente riconosco che buona parte della deriva è colpa mia che, come nota il perfido Savonarola, non ho più aggiunto un post dal lontano 11 dicembre. Il fatto è che il 12 mattina, alle ore 8,30 ho … preso servizio presso l’assessorato all’urbanistica del comune di Bolzano e da quel momento sono stato un po’ preso. Lo confesso: in questa settimana ho molto trascurato il blog.

Dunque provo a rimediare, con 3 post!

Lascio questo post, così com’è, e lo pubblico subito per eventuali commenti di metodo e di merito sulla natura del blog, su come è stato finora, su come ci piacerebbe che fosse, magari riprendendo l’ormai antica proposta di individuare alcuni filoni tematici ….
… e aggiungo di seguito (appena ce la faccio a completarli) due altri post autonomi: uno sulla settimana di “esordio” della nuova amministrazione bolzanina e uno (Sic!) sul Brennero.

A voi la parola.

COSA SUCCEDE IN VALLE DI SUSA ? E QUI DA NOI?

Domenica, 11 Dicembre 2005

I moti popolari della Valle di Susa contro l’apertura dei cantieri del tunnel del Frejus ci impongono serie riflessioni sul nostro tunnel prossimo venturo: il tunnel di base del Brennero.

Per ora mi limito ad alcune considerazioni comparative tra le due situazioni.

Entrambi i tunnel sono destinati alla ferrovia e sono inseriti nei programmi europei di riqualificazione del sistema infrastrutturale continentale. Il tunnel del Frejus è parte del “corridoio europeo n. 5” ed è finalizzato al collegamento ad alta velocità (TAV) Torino-Lione. Il tunnel ferroviario del Brennero è parte del “corridoio europeo n. 1” Berlino-Palermo e ne costituisce il cuore strategico, tant’è che la Comunità europea lo ha classificato come obiettivo prioritario e partecipa al suo finanziamento
Entrambe le opere sono in fase avanzata di progettazione e si approssimano le aperture dei cantieri. Ma in Valle di Susa la popolazione locale si oppone duramente, impedendo l’avvio delle operazioni di perforazione per le indagini idro-geologiche. In Val d’Isarco, invece, le indagini idro-geologiche sono praticamente concluse e nessuno ha impedito le perforazioni. Ed è in preparazione l’appalto per il cunicolo esplorativo (la prima delle tre canne di cui sarà formato il tunnel).

Mi risulta che per il Frejus il Governo, dopo i durissimi scontri di Venaus, ha concesso una sospensiva e ha promesso l’avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA). Alla buon’ora! Per il Brennero la procedura VIA è stata già compiuta e le opere hanno ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni ambientali, sia in sede italiana che austriaca.

Mi risulta che il movimento di opposizione alla TAV nelle vallate piemontesi vede la mobilitazione diretta dei sindaci di tutti i comuni interessati dall’opera che lamentano la mancanza di informazione e di coinvolgimento decisionale. Per il tunnel del Brennero tutti i comuni della Val d’Isarco (e di Bolzano) sono stati coinvolti fin dalle prime fasi del progetto e tutti i sindaci hanno partecipato e acconsentito alla procedura di inserimento del tracciato nei rispettivi piani urbanistici comunali.

Pare che in Piemonte le popolazioni locali siano state sistematicamente escluse da ogni forma di conoscenza e di controllo sull’opera. Nella nostra provincia le popolazioni locali sono state ripetutamente coinvolte in varie forme e a tutti i livelli (dalle assemblee elettive ai comitati tecnici, dai convegni tecnico-scientifici fino alle assemblee di paese). Ne sono stato in parte testimone diretto: in tutte le sedi ho apprezzato l’alto livello di informazione, senza però mai rinunciare a richiedere con forza di intensificare ulteriormente i processi partecipativi della comunità locale.

Per oggi mi fermo qui. Ma vorrei invitare tutti ad approfondire il nostro livello di conoscenza sull’operazione tunnel di base perché sarà comunque “il problema” del nostro immediato futuro, nel bene e nel male.

