Da molto tempo il BLOG parla di cose molto importanti, ma sempre e solo … d’altro! Altro rispetto a molte questioni che indubbiamente stanno a cuore a molti: ad esempio la condizione dei quartieri. Allora, senza togliere a nessuno il diritto di intervenire su Prodi e SVP, su Peterlini e Bressa, su petizione e autodeterminazione, su nomine e sottogoverno, su partiti e partito democratico, … io “posto” oggi le questioni di Oltrisarco, utilizzando un nutrito scambio di mails (…in parte già finite sull’Alto Adige).
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“LA SINISTRA PER OLTRISARCO” (comunicato stampa - 02.02.06)
Il Gruppo Consigliare “La Sinistra per Oltrisarco” costituito in seno al Consiglio di Quartiere Oltrisarco/Aslago e formato dai consiglieri S. Cimonetti, S. Falcomatà, G. Cavalli, intende intervenire sui più importanti e attuali aspetti che riguardano il quartiere e che sono il Piano di Attuazione Mignone/Rosenbach e il progetto di ristrutturazione della parrocchia S. Rosario.
Riguardo all’area Mignone/Rosenbach da pieno appoggio, così come Consiglio di Quartiere, alle posizioni assunte dal Comune e dall’Assessore Bassetti finalizzate a rendere esecutivo il Piano di Attuazione scaturito dalla convenzione stipulata fra Comune e Provincia. Sottolinea come l’arroganza e le posizioni imposte dalla Giunta Provinciale formalizzate con la delibera n° 4460, portino esclusivamente alla perdita di servizi necessari al quartiere, alla perdita di una grande area di verde pubblico e alla dilatazione dei tempi di esecuzione. Evidenzia il grave voltafaccia della G.P. rispetto agli impegni assunti con la popolazione e rimarcati, con incredibile meschinità, in più occasioni.
In merito al progetto relativo alla ristrutturazione dell’area della parrocchia S. Rosario presentato dal parroco e discusso nella riunione del Consiglio di Quartiere Oltrisarco/Aslago del 2.2.06 e alle esternazioni apparse in questi ultimi giorni sulla stampa, si precisa che è vero che il progetto “in quanto tale” è sembrato ben fatto ed è piaciuto al Consiglio ma è anche vero che alcuni consiglieri hanno espresso dubbi, avanzato riserve e posto l’attenzione su importanti aspetti e fattori quali:
1. accortezza a non creare doppioni con le strutture già in programma nel Piano di Attuazione area Mignone/Rosenbach;
2. onerosità del finanziamento pubblico richiesto, circa 7 milioni di euro;
3. attenta valutazione della suddivisione degli eventuali finanziamenti per opere di uso:
a) esclusivamente ecclesiastico e destinate al culto quali la chiesa e la sagrestia;
b) esclusivamente privato come la canonica;
c) a carattere sociale - ludico/sportivo - culturale e associativo;
4. necessità di stilare, prima del progetto esecutivo, una precisa convenzione sull’uso e utilizzo di queste ultime (punto “c”) da parte del quartiere e delle associazioni precisandone le condizioni;
5. riguardo al posteggio interrato sono sorte alcune perplessità in merito alla destinazione, utilizzo e gestione.
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Salvatore Falcomatà (04.02.06)
Vorrei intervenire per dire alcune cose in merito all’ articolo sulla riunione in circoscrizione a Oltrisarco e precisamente nel merito del progetto presentato dal parroco e sul suo finanziamento. Vero si che al consiglio è stato presentato tale progetto e sono uscite tali cifre ma è anche vero che alcuni consiglieri tra cui io, abbiamo posto alcuni dubbi e precisamente non creare doppioni con le strutture già in programma nel Piano Urbanistico Comunale area Rosembach (centro anziani e giovani e spazi ricreativi, inoltre sempre da me è uscito il dubbio da dove venissero presi finanziamenti per fare una struttura privata che resterà privata, come mai lo Stato non fa pagare l’ Ici alla chiesa, come mai si deve finanziare associazioni giovanili che prendono già contributi per lo sport, per il tempo libero e per i giovani, Siccome ho notato che c’è la rincorsa a accontentare la curia e tutto il clero, allora io rivendico ugualmente se si farà come dice il parroco questo progetto a fondi perduti per la comunità, una casa per il popolo dove si possa fare le feste, incontri riunioni di sinistra , poiché sempre più gli spazi sono chiusi ai giovani e agli anziani che non sono schierati od organizzati ..
