Archivio di Gennaio 2006

CUL DE SAC

Domenica, 29 Gennaio 2006

Savonarola continua con ottimismo (wm)

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Siamo schiacciati in un cul de sac. Siamo chiusi nell’angolo da una SVP che, a vario titolo e a vari livelli, usa fino in fondo la sua forza elettorale e i suoi poteri istituzionali in una spirale di auto-potenziamento teso a rafforzare la sua unità interna, la sua egemonia politica e il suo insediamento sociale.
In questa linea si collocano, citando a caso, le scelte di caparbia separatezza dei gruppi (censimento etnico, proporzionale rigida, scuole divise, ecc.), di attivo protezionismo etnico (limiti all’ottenimento della residenza, rapporto residenza-voto, cariche apicali al solo gruppo tedesco, ecc.), di gestione centralistica e dirigistica dei poteri (contro il principio di sussidiarietà, contro la pratica della concertazione, … persino contro l’autonomia dei Comuni), di sistematico attacco ai ceti sociali più deboli (tassa sulla non autosufficienza, sussidio casa) … fino al recente intervento attivo a sostegno della petizione per l’autodeterminazione.
In condizioni “normali” si può leggere in tutto ciò la tipica dinamica di una forza politica che detiene la maggioranza assoluta e che punta alla sua perpetuazione. Dal punto di vista “politologico” è una dinamica naturale, se non fosse per l’anomalia sudtirolese che rende tale dinamica totalmente perversa e foriera di devastanti tensioni e conflitti. Infatti la SVP persegue questi obiettivi nel totale solipsismo della sua univoca autoreferenzialità mono-etnica, in una realtà che è invece incontestabilmente ed irreversibilmente multi-etnica. Questa anomalia può anche non piacere alla SVP, ma è da essa e dalla soluzione politico-istituzionale della autonomia speciale provinciale che la SVP ha tratto storicamente le condizioni di assoluto favore per poter essere forza politica maggioritaria e per poter esercitare amplissimi poteri istituzionali. Ma la formula autonomistica non concede né di fatto né di principio il solipsismo mono-etnico né alla SVP né a nessun altro.
L’autonomia provinciale, pur costituendosi come risposta alla giusta rivendicazione di diritti della “minoranza nazionale tedesca”, si è formata con l’avvallo internazionale come istituto di autogoverno territoriale nel pieno rispetto dei diritti di tutta la popolazione insediata e non solo della sua componente di lingua tedesca. O no?
Ma allora la SVP non ha alcuna legittimità, nemmeno in astratto, di rivendicare per sé e per il solo gruppo etnico che essa rappresenta diritti esclusivi (e poteri e privilegi) che ledano i diritti degli altri gruppi insediati. O no?
Anzi, l’SVP come forza egemone e rappresentativa del gruppo maggioritario ha il dovere etico e istituzionale di tutelare i diritti dei gruppi territorialmente minoritari e oggettivamente più svantaggiati. O no?
A meno che la SVP non punti lucidamente e spregiudicatamente allo scontro con il gruppo italiano. Il che sarebbe ferale, per lei e per tutti. Ma, se non è questo che vuole, deve abbandonare la linea oltranzista dell’autoreferenzialità mono-etnica perché da essa null’altro può venire che la crescita drammaticamente simmetrica delle pulsioni nazionaliste del gruppo etnico italiano, già ben rappresentato dalla destra politica che su quelle pulsioni accresce la sua forza di rappresentanza.
La diabolica simmetria dei nazionalismi produce irrimediabilmente una spirale di rivendicazioni contrapposte e di conflitti con possibili “derive balcaniche”. E’ questo che vogliamo?
In questa deriva della politica, in questo deserto di ideali, bisogna che le donne e gli uomini di buona volontà, che abitano la nostra terra, rompano il silenzio e facciano sentire la loro voce, costituendosi attivamente in “forza di interdizione” tra gli opposti nazionalismi.

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Savonarola è un po’ risentito per quello che succede… (wm)

“SANGUE E SUOLO” ?

