BENTROVATI e BENTORNATI
Ritorno in pista dopo una breve assenza per una breve (e del tutto innocua) “reclusione ospedaliera” e ben vi ritrovo alle prese con inceneritori e cose varie della politica locale, tipo: passerelle sul Talvera, nuovi comitati civici per le Pascoli, denunce di inettitudine della Giunta da parte dell’opposizione, ecc.. Viste “da dentro”, cioè dall’interno di una istituzione che ti “esclude”, e dunque “da fuori” dell’arena politica, le questioni e le relative polemiche mi arrivavano assai attutite.
Dunque bentrovati a voi.
E bentornati ad Ovidio Bompressi e ad Adriano Sofri. Loro tornano da ben altri “fuori pista”. Ovidio finalmente graziato e Adriano in netta ripresa dopo la grave malattia e sperabilmente anche lui in attesa di grazia. Li abbraccio entrambi con grande affetto e con vero sollievo. E li festeggio pubblicando di seguito il piccolo pezzo con cui Adriano riprende a scrivere dopo un lungo silenzio.
(ripreso da NOTIZIE RADICALI)
Ben tornato, Adriano
Dopo una lunga assenza,per le note ragioni, Adriano Sofri è tornato a firmare sul “Foglio” ed è ripresa dunque la sua rubrica “Piccola Posta”. Dire che ne siamo lieti è poco, evidentemente. E per “festeggiare” questo “buon giorno”, oggi pubblichiamo tra gli editoriali la “Piccola Posta” di oggi.
La vita che continua. Le rondini, per esempio. Leggevo sui giornali che non arrivavano più, che ne sarebbero arrivate sempre meno. Però da me la prima coppia è tornata già con un azzardato anticipo. il 9 aprile, e ora è pieno, e le nidiate hanno già preso il volo. Leggevo dell’aviaria, di un allarme comprensibile e umano, ma con una specie di distrazione rispetto all’eventualità di un cielo malvisto e vuoto di uccelli. Seguo gli assidui convegni di Ahmadinejad — “La montatura dell’Olocausto” , “li mondo senza sionisti” — e immagino un mondo senza uccelli e senza ebrei, così, per sventare il contagio. Sui giornali di sabato ho letto dell’allenatore della squadra olimpica irachena di tennis, Ahmed Rashid, e dei due giocatori, Nasser Mi Hatem e Wissam Adel Odah, che sono stati ammazzati a Baghdad perché indossavano i calzoncini corti. Ho letto anche che secondo genetisti inglesi è nato prima l’uovo che la gallina. Mi ricordo di Sarajevo, quando all’improvviso riusciva ad arrivare ai brulli mercatini una fornitura umanitaria di uova. Si scherzava: è morto prima l’uovo o la gallina? La vita che continua: ci sono le lucciole fra le piante, le stelle in cielo. In galera —62 mila persone, al momento: ma lasciate che la Cirielli lavori, e vedrete che meraviglie — niente cielo stellato, niente lucciole, occhi sbarrati sul soffitto, o sulla branda di sopra. Non passa giorno — non passa notte — senza che ci pensi, alla galera. Non per solidarietà, per malattia. Fuori, me la prendo per le cose più diverse. L’Olanda non doveva perdere Ayaan Hirsi Ali, comunque davvero si chiamasse. L’Italia doveva convocare Lucarelli. Prodi doveva istituire un ministero per il Nord, con un ministro del Nord, non so, Illy. Guardo le facce in giro, ora che posso andare in giro, e troppe mi sembrano, con tutto il rispetto, brutte e arrabbiate, anzi nemmeno arrabbiate. seccate, risentite. Specialmente quelle delle persone che guidano l’auto e parlano da sole. Poi torno e mi guardo allo specchio, temendo che anche la mia sia così, seccata, rancorosa. La vera differenza sono gli specchi. In galera non ci sono, uno non si vede per anni, poi viene fuori e non fa che incontrarsi, nelle vetrine, nei bar, nei bagni, e spesso non si riconosce e trasale, e poi si volta di qua e di là, si guarda e si riguarda, di fronte, di profilo, fa le facce, muove le gambe, così, per sgranchirsi. per riabituarsi.