Infine ricordo che se la circoscrizione ha una maggioranza e vuole mantenerla deve discutere unitariamente e non rilasciare dichiarazioni che non sono state mai concordate.
Salvatore Falcomatà (08.02.06)
Caro Silvano, so che sei cattolico, ma so bene sei anche molto attento alle cose pubbliche,
per cui vorrei sapere cosa pensi di questo documento, che metterei in discussione tra i compagni, per arrivare a fare un dibattito pubblico,
visto che gli schieramenti hanno già fatto pressioni sulla opinione pubblica e si sta scatenando una guerra di posizione. Un abbraccio.
Silvano Bassetti (09.02.06)
Caro Salvatore, rispondo a te e a tutti i compagni coinvolti a vario titolo, proponendo le mie considerazioni sulle questioni poste da te e da Silvio.
PARROCCHIA
Ho seguito fin dall’inizio l’iniziativa della parrocchia. Tutto è cominciato 2 anni orsono, nel modo “classico”: parroco e progettisti in caccia di “padrini politici” e di promesse finanziarie (tipicamente pre-elettorali!). Io ho intercettato l’operazione e ho chiesto traspoarenza e chiarezza politica. Ho posto questi paletti: 1. se è una normale iniziativa parrocchiale, cerchino pure i loro padrini, ma sappiano che il finanziamento può arrivare solo dal “fondo speciale del sindaco” (!) per le elargizioni alle parrocchie che è esiguo e che viene spartito un po’ qua e un po’ là tra tutte le strutture ecclesiastiche bolzanine; 2. se invece il progetto si pone obiettivi riconoscibili di rinforzare le strutture di servizio socio-culturale-ricreativo per il quartiere, allora se ne deve parlare apertamente e tutti assieme, si devono individuare le esigenze del quartiere, si devono formulare programmi secondo l’interesse pubblico individuando chiare priorità, si devono formulare precise “convenzioni d’uso pubblico” e, solo a quel punto, possono essere individuati percorsi trasparenti di finanziamento pubblico.
Di fronte a queste mie precisazioni la Parrocchia ha smesso di andare alla questua dai singoli politici e ha accettato da me la sfida di offrire il suo progetto al laboratorio partecipativo di OHA! E così è stato: il progetto si è evoluto, si è migliorato, sono state esplicitate le funzioni di interesse collettivo, ecc. e, in questa forma, è entrato nella “collana” dei progetti di riqualificazione riconosciuti da OHA!, assieme a tutti gli altri progetti che tutti conosciamo e che sono tutti, purtroppo, lì inchiodati al palo!!!
Nel frattempo non è stato fatto nessun passo istituzionale: nessun passaggio in Giunta, nessuna ipotesi di finanziamento, nessuna posta di bilancio, nessun accordo sitituzionale, nessun accordo politico. Il progetto è e resta uno dei progetti di OHA!, come tutti gli altri da discutere! Certamente l’attivismo della parrocchia e dei suoi consulenti professionali (un importante studio professionale di Rovereto che lavora per la parrocchia a titolo volontario) tiene caldo il progetto, più di ogni altro di OHA! che purtroppo è rimasto “orfano”. Due iniziative lo stanno ulteriormente “riscaldando”: 1. il patrocinio esplicito e militante di Barborini che lo ha messo all’odg del Consiglio di Circoscrizione (perchè non mette all’odg anche gli altri progetti di OHA! ?); 2. la decisione della parrocchia di presentare il progetto (in forma di progetto preliminare di massima) all’esame della Commissione edilizia per un parere preventivo sulla sua legittimità urbanistica e sulla sua regolarità edilizia (la cosa non è ancora avvenuta, ma è imminente e del tutto legittima: io lo esaminerò con attenzione e con serenità, come merita ogni progetto serio!). Poi, cosa succederà? Non lo so, ma a forza di passaggi formali, un po’ alla volta il progetto aumenta il suo credito e la sua forza. Servono pertanto iniziative di seria valutazione nel merito, perchè non ottenga progressivamente delle validazioni automatiche ed ambigue, a cui è poi impossibile porre riparo.