Venerdì, 27 Gennaio 2006

La vicenda della petizione dei sindaci è un vero macigno politico, ben al di là della altisonante polemica immediata. Essa costituisce un oggettivo salto di qualità nella dialettica politica e culturale tanto sulla più generale questione sudtirolese, quanto sulla particolare congiuntura politica (sia a livello delle coalizioni di governo locale, sia a livello delle costruende coalizioni elettorali nazionali).
La questione dunque è assai seria e non ammette scorciatoie, né in termini di sottovalutazione né come occasione di mera polemica strumentale.
Bene ha fatto dunque la segreteria dei DS pretendendo che la SVP “sgomberasse il tavolo dalla questione dell’autodeterminazione” come pregiudiziale all’avanzamento delle prospettive di alleanza politica. Bene ha fatto Prodi a definire sgangherata e retrograda la rivendicazione dell’autodeterminazione. Bene ha fatto Pichler Rolle a rispondere immediatamente e ufficialmente che l’autodeterminazione è un richiamo di principio, ma che non è assolutamente un tema dell’agenda politica, né tanto meno un evento auspicabile. E con ciò le forze politiche si avviano a considerare chiuso l’incidente!
Ma, per quanto mi riguarda, chiuso l’incidente resta aperta la ferita! Lo dico con molta sofferenza e con totale senso di responsabilità. Infatti posso disinteressarmi delle conseguenze immediate della vicenda e posso accettare la composizione diplomatica dell’incidente, ma non posso nascondermene le implicazioni profonde. Ed è su queste che mi sento di dover riflettere.
Guardiamo al contesto, che qui in super-sintesi provo a definire: fase matura del processo di unificazione europea con sostanziale superamento dei confini nazionali prodotti da due guerre mondiali; fase compiuta del processo istituzionale dell’Autonomia Speciale della Provincia di Bolzano in piena (e sovrabbondante) attuazione degli accordi internazionali, sotto l’egida dell’ONU, con relativo rilascio di quietanza liberatoria da parte dell’Austria; fase matura del processo di consolidamento sostanziale dell’Autonomia Provinciale, con ampio dispiegamento dei suoi effetti, sia a livello della pienezza dei poteri di autogoverno territoriale, sia a livello di modello di sviluppo socio-economico. In questo quadro le opportunità istituzionali (potere formale), politiche (potere reale) e materiali (potere economico e benessere diffuso) godute dalla “minoranza nazionale tedesca e ladina” sono universalmente riconosciute come oggettivamente intense e garantite fino, a costituire condizione di riconosciuto ed esemplare privilegio rispetto a qualsiasi altra situazione geo-politica paragonabile. A fronte di ciò gli elementi di criticità sono viceversa riconducibili alla condizione della popolazione italiana, statisticamente e politicamente minoritaria e dunque strutturalmente più debole e psicologicamente svantaggiata, come dimostra il cosiddetto “disagio degli italiani” …
E’ in questo contesto istituzionale e politico, materiale e culturale, che la “minoranza nazionale” localmente dominante brandisce la sciabola dell’autodeterminazione verso la “maggioranza nazionale” localmente minoritaria. Proprio nella fase in cui i sudtirolese italiani autenticamente autonomisti sono sempre più “minoranza nella minoranza”, proprio nel momento in cui una difficile e innovativa convergenza politica con l’SVP ha permesso al centrosinistra autonomista la riconquista del governo della città capoluogo, proprio quando la politica è impegnata nel decifrare il disagio degli italiani e l’agenda politica è dominata dall’obiettivo di riequilibrio dei poteri e delle opportunità, … arriva la firma dei sindaci e di Pichler Rolle sotto la petizione degli Schuetzen per la tutela costituzionale austriaca al diritto all’autodeterminazione dei sudtirolesi tedeschi e ladini. Grazie fratelli sudtirolesi, grazie davvero!

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Chiudo “fuori sacco” con due semplici domande al mio amico Elmar Pichler Rolle che, non solo ha firmato la petizione, ma l’ha anche attivamente sostenuta presso i sindaci del suo partito (come apprendo oggi dalla stampa).

1.
Caro Elmar, chi potrà opporsi e come potrà farlo e con quali argomenti, quando qualche “avanguardia etnica italiana” chiederà a noi politici italiani di firmare una petizione per la “tutela e l’autodeterminazione della minoranza italiana in Alto Adige”? E, nel caso (certamente fanta-politico) di autodeterminazione a favore dell’annessione della “nostra” terra all’Austria, chi potrà opporsi all’autodeterminazione per la riannessione della “nostra” Bolzano all’Italia?