Adriano Sofri
3 Giugno 2006 alle 2:13 pm
Carissimi tutti , anch’io sono stata assente per un po’ dal blog ed ho letto interessata i vari interventi relativi allo sviluppo urbano della nostra piccola grande città . Desideravo per un attimo distogliere lo sguardo dai suoi edifici e dal suo assetto urbanistico per focalizzare l’attenzione su di un argomento nazionale importante come quello sulla concessione della libertaà a Sofri o forse di più e cioè il referendum sulla Costituzione . Mancano solo 20 giorni alla votazione ed i giornali locali non spendono 1 parola,quando sulla raccolta delle firme per la scalinata delle Pascoli sono stati stesi fiumi d’inchiostro . è stato istituito un comitato per il no al quale hanno aderito Associazioni , personalità istituzionali non solo politici ma importanti costituzionalisti ed alla conferenza stampa non si è presentato nessun midia se non 2 minuti RAI 3 ed un giornale . Disperati per questo atteggiamento abbiamo finito per parlare tra di noi . Non basta girare per i mercati volantinando ad una cittadinanza pressochè ignara del prossimo referendum e che in qualche caso non sa nemmeno cosa sia la Costituzione .Chiedo che si affronti l’argomento estremamente importante anche in questo blog ed invito tutti a partecipare alla serata di mercoledì 7 giugno 2006 alle ore 20,30 sala FRONZA in via Dalmazia 30/c 3° piano . Sarà una serata di approfondimento sul referendum Costituzionale con il prof. Francesco Palermo . Grazie e salutoni a tutti Monica B.
6 Giugno 2006 alle 1:21 am
Forza Silvano, spero nulla di serio o di troppo fastidioso e sono felice di saperti di nuovo sul ponte di comando.
6 Giugno 2006 alle 7:04 pm
MOVIMENTIAMO UN PO’ QUESTO BLOG!!!
«[1] Uelà gente!!! Come va? Siete pronti al grande giorno? Nelle vostre care (in €) dimore bolzanine, avete sistemato tutto per l’imminente evento? C’è il Requiem [allegria!] di Mozart in sottofondo o, perchè no, a tutto volume? La torta Sacher pronta sul tavolo? Non dimenticate la bandiera rossa-bianca-rossa, mi raccomando!! Sintetizzatevi immediatamente sulla ORF! La nazione austriaca ci aspetta! Tutti quanti, vicini vicini, sudtirolesi di lingua tedesca, ladina e…………Porc… Dov’è la parola italiani in questo testo, diamine!? Un altro errore di stampa del quotidiano “Alto Adige”? Fatemi controllare sul “Dolomiten”……..NOOO!!! Si sono dimenticati di noi!!!
[2] Chi in queste ore sperava di poter abbandonare quest’Italia fatta di silvio & mistici, tv spazzatura, ponti sullo stretto, leghe padane, litigi, barcaioli ecc. è rimasto con l’amaro in bocca. Che ci vada o no italiani siamo e italiani rimaniamo. Secondo il ragionamento di taluni.
Ma l’Italia non si caratterizza solo per destre e sinistre e dc-nostalgici, bensì per una gastronomia che è tra le migliori al mondo, per l’allegria, per l’arte, la storia, la cultura immensi e universali, e per una democrazia costituzionale che se funzionasse sarebbe impareggiabile in Europa…Consoliamoci.