Veniamo al merito.
Io il progetto l’ho visto, nelle sue varie fasi di evoluzione, dunque lo conosco bene. Il progetto è ben fatto e molto serio, ambizioso e certamente accattivante! In sè non contiene interventi tipicamente ed esclusivamente parrocchiali (nessun intervento su chiesa e canonica, tanto per essere chiari). Contiene certamente funzioni e strutture di esplicita finalizzazione socio-culturale e ricreativa verso la popolazione del quartiere: servizi per giovani e anziani, ma soprattutto propone la ristrutturazione e la rimessa in funzione della sala dell’ex cinema teatro, che costituisce un’offerta importante per il quartiere. Contiene infine alcune strutture che sono evidentemente rivolte ad iniziative assistenzial-formative notoriamente gestite da associazioni riconducibili a CL e alla CdO, in rapporto con la Provincia. Dunque la discriminante non è sulle attrezzature, ma sulla loro finalità, sulla loro gestione e sulla loro disponibilità al quartiere.
Si prospetta dunque un’iniziativa di ampio respiro, non priva di ambiguità, ma certamente ricca di proposte interessanti. Mi spiego, senza ipocrisie e con totale chiarezza: se quel progetto fosse proposto direttamente dal Comune (su terreno proprio e con finanziamenti pubblici), il quartiere e tutti noi lo considereremo un grande progetto strategico per Oltrisarco e faremmo salti di gioia! Ma il Comune non potrà mai fare una cosa del genere, perchè non ne possiede le risorse necessarie. Dunque lo propone la parrocchia, su terreno suo e con soldi che dovranno a vario titolo arrivare da vari enti compreso il Comune (in parte). Basta questo per dire che il progetto sarebbe buono ma che l’operazione fa schifo? Assolutamente no! Bisogna lavorare per le cose buone e utili del progetto e, al tempo stesso, presidiare l’interesse pubblico con il controllo sugli impegni finanziari pubblici che devono essere ancorati a convenzioni sull’uso delle strutture eventualmente finanziate. E questo mi pare possibile e utile, se ci impegnamo nella maniera giusta. O no? Da questo punto di vista i paletti posti nel documento di Cimonetti mi sembrano per ora già sufficientemente chiari e precisi.
MIGNONE
Bocce ferme, per ora. Abbiamo vinto con la “pregiudiziale giuridica”. La Giunta Provinciale non ha nessun potere di cambiare il piano di attuazione (e la convenzione) e, dunque, se l’è messa via! Ma adesso torna alla carica: dichiara di volere un compromesso con il Comune. Gira voce che il compromesso che ci vorrebbero proporre è: resta in piedi la Claudiana, ma non si fa l’asilo e la materna sulla testa del parco (per non disturbare la cooperativa del KVW?), trovando spazio anche per queste funzioni dentro o vicino alla Claudiana. Questo compromesso fa schifo e io lo dichiaro fin d’ora inaccettabile. Comunque non ci hanno ancora contattati (almeno io non ne so nulla!). Resta per noi la grande garanzia che la eventuale variante al piano di attuazione non è competenza nè della giunta provinciale nè della giunta comunale: il potere è del Consiglio Comunale e lì è chiaro che una eventuale variante, che non ci piace, non passa! O no? A meno che, come dichiara Minniti e il volantino di AN, non sia la destra a fare il pateracchio con la Provincia e la SVP, per la salvaguardia di un edificio di “memoria italiana”. Sic! Vigilate gente, vigilate!