2.
Caro Elmar, hai ripetuto più volte in questi giorni che la petizione affronta una questione teorico-giuridica: mi spieghi come mai avete affidato una simile questione teorico-giuridica agli Schuetzen che non mi risulta siano propriamente un forum di giuristi?

DS, PACS, CONSORTE, MEMORIA, CANDIDATURE. TEMI D’ATTUALITA’

Martedì, 24 Gennaio 2006

Ricevo e pubblico due (salate) vignette.
Savonarola a Claudio Polo.

Webmaster

20.01.2006: Giorno della Memoria / Gedenktag

Giovedì, 19 Gennaio 2006

In occasione del giorno della memoria, voglio richiamare l’attenzione di tutti sulla meritevole iniziativa del Comitato per la salvaguardia “ Muro ex Lager “, attraverso un comunicato segnalatomi, a nome dell’ANPI, da Monica Bancaro (che ringrazio).

Tutto il muro del Lager è un monumento da proteggere e da salvare

Il muro di recinzione è l’unico resto che rimane del “Durchgangslager Bozen”, il famigerato campo di concentramento di via Resia, dove i nazifascisti rinchiusero, per poi deportarli nei campi di sterminio, nel periodo dal luglio 1944 al 30 aprile 1945, oltre undicimila uomini, donne e bambini di diversa nazionalità, lingua e religione
Il muro è di proprietà dei condomini che sono costruiti al suo interno, ma, come memoria di tante donne e di tanti uomini che qui soffrirono e perirono per la libertà nella lotta contro il nazifascismo, è stato sottoposto a vincolo conservativo per salvarlo quale monumento nazionale e la sua manutenzione è stata affidata, solo recentemente, al Comune di Bolzano.
L’Amministrazione passata ha già provveduto al risanamento di uno dei lati del quadrilatero formato dal muro stesso, trasformandolo in un “luogo della Memoria “, che è ora visitabile; aveva inoltre avviato la procedura per il finanziamento del restauro degli altri muri del quadrilatero che sono in pessime condizioni. La spesa prevedibile per il restauro è ingente .
Confidiamo che l’amministrazione continuerà l’opera di risanamento, ma siamo ugualmente preoccupati che la carenza di risorse del Comune possa pregiudicare la conservazione del muro. Riteniamo pertanto che anche la città di Bolzano, attraverso le offerte di singoli cittadini e delle loro associazioni possa contribuire a raccogliere il denaro necessario ai lavori di restauro di un monumento, che è affidato alla memoria nazionale, quale impegno etico di una intera città.
A tale scopo si è costituito il comitato promotore dell’iniziativa di raccolta dei fondi necessari aperta a tutti i cittadini e alle loro organizzazioni :
- l’A.N.P.I.- Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
- l’A.N.E.D.-Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi nazisti
- l’A.N.E.I.- Associazione Nazionale Ex Internati Militari ,
- la Comunità Ebraica di Merano
- le ACLI.e il KVW
- le organizzazioni sindacali CGIL- AGB , SGB CISL –, UIL- SGK
- la C.L.E. Cooperativa Lavoratori Edili
- la Lega provinciale delle cooperative
- l’Unione provinciale cooperative
Il Comitato intende collaborare con Il Comune di Bolzano per garantire la possibilità di un tempestivo restauro del muro.
Le offerte possono essere dirette al Conto Corrente 5000271 della Cassa di Risparmio di Bolzano agenzia di via Orazio, coordinate ABI 06045 CAB 11617 CIN R, intestato “Salvaguardia Muro ex Lager “.
La C.L.E. Cooperativa Lavoratori Edili ha aperto la sottoscrizione con la somma di 25.000,00 Euro.

TEMI D’ATTUALITA’

Martedì, 17 Gennaio 2006

Ricevo e pubblico la vignetta di Savonarola. Per chi volesse intervenire su temi di stretta attualità.

Webmaster

… eppur si muove!

Domenica, 15 Gennaio 2006

La giunta comunale è insediata da cinque settimane (le deleghe assessorili recano la data del 12 dicembre), comprensive delle feste di Natale e Capodanno. Eppure l’esordio non mi pare davvero da sottovalutare. Provo a riepilogare, sinteticamente e sommariamente, le cose “dette e fatte” in questo tempo ridotto e un po’ festivo.