[3] I sudtirolesi oltre il Talvera, il Passirio o la Rienza conoscono questo paese come «un colabrodo»? Oppure apprezzano l’Italia del caffè espresso, della pasta, dei turisti sorridenti [e spendaccioni]? Io credo ancora nella seconda possibilità»
Non so se crederci ancora, ma insisto comunque. Il testo marcatamente ironico che avete letto, lo scrissi pari pari nel lontano 25 Gennaio 2006, ovvero 4 mesi e qualche giorno fa. Straordinariamente attuale… leggete questa notizia appena battute dalle agenzie:
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“Los von Italien”. Il 54,67% dei sudtirolesi vuol lasciare il Bel Paese
E’ un vero e proprio “Los von Italien”. Stando alla ricerca dell’istituto austriaco Soffi commissionata dal Südtiroler Heimatbund, il 54,67% della popolazione autoctona altoatesina di lingua tedesca e ladina vuole lasciare l’Italia. Di questi il 33,40% è favorevole alla creazione di uno Stato indipendente del Sudtirolo, mentre il 21,27% è per la riunificazione con il Tirolo austriaco. Il sondaggio ha coinvolto 500 persone tramite interviste telefoniche svolte tra il 24 novembre e il 2 dicembre scorsi, dunque prima della famosa petizione all’Austria dei sindaci altoatesini. Emerge che i più favorevoli al distacco dall’Italia sono gli anziani e gli intervistati con un titolo d’istruzione più basso. E’ in val Pusteria che è più forte il desiderio di uno stato indipendente (43,75%) o di ritornare con l’Austria (22,50%), mentre solo il 33,75% vuol restare con l’Italia. I dati sono stati illustrati in mattinata nel corso di una conferenza stampa indetta alla lega patriottica sudtirolese (lo Heimatbund) nata per raccogliere gli ex detenuti per le vicende terroristiche e irredentistiche altoatesine degli anni Sessanta, presenti tra gli altri la pasionaria Eva Klotz e il presidente dell’Heimatbund Sepp Mitterhofer. L’associazione ha lodato l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga per la presentazione di un disegno di legge costituzionale che istituiva il diritto all’autodeterminazione dei sudtirolesi e che è stato successivamente ritirato dal senatore a vita in aperto contrasto con l’atteggiamento dell’Svp. E forti critiche alla Stella Alpina sono venute anche dallo Heimatbund che ha accusato il partito di essere interessato al potere e al denaro e non alla vera identità della popolazione locale. In conclusione, critiche sono emerse anche all’Austria rea di non essersi comportata da vera madre patria con una politica da filiale di Roma e per aver puntato sull’autonomia altoatesina piuttosto che sul diritto di autodeterminazione dei sudtirolesi per il quale, l’Heimatbund, ha annunciato che continuerà a battersi.
[ ©vb33.it - Video Bz 33 ]
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Umfrage: Mehrheit deutschsprachiger Südtiroler gegen Italien-Verbleib
45,33 Prozent der deutsch- und ladinischsprachigen Südtiroler haben sich in einer am Dienstag veröffentlichten Umfrage im Auftrag des Südtiroler Heimatbundes - einem Zusammenschluss der Aktivisten der Sechziger Jahren - für den Verbleib bei Italien ausgesprochen, während 54,67 Prozent gegen den Verbleib sind. 21,27 Prozent wünschen sich demnach eine Wiedervereinigung mit Nordtirol und 33,4 Prozent einen eigenen Staat. Die Umfrage war bereits Ende November 2005 vom Innsbrucker Soffi-Institut unter 500 Personen durchgeführt worden. Die Fragestellung war auf die drei Möglichkeiten begrenzt.
Wie Sepp Mitterhofer vom Südtiroler Heimatbund bei einer Pressekonferenz betonte, gehe aus der Umfrage zwar hervor, dass es zum Verbleib bei Italien die meisten Antworten gegeben habe, aber immerhin 55 Prozent hätten eine Antwort gewählt, die keinen Verbleib bei Italien einschließe. Die Landtagsabgeordnete der Union für Südtirol, Eva Klotz, unterstrich, dass dies die erste offizielle und wissenschaftliche Umfrage nach 40 Jahren sei. Allerdings sei damals das Ergebnis noch anders ausgefallen.
Aus der Umfrage geht auch hervor, dass vor allem die älteren Bevölkerungsgruppen eine Wiedervereinigung wünschen, während das Ergebnis für einen eigenen Staat quer durch die Altersgruppen in etwa gleich hoch ist. Relativ ähnlich ist das Resultat in den verschiedenen Bezirken, mit Ausnahme des Pustertales, wo der Verbleib bei Italien deutlich weniger gewünscht wird und dafür der Wunsch nach einem eigenen Staat ziemlich groß ist. Je höher der Bildungsgrad, desto deutlicher sprachen sich die Befragten für den Verbleib bei Italien aus.
Klotz und Mitterhofer warfen der Südtiroler Volkspartei auf Grund des Umfrageergebnisses vor, die „wahren Verhinderer der Selbstbestimmung“ zu sein, da sie diese gar nicht wolle. Als Beispiel wurde das Verhalten zum kürzlich im römischen Parlament eingebrachten Gesetzesentwurf des früheren Staatspräsidenten Francesco Cossiga genannt, demzufolge Südtirol das Selbstbestimmungsrecht zuerkannt werden sollte. Die SVP hatte sich wegen der zu erwartenden politischen Folgen gegen den Entwurf ausgesprochen, woraufhin Cossiga den Entwurf wieder zurückgezogen hatte.