Però, tanto per essere chiaro, dico subito che del “Progetto Brenner Basis Tunnel – BBT SE” io sono un convinto estimatore (lo conosco molto bene, perché me lo sono sempre studiato a fondo, e lo considero un progetto eccellente) e un convinto sostenitore (lo considero una straordinaria occasione potenziale per il “sistema locale”). Ma sono molto preoccupato che esso possa restare totalmente “estraneo” al sistema locale. Ne risulterebbero vanificati i caratteri di eccellenza e le potenzialità positive. Ne resterebbero solo gli esiti di danno ambientale e di rapina.


vignetta di Claudio Polo

BOLZANO HA LA NUOVA GIUNTA

Giovedì, 8 Dicembre 2005

Adesso la giunta c’è. E merita qualche considerazione.

Ci sono voluti 2 tornate elettorali e 7 mesi di travaglio per ridare un governo alla città. Questo tormentato processo lascia sul campo molte macerie. Una città divisa, una maggioranza risicatissima, una coalizione unita ma assai frammentata. Non basta certo una normale “ripartenza”. Ci vorrebbe un “lancio lungo e correre”. Ci vorrebbe un colpo d’ala. Ci vorrebbe un sogno.

Il dibattito della seconda serata offre qualche piccola speranza. L’opposizione, senza rinunciare a nulla del suo antagonismo, ha dato segni di volontà “non ostruzionistica”. La maggioranza, senza rinunciare a nulla della sua responsabilità di governo, ha dato segni di consapevolezza “non trionfalistica”. La replica finale di Spagnolli ha onorato l’opposizione con una attenzione che è stata apprezzata dall’opposizione stessa. Il clima finale è stato civile e gli auguri reciproci di buon lavoro suonavano come augurio alla città.

L’elezione della giunta coincide con la chiusura della partita giudiziaria sull’esito elettorale. Gli avvocati del centrodestra hanno infatti concluso che «non ci sono gli estremi per presentare un ricorso contro le operazioni elettorali … abbiamo rilevato una serie di errori, ma di carattere formale e non di sostanza … si è trattato solo di errori materiali di trascrizione nei verbali che non avrebbero in alcun caso modificato l’esito finale della consultazione elettorale. E il lavoro della commissione centrale guidata dal presidente Zanon è stato ineccepibile». Bontà loro! Ma anche questo è un segno di normalizzazione della dialettica politica.

Questa mattina si è inaugurata la tradizionale “festa delle api”. Via Resia era piena di gente e di sole. Si respirava un’aria molto … bolzanina. Ho avuto la sensazione che si possa riprendere un discorso interrotto da troppo tempo.

IL MIO INTERVENTO IN CONSIGLIO

Mercoledì, 7 Dicembre 2005

Considerato che il mio intervento nel dibattito sul programma è avvenuto a tarda sera davanti all’aula semivuota e in totale assenza di giornalisti, lo posto qui. Magari a qualcuno viene voglia di leggerlo e , forse, a qualche giornalista, di … riprenderlo. Anche se non è particolarmente piccante!

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
(Consiglio Comunale del 6 dicembre 2005 - intervento di Silvano Bassetti)