Abbiamo dato parere favorevole a due grandi supermercati in zona produttiva, rivendicando con forza interventi innovativi da parte della Provincia in materia di centri commerciali e di superamento del duopolio.
Abbiamo anche criticato la decisione della Camera di Commercio sulla data per i saldi, in quanto tardiva e corporativa, rivendicando attenzione nei confronti dei consumatori. Impegnandoci attivamente nella mediazione, abbiamo ottenuto una ragionevole anticipazione della data.

Abbiamo approvato il progetto del complesso scolastico integrato del Firmian, colmando un obiettivo ritardo nella costruzione delle attrezzature pubbliche rispetto agli edifici residenziali. Le scuole, assieme al centro dei servizi comunali (in fase avanzata di progettazione, con farmacia e poliambulatorio e distretto socio-sanitario, con sala polifunzionale e centro di formazione permanente), con il centro parrocchiale già progettato e con il centro commerciale già approvato, garantiranno al nuovo quartiere una solida “centralità pubblica”. Si sono così create le condizioni per cui possa davvero essere superato il pericolo che il Firmian diventi un “quartiere dormitorio”.

Con le stesse finalità ci siamo mossi anche per il Casanova, avviando concretamente la realizzazione dell’isolato centrale che comprenderà un insieme integrato di attrezzature commerciali (supermercato, negozi minori, pizzeria, bar, ecc.) e di servizi culturali e associativi. Abbiamo deciso di sperimentare forme innovative di rapporto pubblico-privato per garantire la massima efficienza insieme alla massima qualità delle attrezzature del “cuore pulsante” del Casanova. E, contemporaneamente, abbiamo avviato il progetto per le attrezzature pubbliche, con priorità assoluta all’asilo nido e alla scuola materna, che sono già finanziate nel bilancio di quest’anno.

Sempre nel Casanova abbiamo avviato la prima sperimentazione concreta nel settore della residenza in affitto a canone controllato. Abbiamo deciso di usare due lotti di terreno comunale per realizzare almeno 85 alloggi da offrire in affitto calmierato ad una nuova graduatoria speciale formata da giovani (singoli o coppie). C’è già il progetto architettonico e si tratta ora di “inventare” la procedura per individuare il soggetto realizzatore e le condizioni di gestione dell’operazione.

Abbiamo cominciato a ragionare concretamente sui mezzi di trasporto pubblico alternativi e innovativi, come testimoniano le esplicite e impegnative dichiarazioni del Sindaco. E concretamente si tratta di almeno tre progetti, pur ad un diverso stadio di fattibilità: l’uso metropolitano della ferrovia Me-Bo (speriamo anche con la stazione Casanova), una linea di mini-metrò e un sistema di “ascensore” per il collegamento Oltrisarco-Aslago. Su tutti e tre i progetti ci sono significativi rapporti con le competenti autorità provinciali.
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Non mi sembrano decisioni di scarso rilievo. Certamente si è trattato in larga parte di dare seguito ad operazioni già impostate. Ma l’accelerazione del processo decisionale, assieme alla precisazione di finalità qualificanti e alla scelta di procedure innovative è un dato assolutamente evidente. E che questo sia avvenuto in poco più di un mese, superando l’inerzia dell’avvio del ciclo amministrativo, mi pare debba essere segnalato come un buon auspicio: qualcosa di nuovo si è messo in movimento.

UNA PICCOLA BUONA NOTIZIA DA PISA

Sabato, 14 Gennaio 2006

SOFRI: MIGLIORA, POSSIBILI DIMISSIONI PROSSIMA SETTIMANA
Sono in miglioramento le condizioni di Adriano Sofri, che potrebbe essere dimesso la settimana prossima dall’ospedale di Pisa per essere poi sottoposto a un nuovo intervento in febbraio. “Le condizioni di Adriano Sofri sono in ulteriore sorvegliato miglioramento - afferma Nicolino Ambrosino, direttore del reparto di penumologia dell’ospedale pisano. Sono stati rimossi anche i drenaggi addominali. Ha completa autonomia respiratoria e alimentare, e puo’ deambulare con cautela anche fuori della stanza di degenza. Continua la terapia antibiotica per la persistenza di una infezione (empiema) pleurica. Nei prossimi giorni, dopo valutazione dello stato funzionale respiratorio sara’ presa in considerazione la possibilita’ di dimissione. Dopo un periodo di 2-3 settimane di convalescenza sorvegliata a domicilio, e’ prevista comunque una rivalutazione della necessita’ di eventuale intervento chirurgico per rimozione dell’empiema”.
(repubblica.it)

il 14 gennaio a Milano in difesa della legge 194/78 sulla interruzione volontaria della gravidanza