Giuliano Gobbetti (10.02.06)
Medito da tempo di intervenire per proporre o rilanciare “due o tre questioni” che mi stanno a cuore ma il susseguirri di diverse vicende che, almeno mi pare, hanno assorbito fino in fondo interessi e passioni dei “politici militanti” mi hanno suggerito di attendere momenti meno
“chiassosi”. Ma oramai non ce la faccio più e, a rischio di sembrare inattuale e terra a terra, cerco di distrarre l’intersse da grandi temi quali l’autonomia, il disagio, le nomine e petizioni varie per riportarlo sulle nostre strade. Già, perchè una frase, nella risposta di Silvano mi allarma: leggo che OHA sarebbe “rimasto orfano” ! Eppure qui c’è ancora parecchia gente che aspetta l’assestamento della “nuova Giunta” per veder riprendere il discorso, per vedere se il Sindaco darà seguito coerente alla dichiarazione in campagna elettorale “OHA lo sposo in pieno”, per vedere quando e come gli approdi teorici di OHA cominciano a trovare soluzioni (pur timide). E’ tempo di agire, di uscire allo scoperto almeno su alcune grosse questioni che vengono continuamente evocate dai fatti. In sintesi:
La questione traffico: (è il caso di ricordare che il tunnel di S. Giacomo è terminato e funzionante da “qualche giorno? E che la centralina di Oltrisarco oggi segna 101 contro gi 80 di piazza Adriano e che le presenze vigili sono quiasi scomparse e che… via dicendo;
La questione (strettamente connessa) di riqualificazione della via Claudia Augusta;
La questione Mignone con le ultime vicende ma anche con il sospeso del centro giovanile e annessi e connessi (e in questo ci vedo recuperato il progetto della parrocchia nei termini già delineati che condivido in toto);
La questione della salute dell’aria a cominciare dalla conca campo CONI per finire alla zona industriale e ai monitoraggi mai andatia avanti.
Qui mi fermo con la consapevolezza che altro potrebbe venire fuori ma non ha senso organizzare il barbeque con troppa carne, su queste emergenze, però, ho già avuto diverse sollecitazioni da parte di chi sollecita la “ricostruzione” di comitati vari che, confesso, non mi piacciono più che tanto anche perché rappresenterebbero la sconfitta di OHA come luogo di dialogo e di partecipazione. Certo che in assenza di interlocutori … si fa di necessità virtù.
Spero venga individuato un tempo e un luogo per dare organicità e pragmaticità alla discussione. Rimango disponibile.
Silvano Bassetti (11.02.06)
Caro Giuliano, hai ragione, torniamo sulle nostre strade. Non è che le questioni politiche
più generali siano un “diversivo”, ma certamente coprono tutto il resto e rischiano concretamente di soffocarli. Ciò significa che è urgente porre contemporaneamente anche i problemi “bassi”, cioè quelli che poni tu per Oltrisarco e altri per i rispettivi quartieri. Ed è indispensabile e perfino giusto che siano posti “dal basso”. Confermo che purtroppo “il Progetto OHA è rimasto orfano” e aggiungo “anche con pochi fratelli”. Intendo dire che tra i politici nessuno gli è padre o madre e che nel quartiere non mi pare che gli orfani si diano troppa pena … Recentemente a Matteo Robiglio che mi chiedeva conto (solo lui) delle mie intenzioni su OHA, ho risposto che “sono pronto a rilanciare OHA o cose simili solo sotto la pressione dal basso che le rivendica!”. Non vorrei eccedere in pessimismo paradossale, ma
comincio a pensare che, come la democrazia, anche la partecipazione non può essere “imposta dall’alto e con la forza”. Perciò non mi turba l’idea che nascano comitati che rivendicano il rilancio di OHA, l’Avanzamento dei suoi processi, la realizzazione dei suoi progetti … anzi, credo sia l’unica possibilità. La tua sensibilità e il tuo radicamento nel quartiere mi fanno ben sperare. Ciao.
(perchè non mettiamo queste cose sul blog per “sparigliare” rispetto al
forsennato monotematismo generalista-elettoralista? dammi un OK e io
pubblico già queste prime battute)
Salvatore Falcomatà (11.02.06)
Cari Silvano e caro Giuliano, intervengo nel merito del dibattito aperto, da Voi sui temi del
quartiere Oltrisarco-Aslago, voglio premettere che non sono certo io quello che difende a spada tratta le proprie idee, sono sempre disponibile a fare una chiacchierata a più persone nella sede della circoscrizione (proponiamo una data) saltando le istituzioni esistenti, per un
momento, visto che la Presidenza sta facendo quello che vuole e non concorda con nessuno gli obiettivi e gli ordini del giorno della Circoscrizione: mettiamo assieme un gruppo di amici /o compagni disposti a discutere sul progetto Oha, e le sue ricadute, che ricerchino anche il perché ci sia questa disaffezione alla partecipazione e al dibattito nel nostro quartiere e cronico. Chi mi conosce sa che dal 74 partecipai al Collettivo di quartiere con illustri partecipanti,ritengo che per sollevare la discussione serva uno spirito unitario, disponibilità di tempo e lasciar fuori le polemiche.