Il Consiglio Comunale recentemente eletto è chiamato a pronunciarsi sulla relazione programmatica con cui il nuovo Sindaco propone gli “Indirizzi generali di governo” per il ciclo amministrativo che si apre. Non è un ciclo amministrativo qualsiasi. Esso si apre dopo 6 mesi di commissariamento del nostro Comune, resosi necessario per l’oggettiva impossibilità di governo della città dopo l’esito contraddittorio delle elezioni di maggio. Quelle elezioni hanno reso esplicita la divisione della città e della comunità locale, evidentemente espressa nelle differenze elettorali tra quartieri centrali e periferici, tra cittadini di lingua italiana e cittadini di lingua tedesca, tra partiti a forte caratterizzazione etnica e partiti a caratterizzazione programmatica, tra coalizione di centrosinistra e coalizione di centrodestra. Quelle elezioni e la fase commissariale che ne è seguita hanno azzerato un lungo ciclo di un quasi naturale (e forse troppo pigro) continuismo nel modello di sviluppo urbano e nello schema di governo. Le elezioni di novembre, certamente esposte ad un più alto tasso di drammatizzazione del confronto fino al rischio dello scontro, hanno costretto tutti (destra e sinistra, italiani e tedeschi, nazionalisti ed autonomisti, conservatori e riformisti) a misurarsi in campo aperto con il più alto livello di contraddizione del sistema politico locale, per di più in concomitanza con un impetuoso processo di trasformazioni socio-economiche (le modificazioni urbane e le mutazioni socio-culturali, l’invecchiamento della popolazione e l’emergenza di nuove povertà, l’esplicitazione di nuovi bisogni e la crisi economica…). Qualcuno ha vinto, qualcuno ha perso. Di poco, di pochissimo, come per altro succede naturalmente nei sistemi bipolari. Chi ha vinto ha l’onere di misurarsi con la sfida di governare proprio quelle contraddizioni e quella crisi di sistema su cui si è giocato lo scontro elettorale.
E noi siamo qui per questo, con questa consapevolezza e con questa responsabilità. Siamo qui attorno al nostro Sindaco e al suo programma che diventa il nostro programma.
Dico subito che il documento del Sindaco Spagnolli mi appare come un vero e proprio “documento programmatico”, pienamente degno dell’importanza politica di questo evento istituzionale. Ne ha tutte le caratteristiche tipologiche: nella sua prima parte delinea le caratteristiche, i vincoli e le opportunità della nostra città in questa fase storica; nella seconda parte propone l’articolazione del programma amministrativo per le principali aree di intervento. Ma, soprattutto, ha le qualità proprie e i contenuti di un vero programma politico-amministrativo. E, lo dico subito esplicitamente, è secondo me un ottimo programma, impegnativo, responsabile, innovativo e, cioè, idoneo a profilare una linea di governo della nostra città in questa particolare fase storica.
Mi convince, in modo particolare, il coraggio di un’analisi, non superficiale e non retorica, che descrive la condizione problematica di una città uscita - dalla difficile contesa elettorale - divisa nelle sue basi materiali (la sofferenza dei cittadini più deboli e dei quartieri periferici), divisa nelle sue condizioni socio-culturali (il cosiddetto “disagio degli italiani” e, più in generale, la crisi identitaria che attanaglia i vari gruppi etno-culturali e la città nel suo rapporto con il territorio) e divisa nelle sue espressioni politiche (l’estrema polarizzazione tra i blocchi e la estrema frammentazione all’interno di ciascun blocco) .
E mi convince l’impegno forte a lavorare ad un progetto complessivo di ricomposizione e di riconciliazione, fondato sulla sfida per un nuovo modello di sviluppo urbano. Guai a chi, di fronte ad una città divisa, non si ponesse programmaticamente l’impegno di ricomposizione. Guai a chi, di fronte ad una città conflittuale, non si ponesse programmaticamente l’impegno di riconciliazione.
Ma ricomposizione e riconciliazione non si producono con gli appelli, i richiami morali e i buoni auspici: ricomposizione e riconciliazione si producono solo e necessariamente nel crogiuolo della costruzione di un nuovo modello di sviluppo urbano che si proponga di rimuovere le cause profonde della divisione e del conflitto.
E’ per questa ragione che del nuovo sviluppo urbano il documento individua i capisaldi programmatici nel rapporto organico tra la vitalità economica, l’equità sociale, l’armonia culturale e la sostenibilità ambientale. Ciascun aspetto è indispensabile in sé e nel rapporto con gli altri. Non può esserci efficacia nelle misure di equità se la città non ritrova la necessaria vitalità economica. Ma non è ammissibile una rivitalizzazione economica che faccia scempio dell’ecosistema. E tutto diventa impossibile, a Bolzano più che altrove, senza una comunità urbana capace di declinare concretamente un progetto sistematico di armonizzazione delle proprie diversità.
E’ per queste stesse ragioni che il documento programmatico fissa le condizioni imprescindibili di metodo operativo per il perseguimento di obiettivi di tale portata culturale, prima ancora che politica. Le condizioni di metodo operativo sono chiaramente esplicitate nel documento e si chiamano: pianificazione e partecipazione. Entrambe devono uscire dalla retorica politichese e diventare “buone pratiche di governo”, concrete e sistematiche, costanti e pervasive. La pianificazione come disegno esplicito e dichiarato del sistema concreto di approssimazione agli obiettivi programmatici e, dunque, strumento di efficienza, di trasparenza e di “democrazia dichiarativa”. La partecipazione come processo reale di costruzione e di valorizzazione del protagonismo civico, come procedura concreta di co-decisione e non solo di co-municazione e, dunque, come strumento efficace di “democrazia sostanziale”.
All’interno di questo quadro unitario di “obiettivi e strumenti strategici” vengono poi delineate, coerentemente e sinergicamente, le articolazioni operative del programma per i vari settori di intervento amministrativo. Evitando di disperdersi nelle solite elencazioni da “lista della spesa”, il documento individua - per ogni settore - alcuni obiettivi programmatici qualificanti. E’ qui che compaiono esplicitamente alcune “perle innovative” della filiera programmatica. Cito, a puro titolo esemplificativo, gli impegni per l’avanzamento di Ferroplan, per la sperimentazione di case in affitto destinate ai giovani, per l’uso metropolitano della ferrovia, per la realizzazione di 2 centri commerciali peri-urbani, …
Non mi dilungo ulteriormente sui singoli passaggi del documento. Desidero però ancora dire che dal documento emerge complessivamente “una vitalità nuova, una convergenza di propositi e un’alacrità di proposte da mettere in opera per i cittadini e con i cittadini. Non l’arcaico politichese degli apparati e neppure il distillato pseudo-modernista dei tecnocrati, ma il senso compiuto della polis, una comunità che è partecipe e senza la quale è diventato impossibile governare un mondo sempre più complesso e più variegato di interessi e di idee.”
Dunque il programma c’è. C’è l’abbozzo di un progetto di futuro armonico e pacificato, equo e solidale, vivace e sostenibile. C’è l’impegno per una forte evoluzione della democrazia sostanziale costruita attraverso la pianificazione integrata e la partecipazione attiva. Ci sono provvedimenti e interventi da effettuare per recuperare l’unità della città e della sua comunità plurale, nel solco di principi e di convinzioni morali condivise da tutta la Bolzano democratica, riformista e autonomista. E c’è la squadra che dovrà incarnare e attuare “al meglio” questo programma: una squadra in cui gli elementi di novità (7 su 11 sono nuovi!), di giovinezza (un’età media intorno ai 45 anni!) e di pluralismo politico-culturale (dall’SVP a RC) costituiscono una oggettiva garanzia di impegno generoso, di naturale innovazione e di necessaria collegialità.
Voglio quindi concludere dicendo che tutto ciò mi piace molto e mi convince in pieno. Sosterrò questo progetto, lo voterò e lavorerò per la sua migliore applicazione.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