Venerdì, 13 Gennaio 2006

Le Democratiche e i Democratici di Sinistra dell’Alto Adige/Südtirol sostengono e partecipano alla manifestazione per la libertà e la responsabilità delle donne, in difesa della legge 194 sulla interruzione volontaria della gravidanza.
Questo governo vuole far tornare indietro le donne, penalizzarle nella salute, nei diritti, nelle possibilità di autonomia del progetto di vita.
Queste destre pericolose e illiberali, tentano di mettere in discussione una legge saggia e equilibrata come la 194, nata per debellare la piaga dell’aborto clandestino, e dalla cui entrata in vigore ha permesso la riduzione drastica delle interruzioni di gravidanza nel nostro Paese.
Una legge che va protetta e applicata pienamente, attraverso il finanziamento e l’estensione dei consultori, l’informazione sessuale nelle scuole, la mediazione culturale e sanitaria per le donne straniere, la valorizzazione della professionalità di medici e operatori, il rispetto per la ricerca a partire dalla sperimentazione della pillola RU486.
Chi ha a cuore la maternità investe sulle donne, le loro opportunità e diritti nel lavoro, nei servizi, negli asili, investe in una società aperta, nel dialogo.
Non è cancellando una buona legge che si aiutano le famiglie, a partire da quelle giovani, che spesso rinviano o rinunciano ad avere bambini perché lo stato sociale ed un mercato del lavoro fondato sull’instabilità le lasciano a loro stesse.
Aderiamo con la convinzione che i principi laici e liberali dello Stato sono alla base dell’inclusione, del riconoscimento della piena cittadinanza.
Per una società in cui ciascuno possa scegliere responsabilmente il proprio stile di vita, il proprio modo di amare. Una società capace di definire un’etica pubblica condivisa, una società che sappia darsi leggi, che riconosca le differenze e le faccia convivere.
Con queste ragioni, con la nostra identità di Democratici di Sinistra, con le donne e gli uomini che come noi vogliono la riscossa del Paese saremo a Milano.

IL “MINORE VANTAGGIO”

Venerdì, 13 Gennaio 2006

Questa mattina un convegno delle ACLI ha proposto una impegnativa riflessione sul “modello sudtirolese” e sulla nostra autonomia. Ho sentito parole importanti. Ho sentito due splendide relazioni di Andrea Zeppa (modello economico) e di Peter Morello (modello territoriale). Ma soprattutto mi hanno profondamente colpito alcune parole pronunciate da Giorgio Pasquali nelle sue conclusioni. Le propongo qui in un breve, ma denso stralcio. Sento risuonare in queste parole la tensione etica di uno dei padri nobili della nostra autonomia, capace anche oggi di proporci un autorevole (e lucidissimo) richiamo alla riflessione critica sul fondamentale “disequilibrio” che ormai abbiamo volgarizzato nel termine di “disagio degli italiani”.