Landeshauptmann Luis Durnwalder wollte zur Umfrage des Südtiroler Heimatbundes nicht Stellung nehmen, da er diese nicht kenne. Man müsse immer schauen, wer die Umfrage gemacht habe, wie diese durchgeführt und wer befragt werde, so Durnwalder. Wenn am nächsten Sonntag die Umfrage neutral unter allen Bewohnern in Südtirol durchgeführt würde, würde sich die Mehrheit für die Beibehaltung der derzeitigen Situation - mit der Garantie, dass die Autonomie so bleibe - aussprechen, meinte Durnwalder. Wenn hingegen ein Referendum in sechs Monaten durchgeführt würde, „wäre eine knappe Mehrheit der Südtiroler für die Rückkehr zu Österreich“, ist Durnwalder überzeugt.
[ ©STOL - Südtirol Online ]
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CHE NE PENSATE???
VALENTINO LIBERTO
7 Giugno 2006 alle 3:16 pm
Anche da parte mia un ben tornato sano e…..salvo. In Comune c’ èbisogno. Come sai non sono sempre “linea con te” ma apprezzo ( a differenza di altri tuoi “compagni) la democraticità che è anche mia “modestamente” anche se di diverso colore.
8 Giugno 2006 alle 2:52 pm
Ma cosa volete mai…..se per svegliare il “Blog” dobbiamo parlare dello stupido sondaggio, facciamolo pure ma in fretta: non è attendibile per come è stato fatto, a chi si è rivolto e quali sono stati i promotori. Il giornale “per ccellenza” italiano ( unico in Alto Adige purtroppo ) “Alto Adige” non parla di italiani e allora……l’ importante che metta in prima pagina la questione “Gnecchi” ( a proposito l’ Assessora nostra ospite ieri sera non è apparsa per niente turbata) e così risveglia l’ italianità in declino e….naturalmente vende copie. Poi sempre sul “massimo quotidiano” interviene il grande ed esperto politologo Bizzo, che senza essere stato chiesto s’ indigna e difende l’ Assessora. Tommasini invece dopo essersi consultato con l’ Assessora dice “quasi” che tutto va bene e l’ Assessora era d’ accordo. Quanto acume politco in queste situazioni, quanta intelligenza ( bagaglio solo dlel’ Unione ) in queste situazioni. Di questo ed altro bisogna parlare non del sondaggio.
Ciao a tutti.
8 Giugno 2006 alle 7:58 pm
SOAP OPERA BLOG [off topic o quasi]
…e certo, come no, di tanto altro dobbiamo parlare; di futuro, di giovani, di Autonomia, di Europa, di Italia, di quel che volete ma per piacere non di cazzate!!! Ahh, preferite la Gnecchi, Bizzo e compagnia bella, l’italianità, la fontana e il sottopassaggio? …Bè, allora continuate pure con le beghe da condominio!!! Con gli isterismi quando non c’è bisogno (Peterlini e petizione dei sindaci) e totale menefreghismo quando c’è in gioco la vita stessa di ’sta benedetta provincia. Ti rendi conto, caro Federico, che mentre noi parliamo parliamo sparliamo sparliamo, tra i tedeschi e i ladini, a prescindere dai sondaggi (concordo sulla loro inattendibilità), dilaga un movimento d’opinione trasversale a favore di un radicale cambiamento dell’assetto altoatesino??? Lo sai che non sono solo le frange politicamente più estreme (UfS o Schuetzen) ma pure i Verdi e qualche socialdemocratico sudtirolese a chiedere l’abolizione della toponomastica italiana e l’Autodeterminazione? Di Cossiga possiamo solo fregarcene, è vero, ma dei nostri vicini di casa…
E poi ci definiscono come un ipotetico gruppo linguistico italiano. Ma quale? Noi “italiani” ci facciamo la guerra uno con l’altro; è proprio vero che l’Italia è spaccata in due: tra urlatori da una e urlatori dall’altra. Questa spaccatura l’abbiamo importata pure a Bolzano anzi, cosa facciamo? la fomentiamo pure. Bravi! Avete capito come funzionano le cose. Più ci spacchiamo più siamo o, meglio, siete destinati all’estinzione. Ma non provate a dare la colpa ai capelli piumati o ai “crucchi” dei masi. Ricercatela in voi stessi e nel vostro comportamento passivo agli eventi, o all’occasione, del più furbo.