Mercoledì, 7 Dicembre 2005

Non edificante, non degno del ruolo istituzionale della assemblea rappresentativa della città e non all’altezza della complessa fase politica! Questo è il mio giudizio sul dibattito svoltosi ieri in consiglio comunale sul documento programmatico con cui Spagnolli apre il nuovo ciclo amministrativo.

La seduta è stata occupata da una gran massa di interventi (soprattutto dell’opposizione), pregiudizialmente contrari (ovviamente), assurdamente semplificatori (purtroppo), spesso stravaganti (nel senso che parlavano d’altro), prevalentemente “teatrali” (si chiama “diritto di tribuna”) e sempre del tipo “mordi e fuggi”. Basti pensare all’autentico malcostume di fare l’intervento e di andarsene a casa! Così ha fatto, primo tra tutti, il leader dell’opposizione Giovanni Benussi, dando un pessimo esempio: ha parlato tra i primi e poi ha tranquillamente disertato la seduta. Oppure, basta pensare a chi ci ha intrattenuti sul tema della neve, a chi ha citato Cicciolina, a chi ha paralto di “lettera a babbo natale”.

Per quanto mi riguarda, io ho parlato verso le 23 e in quel momento l’aula era semi deserta: non più di 15 consiglieri. Tra i presenti fino alla conclusione l’ultraottantenne consigliere Mitolo: onore a lui e alla sua esemplare cultura istituzionale.

Ancora una nota di costume: la consigliera Tomada, che per altro stimo per la sua intelligenza, ieri ha letteralmente sprecato il suo intervento (e la sua intelligenza) dedicandolo interamente a noi. A noi del blog, intendo. Stupefacente! Con abile mestiere e finto moralismo ha estrapolato numerose citazioni dal blog, abilmente prelevate dai commenti e totalmente decontestualizzate, per dimostrare (udite, udite!) la volgarità, la calunniosità, la malafede, ecc. della sinistra, ergo della coalizione, ergo del programma. Sic!

Il dibattito prosegue questa sera ad oltranza per arrivare, in nottata, alla votazione. Forse da domani si lavora.