dalle conclusioni di Giorgio Pasquali

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Nella sua fase genetica il modello sudtirolese ha avuto come fondamentale obiettivo l’esigenza di agevolare le possibilità di sviluppo del gruppo di lingua tedesca ed in particolare del ceto contadino, in quanto soggetto più povero e marginalizzato. E, al tempo stesso, di favorire il riequilibrio territoriale a favore delle valli e della montagna, rispetto alla città e alla pianura. Si trattava, in tutta evidenza, di un progetto di superamento degli squilibri storici (sociali, economici e territoriali) che costituivano il lascito della colonizzazione fascista del periodo tra le due guerre e dello sviluppo urbano-centrico (bolzano-centrico e trentino-dipendente) del periodo della ricostruzione post-bellica. E’ stato dunque un progetto solidarista e inclusivo a favore delle componenti etniche, sociali e territoriali oggettivamente svantaggiate, con intenti riequilibranti e anche con aspetti di “risarcimento”.
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Tutte le componenti politiche e culturali responsabili e coerentemente autonomiste hanno contribuito a realizzare quel modello, avendo cura di non riprodurre simmetrici fenomeni di esclusione e di svantaggio …. Eppure non possiamo nasconderci che i necessari progetti di ri-equilibrio non sono stati esenti da contraddizioni e da contraccolpi che, pur comprensibili nella loro dinamica storica, non possono essere negati. Mi riferisco alla attuale condizione di criticità che caratterizza il gruppo italiano e, in maniera assai diversa, i gruppi di più recente e precario insediamento. La crisi identitaria, le difficoltà di radicamento territoriale e la prevalente concentrazione urbana, con le conseguenti maggiori fatiche sociali, fragilità economiche, nuove povertà, ecc. sono tutti fenomeni oggi certamente più evidenti e diffusi nella comunità italiana (e con maggiore gravità nella comunità migrante), che non nella comunità tedesca oggettivamente e soggettivamente fortificata dall’Autonomia.

Oggi l’Autonomia deve farsi carico dei nuovi squilibri e delle nuove disuguaglianze, come si fece carico degli squilibri e delle disuguaglianze più antiche. Deve ri-orientare il modello di sviluppo modulando sulle nuove emergenze i suoi progetti di equità, di solidarietà e di inclusione. E, in egual misura, deve ri-orientare a quei valori originali il suo modello istituzionale. Intendo con ciò affermare che siamo tutti sollecitati a pensare che, nei programmi futuri, una maggiore attenzione dovrà essere riservata a particolari problemi del gruppo di lingua italiana e, in generale, dei gruppi che subiscono le condizioni di “minore vantaggio” dall’autonomia.
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CARICHE E DISAGIO

Giovedì, 12 Gennaio 2006

Pubblico un post, con la sola vignetta di Savonarola che credo possa unificare la discussione sui temi maggiormente dibattuti in questi giorni.

La vignetta che mi ha mandato questa mattina ha anticipato molti commenti ad altri post ma in sintonia tematica, che trascrivo qui nei commenti.

SPUNTI PER IL PUC: costruiamo un CANOVACCIO DI TEMI PER BOLZANO

Sabato, 7 Gennaio 2006

La ripresa della normale attività amministrativa dopo la befana, vedrà aprirsi il dibattito sul nuovo piano urbanistico comunale che è uno degli impegni centrali di questo ciclo amministrativo e uno dei punti qualificanti del programma della Giunta Spagnolli (oltre che mio principale compito assessorile).

Fare un nuovo piano urbanistico non è cosa riducibile alla normale routine amministrativa. E’ un “momento topico” per la città che è chiamata a dotarsi del suo principale strumento di pianificazione e di regolazione dei processi di trasformazione. Attraverso il PUC si decide quanto e dove e cosa e come si costruirà nei prossimi dieci anni; si individuano le zone di espansione residenziali e produttive, le zone da sottoporre a piano di recupero, le aree per le attrezzature collettive e per il verde, ecc.; si tracciano le nuove infrastrutture della viabilità e del trasporto; si fissano i vincoli di tutela degli insiemi, dei beni culturali e dei beni ambientali; si fissano le nuove normative sulla qualità urbana, funzionale, ambientale, morfologica, …

Ma non basta, è nel PUC che ci si deve misurare con le problematiche della periferia, cercando soluzioni di riqualificazione dei quartieri per diffondere la centralità urbana. E’ attraverso il PUC che si può scegliere dove concentrare i nuovi insediamenti e dove invece alleggerire la pressione. E’ con il PUC che si devono definire gli eventuali interventi sulle aree ferroviarie e sulla stazione. E’ anche attraverso il PUC che si definisce il “ruolo di Bolzano capoluogo” e che si affrontano alcune questioni fondamentali di rapporto con la Provincia. Ecc. ecc.

Per questo dico che il PUC è il momento topico delle scelte per la città. E per questo dico che il PUC lo devono fare le cittadine e i cittadini! Al di là di ogni facile retorica, sostengo che i processi di partecipazione (autentica, reale, concreta) sono condizione indispensabile perché il PUC sia una occasione per costruire condivisione e unità nella città.

