LE PASCOLI e I CALCOLI POLITICI

Ho inviato oggi all’ALTO ADIGE una mia ulteriore riflessione sul Polo Bibliotecario e qui la propongo a tutti.

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Cito testualmente dall’ALTO ADIGE di sabato 15 luglio:

Il vicesindaco Elmar Pichler Rolle la butta lì: «Bassetti si è impegnato per la conservazione delle Pascoli, forse anche per calcolo politico». Sono in molti a crederlo, la giunta avrebbe fatto dietro-front appena si è accorta del successo ottenuto dalle raccolte firme promosse dalla destra italiana. Non tutta la giunta, però. La Svp non sposta di un millimetro la propria linea. Ancora Pichler Rolle: «La biblioteca è più importante delle Pascoli. … sarebbe un peccato perdere un’occasione così, la biblioteca centrale è un passo verso il futuro della città».

Eccoci al dunque.

E’ vero ho cambiato idea e ha ragione Pichler Rolle a pensare che l’ho fatto “per calcolo politico”. I politici agiscono per calcolo politico. Per cosa altrimenti: per interesse personale, per ispirazione divina, per spocchia intellettuale, …. ? Anch’io di lui ho pensato che ha agito per “calcolo politico” quando ha partecipato alle onoranze degli irredentisti sudtirolesi e ha sollecitato le firme dei sindaci SVP all’appello degli Schuetzen.
Calcolo politico vuol dire ragionamento, analisi della situazione, valutazione dei pro e dei contro, individuazione di un obiettivo, scelta di una strategia, ricerca del massimo consenso, assunzione di responsabilità, proposta del miglior compromesso possibile. Questo è dunque stato il “calcolo politico” che mi ha indotto ad assumere una nuova (?) e dialettica posizione sulle Pascoli. E, per chiarezza, rendo ancora più esplicito il mio ragionamento politico e, se mi è consentito, culturale.

1. Considero il Polo Bibliotecario unificato una innovativa proposta politico-culturale e una grande opportunità per l’avanzamento dei processi di sviluppo della autonomia e della convivenza nella nostra terra e nella nostra città.
2. Condivido le scelte fin qui fatte unitariamente da Provincia e Comune circa la tipologia, il dimensionamento e la localizzazione del nuovo Polo Bibliotecario.
3. Considero le ex-scuole Pascoli un esempio di buona architettura razionalista italiana del ‘900 e un luogo significativo della memoria bolzanina degli anni ’30, ma non di tale qualità da meritare un “vincolo formale di conservazione” né tale da costituire una pregiudiziale alla sua sostituzione con il Polo Bibliotecario.
4. Considero legittimo e rilevante il movimento di opinione che ha con forza sollecitato la politica a non sacrificare le Pascoli. Ho, con preoccupazione, verificato che larga parte di questa opinione pubblica esprimeva progressivo disamore rispetto al Polo Bibliotecario al punto da contrapporgli seccamente la pura e semplice conservazione delle vecchie scuole fino a opporsi esplicitamente alla nuova biblioteca.
5. Ho considerato la procedura concorsuale il giusto metodo per verificare le soluzioni architettoniche migliori e più congrue a risolvere il problema. Ed è dal concorso di architettura che ho progressivamente maturato le mie valutazioni, tenendo nel giusto conto l’urbanistica, l’ architettura, la funzionalità, ma anche la sensibilità della cittadinanza e l’oggettiva qualità del sito.
6. La prima fase del concorso ha fatto prevalere in me, pur con molti dubbi, la convinzione che la conservazione delle Pascoli fosse impossibile per oggettiva contraddizione funzionale e dimensionale con il Polo. Ma fin da allora il dubbio mi ha indotto ad “impedire” la decisione definitiva. Ho agito in commissione perché non fosse proclamato il vincitore e la questione restasse aperta a nuove e più approfondite verifiche.
7. La seconda fase del concorso, pur senza vincoli formali ma con un forte richiamo etico-culturale al rispetto del sito e della sua memoria, ha dimostrato l’esatto contrario: si può fare un’ottima biblioteca (anche se “imperfetta”) e un’ottima architettura (anche se “imperfetta”) salvando integralmente il corpo principale delle Pascoli (non solo brani di facciata e di scalinata). E i 4 voti per il progetto “conservativo” dimostrano la fondatezza culturale di questa concreta possibilità, contro i 5 a favore di chi ha optato per la “perfezione” ottenibile attraverso la radicale demolizione.

Questo è stato ed è il mio calcolo politico da cui deriva schematicamente il seguente quadro di alternative politiche ma anche profondamente culturali:

a. la “biblioteca unificata” viene costruita a tutti i costi nella sua forma “perfetta e distruttiva”, tra il disamore di larga parte della cittadinanza e nel fuoco di un conflitto antagonista robustamente segnato da connotati etnici (alla faccia della biblioteca “unificata”!);
b. la “biblioteca unificata” viene costruita nella sua forma “imperfetta e semi-conservativa” in un clima riappacificato e nel segno di un rispetto reciproco portatore di contenuti ulteriormente unificanti.

