VOLTAGABBANA
Qualcuno mi accusa di essere un voltagabbana per aver cambiato idea sulle Pascoli.
Me lo dicono da destra, perchè finalmente ho capito che avevano ragione loro. Me lo dicono da sinistra, perchè così faccio il gioco della destra.
Io le idee le cambio perchè cerco di non avere pregiudizi. Le idee me le costruisco di giorno in giorno.
Ho cambiato idea sulle Pascoli mano a mano che vedevo crescere un perverso incrocio tra chi difendeva le Pascoli per non fare il polo bibliotecario e chi voleva il polo bibliotecario per demolire le Pascoli. Rumor di sciabole tra pregiudizi contrapposti. Guerra di simboli. Le Pascoli simbolo dell’identità italiana. Il polo bibliotecario simbolo della grandeur provinciale.
La mia nuova idea, per naturale e coerente evoluzione, è semplice: sostengo il polo bibliotecario e la conservazione sostanziale delle Pascoli.
Ero convinto che le due cose difficilmente potessero convivere e allora ero disposto a sacrificare le Pascoli pur di fare la nuova bibliotaca. Oggi sono sicuro che possono utilmente convivere. Ne sono convinto proprio grazie al concorso che finalmente ha permesso un vero e approfondito confronto tra due progetti alternativi e possibili. E quando ho verificato che si può fare una buona biblioteca conservando le Pascoli, allora ho deciso che questa possibilità diventa una necessità. Anche simbolicamente.
Continuerò la mia battaglia politica e culturale per questa soluzione contro tutti quelli che “non voltano mai la gabbana” perchè coltivano e alimentano pregiudizi: contro chi in nome del polo bibliotecario vuole demolire le Pascoli e contro chi in nome delle Pascoli vuole impedire il polo bibliotecario.
19 Luglio 2006 alle 4:54 pm
A proposito del polo bibliotecario, alcune riflessioni. Immaginiamo di rovesciare la faccenda: ovvero che la biblioteca di lingua italiana fosse nell’edificio di quella di lingua tedesca e viceversa. Non oso pensare quanto avrebbero gridato allo scandalo i vari Durnwalder, Pichler Rolle e compagnia cantante: come minimo avremmo già un grattacielo (cubico?) nella piazza del Tribunale. Ma dato che a soffrire di spazi angusti era la civica di lingua italiana, chissenefrega. Salvo estrarre dal cappello a cilindro la metafora del polo bibliotecario multilingue e, perchè no, multirazziale, con demolizione dell’ennesimo edificio della memoria italiana a corredo. Io mi chiedo come non si possa capire le dinamiche politiche sottese a tutta la vicenda Pascoli: certo che se i politici non fanno altro che spargere fumo, ci si vede sicuramente meno chiaro.
Cosa dire: bene arrivato. Io rimango convinto del fatto che un assessore più leonino ci avrebbe messo un quarto del tempo per giungere alla stessa conclusione. Contentiamoci del fatto che ci è arrivato pure il volpone: meglio tardi che mai.
20 Luglio 2006 alle 11:55 am
Meines Wissens wurde ein Wettbewerb abgehalten. Wie bindend der ist, weiß ich nicht, da ich die Unterlagen nicht gelesen habe. Dennoch: Jetzt, nach erfolgter Kür den Rückgang einzulegen, finde ich – ob rechtlich erlaubt oder nicht – bedenklich für das wichtige Instrument des Architekturwettbewerbes. Die Jury hätte den 1. Preis aussetzen können oder eine neuerliche Nachbearbeitung anfordern. Dies hat sie nicht getan, sondern eindeutig einen Sieger ausgerufen.
Nun, nach geschlagener Schlacht das Ergebnis anzuzweifeln finde ich äußerst dilettantisch, dabei bin ich gar nicht ein Verfechter des Pascoli-Abrisses, wenngleich mir die Gleichsetzung von Architektur und Italianità (oder Deutschtum, in anderen Fällen) ziemlich stinkt. Dieses Vorgehen unterminiert die Seriosität des Prozesses “Wettbewerb” per se.
Eine interessante Grundlage kann ich jedoch in der Äußerung Bassettis erkennen, der bemängelt, dass sämtliche »planungserfahrene« Mitglieder der Kommission für den letztendlich zweitplazierten gestimmt hatten, und nur die »Fachidioten«, nennen wir sie mal ganz salopp so, für Mayr-Fingerles Projekt. Diese Erkenntnis könnte eine Grundlage für ZUKÜNFTIGE Ausschreibungen sein: Dort könnte man diese beiden »Jurorenkategorien« festschreiben und bestimmen, dass eine Spaltung dieser Gruppen bei der Endabstimmung (5:4, ohne dass die vier und die fünf je mindestens ein Mitglied beider »Kategorien« beinhalten) automatisch zur erneuten Abstimmung führt. Andernfalls wird kein erster Platz vergeben…