[] Carissimo Federico, un’altra cosa. Voglio togliermi una volta per tutte “il” sassolini dalla scarpa. Sono arcistufo di queste Sue continue allusioni riguardo il comportamento di questo o quel frequentatore del blog (vedi i commenti di sopra). Lei di me non sa niente e non pretenda di sapere ciò che in realtà non sa. Per piacere, non mi racconti per l’ennesima volta la favola dei parenti acquisiti sudtirolesi, come fece a suo tempo [ http://www.silvanobassetti.it/?p=139#comment-2723 ] per dimostrarmi un Suo non meglio precisato rispetto verso l’altro. Usare le proprie origini o vicissitudini familiari per giustificarsi, provare che si è effettivamente tolleranti, è un gioco troppo facile e già sentito. Io al contrario di Lei, non mi sono avvalso del (parziale) anonimato ma ci ho messo la faccia sin dall’inizio, chiarendo di volta in volta le mie posizioni. Pur non essendo né architetto né politico né insegnante, né sindacalista, né volontario umanitario, né forzista né pidiessino, né iscritto né militante, pur non mi identifichi, riconosca o appartenga chiaramente ad alcun movimento ideologico, culturale, economico e sociale dell Provincia, mi sono permesso di intervenire, ispirandomi sempre a quei valori di Democrazia VERA e di Europeismo a cui sono stato educato. Tenendo a cuore la “causa studentesca”, che nella Scuola, nella Ricerca e Innovazione, nella Cultura, cerca le soluzioni per un’educazione, un apprendimento al passo con la realtà locale e internazionale, mirando a mantenere intatta la propria INDIPENDENZA.
Le Sue continue e subdole provocazioni mi offendono. Offendono uno che nonostante la giovane età, si impegna per un (utopico?) Alto Adige-Südtirol normale e pacifico, che superi una volta per tutte le barriere dicendo basta agli estremismi. Invece no. Lei ha preferito, quella volta, rispondermi con l’arma etnica, prezioso alibi per qualsiasi contestazione. Bisogna essere a questo livello, nel terzo millennio? Additare il sinistroso (o presunto tale) come fautore dei mali di una comunità intera? Infine: mi stupisce alquanto che Lei, Federico Vesentini, candidato di FI alle scorse elezioni di novembre ed (immagino) regolarmente iscritto a tale partito, che ricopre la prestigiosa carica di Vicedirettore dell’APA, abbia volutamente cercato di slegare la propria identità, smascherandosi solo agli occhi più attenti o a quelli che la hanno seguita costantemente nei suoi commenti.
Ma poi (questo sorprende) si è permesso di ricattare con motivazioni poco chiare e che NON HA MAI CHIARITO coloro i quali (io) se ne stavano lì senza sventolare le proprie esperienze ma semplicemente con un NOME vero e un COGNOME vero. Quest’ultimo, Le ricordo, non rispecchia le origini della propria madre; aimè in Italia è così, mentre nei paesi ispanici sono molto più evoluti. Ebbene: non ho bisogno di «lezioni di Autonomia» o di Mistilinguismo, matrimoni misti, Bilinguismo, Bastardismo; forse di bon-ton e sintassi sì, ma di questi proprio no. Nel mio sangue scorre difatti quello di coraggiosi Optanti per l’Italia, antinazisti e per taluni «Verräter» e «Walsch», ma anche di Kaiserjäger, austroungarici tifosi della figura del Kaiser Franz Josef, umili contadini di montagna e Knecht, di una postina sotto le impietose bombe della guerra, di uomini di Chiesa, di una suora di clausura tirolese, tutti meritevoli del mio più profondo rispetto. A Ulten/Ultimo, a Kurtatsch/Cortaccia, a Brixen/Bressanone affondano le mie radici. Personaggi e luoghi sono veritieri.
Ma è un’identità che non intendo mai più svendere al miglior offerente.
Se non fosse chiaro “il tutto e il niente”, consiglio di lasciare perdere e leggere il commento successivo; è molto, molto meglio.