IL PROGRAMMA DI SPAGNOLLI IN CONSIGLIO COMUNALE

Domenica, 4 Dicembre 2005

Martedì 6 e mercoledì 7 p.v. il Consiglio Comunale è convocato per la discussione generale sulla relazione programmatica del Sindaco Spagnolli. E’ questo il momento politicamente più significativo della fase di apertura del nuovo ciclo amministrativo.

Il documento (12 cartelle fitte), presentato dal Sindaco nella seduta di venerdì scorso, contiene l’impegno programmatico per i prossimi cinque anni di governo della città. Purtroppo non è stato ancora fornito su base informatica e non posso dunque pubblicarlo. Lo farò appena possibile, perché è, per sua stessa natura, un documento pubblico, che riveste la massima importanza e che merita di essere attentamente esaminato anche nella nostra piazza virtuale. Sono sicuro che catturerà almeno la stessa attenzione del … “mercato delle cariche”.

Per ora anticipo un mio giudizio molto sintetico, che per altro è alla base dell’intervento ufficiale che farò in Consiglio martedì.

Il documento di Spagnolli, intitolato “Indirizzi generali di governo”, è un vero e proprio “documento programmatico”. Ne ha tutte le caratteristiche formali: nella sua prima parte delinea le caratteristiche, i vincoli e le opportunità della nostra città in questa fase storica; nella seconda parte propone l’articolazione del programma amministrativo per le principali aree di intervento. Ma, soprattutto, ha le qualità proprie e i contenuti di un vero programma politico-amministrativo. E, lo dico esplicitamente, è un ottimo programma, impegnativo, responsabile e innovativo.

Mi convince, in modo particolare, il coraggio di un’analisi, non superficiale e non retorica, che descrive la condizione problematica di una città uscita da una difficile contesa elettorale che fedelmente la rappresenta divisa nelle sue basi materiali, nelle sue condizioni socio-culturali e nelle sue espressioni politiche. E mi convince l’impegno forte a lavorare ad un progetto complessivo di ricomposizione e di riconciliazione, fondato sulla sfida per un nuovo modello di sviluppo urbano.

Del nuovo sviluppo urbano il documento individua i capisaldi programmatici nel rapporto organico tra la vitalità economica, l’equità sociale, l’armonia culturale e la sostenibilità ambientale. E ne fissa le condizioni imprescindibili di metodo operativo nella pianificazione e nella partecipazione.

In questo quadro unitario vengono poi delineate coerentemente le articolazioni operative per i vari settori di intervento amministrativo. Evitando di disperdersi nelle solite elencazioni da “lista della spesa”, il documento individua - per ogni settore - alcuni obiettivi programmatici qualificanti. E’ qui che compaiono esplicitamente alcune perle innovative. Cito, a puro titolo esemplificativo, gli impegni per l’avanzamento di Ferroplan, per la sperimentazione di case in affitto destinate ai giovani, per l’uso metropolitano della ferrovia, per la realizzazione di 2 centri commerciali periurbani, …

Avremo modo di ritornare più approfonditamente sul documento. Voglio per ora dire che il documento programmatico mi piace molto e mi convince in pieno. Lo sosterrò, lo voterò e lavorerò per la sua applicazione.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ricordo a tutti che il dibattito consigliare è pubblico. Le sedute iniziano alle ore 18.

RIPARTIAMO

Sabato, 3 Dicembre 2005

nota a cura del WebMaster

Ripartiamo, il dibattito è ufficialmente riaperto.
Silvano con l’ultimo post sulla città divisa ci richiama alla politica, quella nobile, dei contenuti. Su quelli chiedo a tutti di concentrarsi. Il blog ha traballato fortemente nei giorni scorsi e uno dei motivi - al di là della serietà e/o gravità delle questioni - è stato l’eccessiva e a volte pruriginosa attenzione al gossip, ai giochi di potere, alla remunerazione, alla parte meno nobile - ma esistente, sia chiaro - della politica.
Come già scritto, a partire da adesso, l’attenzione ai contenuti e al livello degli interventi (a partire dai miei) sarà maggiore. Cerchiamo di utilizzare questo spazio di democrazia per fare le pulci al merito delle questioni, ai contenuti, ai programmi, all’attività dell’amministrazione.

In 24 ore di stop si sono accumulati 24 commenti. Tali commenti non verranno pubblicati. Alcuni erano piuttosto truculenti, altri degnissimi.
Si gira pagina.