Al primo scenario, di algida decisione burocratica, corrisponde un reale pericolo che l’intera operazione salti, costringendo il Comune ad atti di disimpegno dolorosi. Resteremmo forse con le Pascoli ma senza Biblioteca.

Al secondo scenario, di nobile compromesso, corrisponde un doppio successo: avremmo la nuova Biblioteca e conserveremmo le Pascoli. E, anche sotto il profilo architettonico, avremmo un esempio di convivenza culturale.

Lo so che il concorso ha avuto un suo esito. Ma il gioco al massacro non si fa a maggioranza (per altro risicatissima). Basta annullare tutto e ricominciare. Se Parigi val bene una messa, la Convivenza val bene la fatica della condivisione e il tempo necessario per costruirla.

9 Commenti a “LE PASCOLI e I CALCOLI POLITICI”

  1. Alberto Berger Scrive:

    Caro Silvano Bassetti

    è bene avere dei dubbi ed è intellettualmente corretto.
    Se il cambiare opinione viene visto come opprtunità politica, può essere ugualmente coerente, per un politico, oltre che per un professionista serio, raccogliere non solo qualità architettoniche, ma anche valutare le stesse in un contesto di accettazione nel contesto sociale.
    In fin dei conti ciò è anche alla base della teoria degli insiemi.
    La coerenza sta nel seguire poi un percorso, lo stesso che hai intrapreso e cioè la ricerca di quel consenso che vale di più della contrapposizione.
    Personalmente credo sia utile abbandonare la visione preconcetta di difesa da uno stereotipo, che configura solamente attacchi al mondo italiano ed all’architettura razionale, perchè fascita.
    Serve però ancora un percorso anche intellettuale verso la comprensione di una necessità di un polo bibliotecario multietnico e delle relative dimensioni ipotizzate.
    Serve però anche un’apertura ed un desiderio di contribuire anche con il nostro presente a dare un volto nuovo e partecipato alla nostra città, anche se ciò significa avventurarsi in un ridisegno architettonico e funzionale di scuole, piazze, distibutori di benzina, ecc.
    Forse ricucendo uno strappo, si apprezza anche un bel progetto.

    Saluti

    Alberto Berger

  2. leonardo colletti Scrive:

    Se non mi sbaglio (anche se l’assessore provinciale dice che le ruspe sono pronte e scalpitanti) per decidere cosa fare del Pascoli c’e’ tempo almeno fino al 2009 circa. Infatti mi risulta che tale edificio sia necessario al fine di ospitare le attivita’ del liceo classico Carducci, la cui sede originale verra’ abbattuta e ricostruita a partire non prima dell’estate 2007 (ultima delibera del consiglio provinciale). E credo che due anni ci vogliano tutti per rifare il Classico di via Manci.
    Dunque, tre anni per decidere.

  3. Silvano Bassetti Scrive:

    Ringrazio Alberto Berger per le sue considerazioni sull’onestà intellettuale e lo ricambio con stima. Non sono un voltagabbana e non agisco per opportunismo utilitaristico. Lavoro con il cervello e con il cuore, tenedo gli occhi e le orecchie aperte. Ho esaminato comparativamente due progetti e tra i due ho trovato e apprezzato quello più equilibrato e realistico e plausibile. Nulla di più. Saluti

  4. Silvano Bassetti Scrive:

    a leonardo colletti dico che le ruspe per entrare devono comunque avere il permesso dei proprietari delle aree e degli edifici: e lì, fino a prova contraria, il Comune è proprietario di ampia parte degli immobili.

  5. Silvano Bassetti Scrive:

    ricevo, pubblico e ringrazio:

    Caro Silvano,

    condivido e appoggio quanto sostieni sulle Pascoli, compreso un preciso plauso per aver cambiato in parte idea, cosa non facile da fare e da dire da parte di un politico.
    Non mi sono mai espresso in pubblico sull’argomento perché anch’io avevo partecipato al concorso e come te, anch’io ho cambiato idea nel corso del tempo. Anche il mio progetto di concorso prevedeva la totale demolizione delle Pascoli, scelta fatta per comodità, arroganza e pigrizia: comodità nel definire più facilmente, in un involucro nuovo, un progetto funzionante ; arroganza nel cercare sempre e in ogni caso la personale affermazione professionale, con un progetto nuovo che esprima la propria personalità progettuale e pigrizia, in quanto coniugare vecchio e nuovo è assai più difficile che incominciare da zero, soprattutto per la contemporanea cultura architettonica che ritiene di sapere sempre cosa sia giusto fare.
    Inizialmente ero convinto che fosse la scelta più corretta, in quanto non ho mai attribuito grande valore architettonico e urbanistico all’edificio delle Pascoli e conservarne qualche pezzo, come reperto di memoria collettiva mi sembrava e mi sembra una grande sciocchezza.
    Ma col passare dei giorni e sentendo l’opinione di molte persone, anche non schierate a destra, che richiedevano il mantenimento, che esprimevano il timore di perdere un pezzo della propria memoria, che dichiaravano forte preoccupazione per una “città italiana” che perde i pezzi migliori (dall’ex Corso all’ex FIAT), mi sono convinto che forse bisognava cercare una nuova strada per il nuovo Polo bibliotecario, mettendo magari insieme il mantenimento dell’attuale edificio con la demolizione del “brutto” edificio Tessmann, realizzando al suo posto una grande torre vetrata e collegando i due siti con sottopasso stradale.
    Ovviamente è solo una delle possibili idee per risolvere il problema: il mantenimento delle Pascoli e la realizzazione della nuova biblioteca, ma in ogni caso la soluzione deve portare ad una “città condivisa” piuttosto che divisa.
    Con affetto,
    Claudio Lucchin