C’è in giro un’ area di delega agli addetti ai lavorii o ai partiti che spesso è la stessa cosa, che rischia di mortificare la discussione. Pertanto nel ri-prendere quei discorsi che faceva Giuliano Godetti, che condivido, vorrei portare avanti assieme a lui e a tutti quelli che hanno a cuore il nostro quartiere:
-sul Piano Mignone-Rosembach,
-sulla viabilità ,
-sulle polveri della zona industriale,
-gli anziani
-e i servizi per la persona
-aggiungo la problematica della vicinanza con Maso della Pieve, con la
-ultimazione delle sue strutture (campi ciclabile,giochi e verde)
-e i rispettivi problemi (viabilità, progettazione comune da fare tra
Laives e Bolzano, mancanza di servizi ect:
Infine ripropongo la tematica giovanile (sono in contatto con una decina ragazzi che vogliono utilizzare la ex Anas, per fare musica e un centro giovanile) e non stare sotto le ali del parroco. Non voglio fare l’anticlericale, per forza, ma ricordiamo che c’è anche un polo laico e per me la chiesa non deve fare come l’eminenza Riuni, che interviene su tutto. Ricordo che si devono dare al quartiere altre deleghe per arricchire il decentramento e parlare di democrazia
partecipata oltre che di bilancio partecipato. Saluto e ringrazio.
Guido Margheri (11.02.06)
Carissimi, durante la settimana uso il computer in ufficio e quindi vedo solo adesso quello che avete discusso. Mi limito a dire che ho molti dubbi sulle cose che leggo. A me sembra che la situazione vada vista in modo da poter rispondere ai problemi di Oltrisarco. Sul traffico e l’inquinamento avevo già intenzione giovedi alla prrima riunione della Commissione consiliare di porre il problema e di farne anche una cosa pubblica. Sulla questione Mignone occorre non solo vincere anche il secondo round, ma riuscire a proseguire lungo la strada tracciata dal Piano di Attuazione attuale. Su Maso della pieve occorre che la Giunta e la maggioranza decidano di proseguire lungo il progetto esistente sulla base della sollecitazione che Silvio ha già fatto approvare all’unanimità in sede di Consiglio di Circoscrizione. Poi c’è da riprendere la questione dell’Asilo della Dante Alighieri in relazione al passaggio al Comune e alla conseguente messa a disposizione di una parte del Giardino al quartiere. Poi in base al compromesso raggiunto in Consiglio Comunale nello scorso ciclo amministrativo occorre riprendere il lavoro sulle politiche giovanili. La vicenda del progetto relativo alle aree della Parrocchia mi sembrava già risolta nell’ambito di OHA, sia per quanto riguardava la necessaria apertura degli spazi e delle strutture ad una gestione pubblica e comune sia per quanto riguarda la necessità di un approfondimento sui diversi pezzi e le loro finalità, parcheggio compreso. Si sta andando in quella direzione, anzi come dice Silvano mi sembra che il problema sia che nulla si muove! Che cosa è cambiato da allora ? Quali sarebbero i rischi dell’operazione? se dovesse diventare un gigantesco regalo ad un privato saremmo sempre in tempo a fermarlo in qualsiasi momento perchè anche Don Gigi sa che il rapporto con il Comune tiene fino a che si rispettano gli accordi. Siamo noi, scusate Giuliano e Salvatore, che con le polemiche gli stiamo dando una mano a divenire vittime di uno scontro ideologico d’antan !! Dove sono le sovrapposizioni di cui continuate a parlare ? La sala polifunzionale ? L’apertura degli spazi verdi ? Le strutture per le associazioni ? Gli spazi sportivi ? Il parcheggio (che gestito bene è l’unico modo per fare le ciclabili) ? Può dispiacere, ma parliamoci chiaro. Non c’è un polo di servizi analogo in nessun’altra parte del quartiere e le sovrapposizioni sono governabili virtuosamente perchè riguardano solo la questione dei giovani.. Non credo che il Comune possa acquistare alcunchè e quindi mi porrei il problema di non perdere l’occasione ponendo tutte le questioni che ci sono anche nel documento dei consiglieri di sinistra della circoscrizione e diventando protagonisti della progettazione. Altrimenti il risultato sarà che qualcosa si farà ugualmente, ma ridimensionato, non pubblico e gestito da altri. Certo in OHA c’erano anche altre cose e si dovrà riporle all’attenzione del Consiglio di Circoscrizione e non solo, ma insomma mi sembra che il nucleo fondamentale sia legato al procedere delle cose che qui schematicamente ho elencato. Scusatemi, ma io la vedo così anche perchè agli occhi dei cittadini se non si cominciano a muovere concretamente alcune cose anche piccole (vedi passaggio pe l’Asilo oppure sistemazione Parco Mignone) sembra che parliamo di cose incomprensibili. Lunedì al gruppo ds presenterò anche una proposta che mi è venuta in mente discutendo con alcuni cittadini per riprendere in mo che abbia un senso il progetto OHA e po se sarà valida la porteremo all’attenzione di Sindaco, maggioranza e Giunta. Magari ci vediamo una sera tra di noi per parlarne prima.