Ricordo velocemente le regole della discussione:
1. I commenti devono essere firmati con nome e cognome (o solo l’iniziale del cognome). E devono essere dati veri e verificabili;
2. L’anonimato e gli pseudonimi non sono ammessi. Esistono visitatori assidui e affezionati che usano uno pseudonimo dagli albori del blog. Questi sono autorizzati a proseguire; hanno per altro svelato tutti la loro identità. Di tanto in tanto ricorderò chi sono in un mio commento. E’ comunque apprezzatissimo il metodo introdotto da Dedalus che in calce al commento mette comunque sempre anche nome e iniziale del cognome;
3. La mail inserita deve essere vera e funzionante. La mail non verrà in nessun caso resa pubblica. Il Webmaster potrà eventualmente contattare l’autore del commento privatamente per e-mail per verificare l’esattezza della sua identità. L’indirizzo e-mail non verrà utilizzato per nessun altro scopo, non verrà inserita in mailing list o simili. L’inserimento del commento e della mail nel campo obbligatorio sottintende l’accettazione dell’uso che il Webmaster ne farà, nei limiti sopra descritti.
4. Una volta inserito, il commento rimane in sospeso fino a mia approvazione. Questo può avvenire nel giro di qualche minuto o anche di qualche ora, a seconda dei miei impegni e delle mie valutazioni;

Invito tutti i bloggers alla collaborazione. Vi prego inoltre, al di là del regolamento, di valutare cosa sia utile e costruttivo per il blog e cosa no. Come detto più volte non trovo divertente dover cassare commenti, intervenire in moderazione, procedere a verifiche, eccetera. Vi rimando inoltre alle mie note al post “INGORGO MEDIATICO-INFORMATICO o PROVOCAZIONE?”.

Chiudo ringraziando quelli che nei commenti invitavano a proseguire col blog e che osservavano e sottolineavano potenzialità e positività del mezzo (Paola D., Franco, Sono Stanco, Alessio e altri). A quelli che avevano inserito commenti seri e sostanziali in merito alle varie questioni attuali (Alessio, Oscar, Marina, Silvia, Toni, Paola F. e altri) va il mio invito a riprendere le questioni in nuovi commenti.

Devo infine a Toni Serafini, giustamente infastidito, della mia superficiale (e spero comunque innocua) battuta sullo SDI in giunta, le mie scuse. Si è trattato di un intervento rozzo e difficilmente giustificabile (soprattutto se proposto dal WM), che ha, tra l’altro, contribuito al clima di cazzeggio in libertà (per citare Fregona di oggi sull’AA) che ha caratterizzato il dibattito negli ultimi giorni.
Visto anche tutto quello detto e successo nelle ultime ore la mia attenzione sarà d’ora in poi maggiore. Anche in questo.

Chiudo dicendo che vi prego di voler rilanciare, nei commenti a questo post, le questioni in merito alla riorganizzazione dei contenuti (proposta aree tematiche di Savonarola) e ogni altra considerazione su dinamiche di comportamento e di evoluzione del blog.

ciao

DOVE ERAVAMO RIMASTI ?

Venerdì, 2 Dicembre 2005

Dopo qualche giorno di burrasca mediatica e di eccesso di attenzione monotematica agli assetti di potere, proviamo a riprendere il discorso interrotto sui contenuti della politica per la città. Dove eravamo rimasti? Mi pare che tra i temi più dibattuti e intriganti si possa individuare quello della “città divisa”. Orbene, proviamo a ricominciare da lì, approffittando di un “pezzo giornalistico” comparso sul Dolomiten di ieri (giovedì 1 dicembre) intitolato appunto Die zweigeteilte Stadt. Si tratta di una mia intervista sui temi dell’urbanistica bolzanina che immagino sia sfuggita ai più.

Die zweigeteilte Stadt

Der Bozner Stadtrat für Urbanistik über versäumte städtebauliche Visionen, über das Stadtviertel Don Bosco, in dem halb Bozen lebt, und seine Vorstellung von der Hauptstadt im Jahr 2030.