  6. Silvano Bassetti Scrive:

    idem (ricevo, pubblico e ringrazio)

    ho letto il tuo testo, chiaro e onesto, tanto da condividerlo pienamente.
    E’ vero che si rischia di perdere il “polo”, ma ricordo ancora antiche battaglie a favore dell’autonomia della biblioteca comunale, sotto il timore della fagocitazione provinciale…
    e’ indispendabile ricostruire (”conservare?”) prima di tutto il polo:
    come tu dici la “biblioteca unificata” può essere costruita solo nella sua forma “imperfetta e semi-conservativa” in un clima riappacificato e nel segno di un rispetto reciproco portatore di contenuti ulteriormente unificanti (forse da rileggere con più partecipazione), altrimenti rischia di essere il vero monumento al suo contrario delle culture divise.
    Manca però un ultimo passaggio: da dove si può ripartire: da un referendum? dall’affidamento dell’incarico al vincitore di rifare il progetto? dall’affidamento dell’incarico al secondo smentendo la commissione? o piuttosto da un nuovo concorso, perchè sono cambiate le carte in tavola e non occorre rispettare “numeri” ma valori, anzi rivalutarli, assegnando ai volumi funzioni e non viceversa (volumi alle funzioni) o perlomeno ad ogni volume le sue funzioni “sostenibili”?
    ciao
    roberto d’ambrogio

    p.s.

    quando questa mattina ho letto la locandina dell’alto adige mi è venuta in mente una soluzione che sto provando ad applicare in un cantiere (coordinamento sicurezza) dove per adeguarmi a civili esigenze dell’impresa dovrei rivedere il piano della sicurezza e perdere un sacco di tempo e discussoni: la variante la paga l’impresa, non l’amministrazione.
    chi è disposto a ripartire da zero sarebbe disposto a pagare direttamente i costi aggiuntivi (magari invece si risparmia pure)? IO SI

  7. Giovanni Damiani Scrive:

    Non voglio entrare nel merito delle Pascoli che è vicenda, mi pare di poter dire, di sensibilità etnico locale che riguarda relativamente chi di Bolzano si sente semplicemente amico e non un parente, però vorrei sottolineare la bella introduzione che fa il punto sul calcolo politico.
    Mi è parsa un bellissimo passaggio che rifiuta questo dilagante antipoliticismo che fa si che chiunque si occupi di cosa pubblica sia sempre sotto scacco dalle accuse di calcolo politico e presumibili vantaggi personali. Questo atteggiamento, che ha trovato terreno fertile nel clima di tangentopoli ed è stato bagnato in maniera completamente inresponsabile dal giardiniere di arcore, sta distruggendo ogni forma seria di dialogo sulle cose e sul futuro del nostro paese e delle città.
    La discussione e le decisioni nascono con il dialogo e il pensiero in tale senso non può che essere politico e quindi della e sulla città.

    ps
    le biblioteche fanno bene all’anima, siamo uno dei paesi in cui si legge meno ed molti studi dicono chiaramente che la lettura è un fattore direttamente collegato al PIL, per cui, decidete dove farla, non litigatevi troppo sulla cosa, e FATE la biblioteca, anzi facciamone TANTE di biblioteche

  8. Fulvio Scrive:

    le carte dovevano essere messe sul tavolo PRIMA che si organizzasse il concorso. con debito anticipo per capire gli umori e i sentimenti dei cittadini. se si parla di 2009 di tempo se ne aveva a sufficienza. essere scandalizzati per la completa demolizione della pascoli, ovvero per le scelte della maggior parte dei partecipanti (al concorso nr. 1) e quindi per quelle del vincitore non è giusto! il programma degli spazi previsti e l´invito al risparmio non lasciavano spazio ad altre scelte, da parte dei progettisti!. È solo un gran peccato che cosí tante ore investite vengano polverizzate in pochi minuti …. e cosa diranno coloro (pochi) che nel 1° concorso avevano conservato la scalinata e la facciata e sono stati addirittura estromessi al primo giro di giuria senza possibilitá di rientro???
    attendo che l´ordine si esprima pubblicamente sui modi procedurali del concorso o di quello che verrá (se verrà)

    un partecipante al 1° concorso

  9. blogring.org Scrive:

    Blogring per semiconservativa…

    Blogring per semiconservativa…

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