Sarà necessaria dunque una esplicita disponibilità e un’attiva propensione della politica ad attivare processi diffusi e continui di coinvolgimento della comunità urbana in tutte le sue espressioni. Ma, simmetricamente, ci vorrà altrettanta disponibilità e propensione da parte delle cittadine e dei cittadini ad occuparsi direttamente e attivamente del piano regolatore.

Toccherà a me fare proposte concrete per avviare il processo e mi accingo a presentarle nelle sedi dovute. Ma fin d’ora, propongo che “la città faccia sentire la sua voce” in tutte le forme e attraverso tutti gli strumenti disponibili. Ho già attivato i canali di comunicazione con tutte le principali forme associative (sociali, economiche, culturali) e, in particolare, ho chiesto “idee e proposte per la città” a tutti i professionisti locali.

Chiedo la stessa cosa anche agli affezionati blogger e a tutte le cittadine e i cittadini di buona volontà: mandate al blog o ai miei indirizzi di posta elettronica silvano.bassettiATtiscali.it oppure silvano.bassettiATcomune.bolzano.it (sostituendo alla scritta AT la chiocciola @) i vostri “spunti per il PUC”. Raccoglierò tutti i contributi, puntando alla stesura di un primo “canovaccio di temi per Bolzano” da porre alla base della fase di avvio della rielaborazione del piano.

SUSSIDIO CASA: AIUTARE LE FASCE DEBOLI!

Lunedì, 2 Gennaio 2006

Anche in questi giorni di festa succede che ….

Per esempio succede che il nuovo presidente dell’IPES e la Giunta Provinciale sollevano la “QUESTIONE DEL SUSSIDIO CASA” denunciando la sua “enorme crescita” negli ultimi tempi. Mi pare ci sia materia di riflessione. Per esempio si potrebbe pensare che le domande di sussidio crescono perchè cresce la difficoltà oggettiva di pagare gli affitti. O no? E, se è così, non pare proprio che la soluzione sia di rivedere i criteri di concessione del sussidio casa! O no?

Non mi dilungo oltre, ma ospito un breve comunicato di Toni Serafini come post e intervengo nei commenti.

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Di fronte al fatto che la somma stanziata per il sussidio casa si sia quadruplicata nel corso degli ultimi quattro anni, è più che giusto e leggittimo che la Giunta Provinciale voglia verificare il perchè.
Di fronte ad una domanda sempre più alta, di famiglie che non ce la fanno a pagare l’affitto di casa, è importante studiare innanzittutto le cause e poi gli effetti. La situazione di criticità di molte famiglie, ad iniziare dagli anziani, è già documentata da molte ricerche, in primis quella dell’AFI-IPL (Istituto per la Promozione dei Lavoratori).
Riteniamo quindi, fondamentale, dare risposte positive e concrete alle fasce più deboli, risposte che riteniamo vadano indirizzate soprattutto nella direzione di costruire più alloggi popolari e nella mirata verifica dei requisiti per l’accesso al sussidio casa.
Lo ribadiamo, anche, di fronte alla mutata situazione dell’immigrazione in questi ultimi anni. Abbiamo sempre più lavoratori e lavoratrici che vogliono mettere radici nella nostra provincia, costruire qui il loro futuro, la loro nuova vita. A questo dobbiamo rispondere in modo organico, i lavoratori e le lavoratrici immigrati non sono solo forza lavoro, che suppliscono alla scarsità di manodopera locale, ad esempio nel settore edile dei 15.500 lavoratori ben il 24,3 % sono cittadini stranieri.
Sono nuovi cittadini cui dobbiamo dare risposte concrete, e la prima, dopo il lavoro, è sicuramente la casa.
E questa provincia ha sicuramente le capacità finanziarie e organizzative per dare, in tempi certi, una risposta positiva e concreta a questa domanda.

Il Segretario Generale Aggiunto UIL-SGK
Toni Serafini

BUON ANNO A TUTTI

Domenica, 1 Gennaio 2006

Devo vincere un po’ di pudore, ma mi pare giusto usare un piccolo spazio per un sincero augurio a tutti voi che in questi mesi avete visitato e riempito le disordinate pagine di questo blog.

Allora, molto informalmente ma con molto affetto, vi abbraccio tutti augurando semplicemente buon anno.