Herr Bassetti, sie sind seit fünf Jahren Bozner Stadtrat für Urbanisitk. Wie steht es um die Raumplanung in Südtirols Hauptstadt?
Bassetti (lacht): Sie glauben doch nicht im Ernst, dass ich in wenigen Sätzen darauf antworten kann. Lassen Sie es mich einmal so zusammenfassen. Im Unterschied zu vielen italienischen Städten dieser Gröβenordnung kann Bozens Stadtkern auf eine alte städtebauliche Tradition zurückblicken. Leider ist man bei der Weiterentwicklung der Stadt in den letzten Jahrzehnten nicht immer mit der gleichen ganzheitlichen Vision herangegangen wie dazumal die Habsburger. Als Ergebnis haben wir heute ein Stadtviertel, Don Bosco, das in gerade einmal 30 Jahren aus der Erde gewachsen ist und in dem rund die Hälfte der Bozner Bevölkerung lebt. Dass dieses explosionsartige und punktuelle Wachstum einer Stadt Spannungen nach sich zieht, die übrigens auch in den letzten Wahlen zum Ausdruck kamen, ist wohl klar.

Sie meinen also, dass mit einer besseren, strategisch durchdachten Vision in der Stadtplanung auch gewissen sozialen und politischen Spannungen vorgebeugt werden kann?
Bassetti: Mit Sicherheit. Der randalierende Mob in Frankreich mobilisiert sich in den neuen, ärmeren Vororten der Stadt nicht am Champs-Élysées. Aber dieser Vergleich ist jetzt sehr weit hergeholt. In Bozen gibt es weder Randale noch ein wirklich armes Stadtviertel. Was Don Bosco fehlt ist nicht so sehr die Qualität der einzelnen Bauwerke, noch die nötige Infrastruktur, wie Schulen, Kindergärten, Altersheime usw. Was dem Stadtteil fehlt ist eine eigenen Identität. Und das in einer Zeit wo auch die Familie, Kirche und Politik in der allgemeinen Krise steckt.

Welche Lösung schlagen Sie für Don Bosco vor?
Bassetti: Wenn es nur nach mir ginge, ich würde sämtliche Bauvorhaben in diesem Stadtteil auf die nächsten zehn Jahre einfrieren. Ich würde mich um die Schaffung von öffentlichen Freiräumen, so genannten Sauerstoffinseln, bemühen. Ich würde eine ganzheitliche Raumplanung vorantreiben. Wir müssen uns endlich von der punktuellen Architektur loslösen. Es geht in der Urbanistik um weit mehr als um die Qualität eines einzelnen Bauwerks. Die Urbanistik muss in einem ersten Schritt den groβen öffentlichen und leeren Raum planen. Die Architekten füllen ihn dann.

Ist das zurzeit in Bozen nicht der Fall?
Bassetti: Ich wage einmal zu behaupten, dass in Bozen seit Marcello Piacentini, dem faschistischen Städteplaner, keiner mehr an die Hauptstadt als ganzheitliche urbanistische Vision gedacht hat. Die Bozner Urbanistik beschränkt sich auf das Patchwork Prinzip. Dabei fehlt es der Stadt nicht an Werkzeugen. Die sind zuhauf vorhanden. Es fehlt an konkreten urbanistischen Rahmenbedingungen, also auch Gesetzen. Der letzte Raumordnungsplan ist im Mai 2005 ausgelaufen. Ich werde in den nächsten Jahren alles daran setzen, ein städtebauliches Inventar von Bozen zu schaffen, auf dem aufbauend ein neuer Raumordnungsplan entstehen soll.

Wie sieht ihr Wunschbozen in 25 Jahren aus?
Bassetti: Wie schon gesagt, die Bautätigkeiten sollen auf andere Stadtteile verlagert werden, auβerhalb von Don Bosco. Das derzeitige Bahnhofsareal kann, bei Verlagerung des Bozner Bahnhofs, zu einem kleinen städtebaulicher Juwel im Herzen der Stadt werden. Auβerdem träume ich von einer groβen grünen Lunge, die als Verlängerung der Talferwiesen von Schloss Runkelstein bis nach Schloss Sigmundskron führt und beim Zusammenfluss von Talfer und Eisack auch Richtung Norden, entlang der derzeitigen Bahntrasse, ausläuft. Das Grün, die Natur, würde die Stadt wieder zurück zu einer groβen Einheit zusammenfügen.

(Das Interview führten Luigi Scolari und Sigrid Hechensteiner)

Ricordo che sullo stesso tema potete trovare un altro mio contributo “Periferia e Don Bosco” (Alto Adige 25.10,05) nella rubrica di questo blog: Pagine/01 SCRITTI SCELTI…