PENSIERINI DEL PRIMO MAGGIO
Domenica, 30 Aprile 2006Capo Horn
L’Unione ha doppiato capo Horn. Navigando in un mare tempestoso e schivando minacciosi iceberg, il centrosinistra ha tenuto saldamente la rotta e alla fine ha eletto i presidenti di Camera e Senato. Checchè ne dica il centrodestra abbiamo fatto il pieno dei voti disponibili (e perfino qualcuno di più). Adesso aspettiamo il governo, Berlusconi permettendo! Intanto confesso qualche momento di commozione per il discorso di insediamento di Bertinotti. Sarò un inguaribile romantico, ma Marzabotto, la Resistenza, la Costituzione, Calamandrei, don Milani …..
Festa del lavoro e festa dei lavoratori
Quale lavoro e quali lavoratori, oggi? Noi di sinistra siamo cresciuti nell’alveo del movimento operaio e nella considerazione dei valori universali di cui era portatrice la classe operaia. Ma cos’è oggi il movimento operaio, chi è la classe operaia? Le mutazioni epocali hanno profondamente modificato le strutture economiche, gli assetti sociali e la struttura delle classi. L’economia tardo-industriale o persino post-industriale vive una profonda dicotomia tra lavoro e finanza. Gli operai sono diventati un’esigua minoranza. Siamo un popolo di pensionati e di giovani precarizzati confusi in un magmatico ceto medio. Un ceto medio che subisce forti processi di proletarizzazione, di impoverimento, di esclusione.
Bene ha fatto dunque Bertinotti a dedicare la sua elezione alle operaie e agli operai. Ma è necessario allargare l’orizzonte e farsi carico delle nuove complessità sociali e culturali. E’ il banco di prova del futuro governo Prodi.
Quote rosa
E tra le nuove complessità socio-culturali c’è la differenza di genere. Lo scontro sulle “quote rosa”, anche nel nostro consiglio comunale, ne è la dimostrazione palese. Facciamo fatica a progredire sulla via del pieno riconoscimento e della piena realizzazione delle pari opportunità. Con la prima parzialissima modifica dello statuto comunale è stato fatto un primo piccolo passo, tra mille contraddizioni e gravi ritardi. Partiamo da lì, per andare avanti. Ci sono buone pratiche da mettere in atto anche prima di modificare lo statuto. Nel governo della città, come nel governo del paese.
Centri commerciali
Mentre aspettiamo con speranza il nuovo governo e l’applicazione delle quote rosa, non perdiamo d’occhio la cronaca politica locale. E scopriamo che qualcuno ha inventato la ricetta per fare i centri commerciali: trasformare i Piani di Bolzano in “zona residenziale” con una variante al PUC. Sic!
Attenzione, siamo di fronte ad un giro di carte truccate. Si cerca di scaricare sul Comune e sul suo PUC una contraddizione tipicamente legislativa di competenza provinciale. La Provincia non ha il coraggio di sciogliere il nodo legislativo che attualmente impedisce il commercio al dettaglio in zone produttive. E allora vorrebbe che il Comune risolvesse la contraddizione con un trucco nel PUC.
Perché lo chiamo “trucco”? Perché è vero che, allo stato attuale, l’unica zona di PUC che consente il commercio al dettaglio (e dunque i centri commerciali) è la “zona residenziale” che vincola il 60% della cubatura alle abitazioni e lascia libero il 40% alle altre attività (commercio e terziario). Ma un conto è introdurre una nuova zona residenziale “vergine” che permette nuovi interventi urbanisticamente organici e funzionalmente misti. E un altro conto è cambiare in residenziale aree già edificate (come ai Piani) per permettere a qualcuno (Electronia, Fercam, ecc.) di farci commercio al 100%. E un orrendo trucco a cui io personalmente non intendo prestarmi.