VALENTINO LIBERTO
[ http://vajolet.blogspot.com/ ]
9 Giugno 2006 alle 11:08 am
Non mi sembra di essere stato così offensivo, caso mai provocatorio, questo si. Il fatto di avere detto tutto di me lo trovo ( io la penso così ) positivo. “Scatto” questo è vero e….molte volte penandoci poco, quando si cerca di fare apparire che la verità, la democraticità, la socialità ed altro sta solo da una parte. Se di “destra sono vestito” e tutti lo hanno visto, è perchè in questa terra ( Suedtirol ) si predica bene e si razzola male. Quante volte in certe commissioni mi sono sentito dire: ” ma come fai a lavorare in mezzo a tutti quei tedeschi?” Le stesse persone poi, quelle si importanti non io, ufficialmente pubblicamnete e con “folle” applaudenti predicano l’ interetnicità e il “volgiamoci tutti bene”.
Concludendo io non attacco contrattaco caso mai il che è diverso quando io mi sento offeso solo perchè non faccio parte del “gruppo di pensiero”.
La situazione locale che rischia effettivamente di degenerare, non per la proposta referendaria, credo non si possa imputare a chi da decenni , con ogni sotterfugio, gli è stato vietato di gestire la politica provinciale, nonostante fosse la maggioranza uscita da democratiche elezioni….e quì si mi riferisco alla cittadinanza…..popolazione italiana continuamente frustrata.
Buon fine settimana a tutti.
14 Giugno 2006 alle 3:23 pm
Nessuno parla più…c’è un grande silenzio. Credo, anche se fa caldo, ci sia bisogno di “stuzzicare”.
Cosa ne dite della “carica dei 102″, dell’ intervento di Scalfari su Repubblica, sull’ uscita della Menapace, sul segretario ( non ricordo il nome) della Camera e del vice presidente della Commissione Giustizia Daniele Farina?
Della riduzione del “cuneo fiscale” per pochi e solo nella finanziaria 2007?
In conclusione, anche se giustifico il rodagio, della confusione iniziale del Governo Prodi. Dal 10 aprile doveveamo ricominciare tutti a sorridere, io ridevo prima e se capita rido anchhe adesso, ma non perchè me lo dicono o sono sciocco, ma perchè se c’è da ridere si ride altrimenti no.
Nessuno si indigna pensate 1 rappresentante governativo ogni 6 deputati e 1 ogni 3 senatori. Non faccio il calcolo dell’ onere economico maggiore sostenuto da tutti noi. La riduzione del 10% delle spese dei ministeri azzerata ancor prima di provare ad applicarla.
Non siamo al pareggio con il governo Berluscono, per qunao riguarda gli impresentabili ma giorno per giorno ci avviciniamo.
Coraggio ridiamo o…..pensiamo alle ferie.
16 Giugno 2006 alle 10:22 am
“Un’attenzione particolare alla problematica dei rifiuti, anche attraverso la SEAB, dove obiettivo prioritario è ridurre all’origine la produzione dei rifiuti ed aumentare la raccolta differenziata, nel rispetto delle normative provinciali, statali ed europee ed in armonia con le tendenze attuali. Ciò anche al fine di limitare, il più possibile, le dimensioni del nuovo inceneritore previsto dal Piano Provinciale Rifiuti. Obiettivo: subito la raccolta differenziata dell’umido per le grandi utenze, da estendere quanto prima alle altre utenze, mantenendo le tariffe attuali e proseguendo il progetto per la raccolta differenziata in modo partecipato e condiviso con l’obiettivo di raggiungere il 60% della percentuale di raccolta differenziata nei tempi più rapidi possibili e comunque entro la fine del mandato” cosa è cambiato nel frattempo?
18 Giugno 2006 alle 8:34 am
Sulla raccolta differenziata mi pare che non sia cambiato nulla. Il progetto c’è, il programma operativo anche … ciò che resta costante è la resistenza a partire concretamente da parte di qualcuno che usa la presunta “resistenza” psicologica dei cittadini ad una metodica di raccolta che viene ritenuta “più pesante” di quella attuale.
20 Giugno 2006 alle 12:24 am
varo sign vassetti sono una chef dicucina alle prese con un grosso problema a proposito di rifiuti. L’ ORGANICO.
in questi giorni con il caldo nei bidoni preposti fermenta e PUZZA ma PUZZA veramente e i giorni per ritiralo sono pochi poi il fine settimana e inadeguato cioe sabato e poi il martedi. Masecondo ei io che ho iniziato a fare il riciclo come posso prenderla questa inefficenza della sea e come si puo partire con questo progetto se ci sono troppi problemi da risolvere specie in estate? mi mrisponda per favore