Giuliano Gobbetti (11.02.06)
Caro Silvano, nessun problema a collocare nel Blog e a far circolare queste cose. Avevo
già in mente di mio, ma fai pure. C’è un’altra questione che vorrei sollevare nel Blog non appena riesco a sintetizzarla in un numero decente e leggibile di righe e riguarda “l’indecente” questione del polo bibliotecario. Confido nella pausa di fine settimana. Ciao e buon lavoro.
(P.S. Mi stuzzica assai anche un serio discorso sul Partito Democratico ma, come sempre, non riesco a individuare l’Agorà dove passare le sere a “conversare” di ciò).
Salvatore Falcomatà (11.02.06)
Caro Guido, io non sono della compagnia delle opere, informati su cosa stanno facendo in giro e cosa ha fatto ad Appiano, a Merano ect, la curia sta richiedendo soldi anche a S.Giacomo., nonostante ci siano strutture comunali vuole rifinanziare le sue attività per cui non accetto che si spendano dei soldi pubblici per finanziare la parrocchia,l’ oratorio e il cinema, ricevano già finanziamento per anziani, per giovani ,per campeggi per ristrutturare la chiesa, cosa vogliano ancora fare un centro giovanile.
Mi dispiace questo lo farà il Vaticano, ma se lo fa il Comune di Bolzano passerà sul mio cadavere.
Tutti i soldi che hanno risparmiato sull’ Ici, li possono dirottare là.
Ma se facciamo una cosa coi soldi pubblici non solo voglio la convenzione ma la proprietà o garanzie su 50anni° almeno, che potrò usare le strutture private della parrocchia. Che facciano una colletta tra i loro adepti.
Mi dispiace che sul progetto Oha si parlasse di questo ma ti ricordo che si possono anche fare passi indietro. Specialmente in momenti di carestia come questi, la collettività ha gia finanziato per la chiesa circa 800 milioni, se questi illustrissimi invece di mettere portoni di bronzo mettevano il riscaldamento era meglio. Pertanto sono pronto a rivedere e ridiscutere il progetto ma non voglio doppioni.Prima il Rosembach-Mignone,poi finiamo le strutture che Maso D. Pieve ha da ultimare e poi se avanzano soldi vediamo, per il cinema. Ma non dire che se no vanno ad altri quartieri.
Sono disposta a fare una riunione di coalizione fuori dal consiglio con tutti voi, parlandoci liberamente.
Infine sono anch’io d’accordo a discuterne, ma si devono stabilire che le regole valgano per tutti , il presidente porta il parroco in consiglio di quartiere senza averci interpellato, presenta un progetto e io devo accoglierlo.
Ho tolto la mia fiducia Barborini per me è sfiduciato, la Margherita ha rotto i c……Basta ma cosa vuole ancora? Mi dispiace Rifondazione non ci sta e richiede di avere la casa del popolo, sono pronto a fare un referendum, basta chiedere i voti alla chiesa, che si li tenga , faccio senza.
Rispetto la tua idea ma non la condivido.