IL LUPO E L’ACQUA SPORCA

L’incontro nella “tana del lupo” è stato assai duro. “Voi bolzanini siete sempre gli stessi. Non mantenete gli accordi. Non avete coraggio. Andate in cerca di una manciata di voti…. Comunque, se non ci date le Pascoli, noi alziamo la Tessmann e il polo bibliotecario non si fa più.” La Provincia beve l’acqua a monte e noi a valle siamo quelli che sporchiamo l’acqua.
Io non ci sono stato a questa favola e ho raccontato quella in cui l’acqua la sporcano tutti e due. E ne escono entrambi perdenti. (Ma era pur sempre una brutta favola di lupi e di agnelli … di differenze etniche, di identità statiche e confliggenti, di potenti e di deboli, di vincitori e vinti …).
Questo scontro (ennesimo e ancora una volta etnico) non ci porta da nessuna parte.
Considero una grave sconfitta per la città e per la convivenza non fare il polo bibliotecario.
Non intendo rassegnarmi e mi batterò per una soluzione.
Non si tratta di cambiare idea, si tratta di avercela un’idea.
Faccio appello al cervello e al cuore di tutti: cerchiamo insieme una soluzione condivisa.

63 Commenti a “IL LUPO E L’ACQUA SPORCA”

  1. LucaC Scrive:

    Basterebbe fare con onestà e coerenza il polo biblioecario nella forma uscita “vincitrice” dal concorso.
    Togliendo di mezzo gli alibi di una certa parte.
    Per quanto riguarda l’altra, spero si abbia il coraggio e si sia in grado di spiegare alla popolazione che si tratta di manipolazioni volte a far apparire come sacra ed irrinunciabile un’opera che in altro messaggio di questo forum è già stata autorevolmente definita “mediocre”.
    Sarò ingenuo, poco raffinato e poco smaliziato, ma onestamente tutta la discussione degli ultimi giorni mi è apparsa lunare. Con un 0,1% della popolazione (quella dedita ai giochi di palazzo) che come sempre saprà e capirà cosa c’è veramente dietro ed il 99,9% che vedrà il tutto come l’ennesimo teatrino bolzanino-altoatesino o ancora peggio come l’ennesima prevaricazione etnica (reale o immaginaria che sia).

  2. Silvano Bassetti Scrive:

    Le contraddizioni e i conflitti, anche e soprattutto quelli tra minoranze agguerrite, non sono -purtroppo- risolvibili con le virtù dell’onestà e della coerenza. Ci vogliono, oltre alla onestà e alla coerenza, anche la pazienza e la ricerca di soluzioni condivise. E’ comunque assai apprezzabile la voce - solitaria e coraggiosa - di uno di quel 99,9% che soffre in silenzio il teatrino …

  3. Fausto Concer Scrive:

    Sono tornato da tre ore dalle vacanze (dove ero non arrivavano i giornali locali) e mi sono “bevuto” tutto l’accaduto in questi giorni, rimanendo attonito e schifato, riguardo alle Pascoli. Sì le Pascoli, perché il Polo Bibliotecario, è evidente, è cosa del tutto secondaria, è un appendice scomoda nel ben più “grave” e “serio” problema identitario. Poco importa se c’è una biblioteca civica che sta esplodendo, con libri che vagano per i magazzini e rischiano di deteriorarsi e disperdersi; ancor meno importa, ça va sans dire, che quella biblioteca sia vergognosamente inaccessibile per le persone disabili; un polo che aggreghi realmente (e certo è un processo, non un edificio!) le varie culture di questa terra è qualcosa di vago, lontano, a cui realmente mi pare non creda nessuno, se non perché suona bene; il fuoco del dibattito, del confronto e dello scontro è una scalinata fascista, alla quale abbarbicarsi, sulla quale iscrivere la propria identità e italianità. Mi si obietterà, pazienti e saggi, questo è il senso comune, per il feticcio scalinata si è pronti alle barricate, per il polo bibliotecario forse qualche dibattito elitario (quindi perdente) di intellettuali e presunti tali. Vero. Infatti non mi sto scagliando contro nessuno, sto solo prendendo atto dolorosamente di una sconfitta culturale, dal punto di vista profondo, di quella che Gramsci ci aveva insegnata come Egemonia. Il pensiero egemone, a quanto pare, è quello nazionalista e sciovinista, con inquietanti vene fasciste. Il paradigma Piazza della Vittoria-Piazza della Pace si ripropone. E trionfa. non posso che prenderne atto. Ma non per questo ritirarmi a vita privata.
    Fausto Concer

  4. Teresa F. Scrive:

    Gentile Assessore, lei scrive che considera ” una grave sconfitta per la città e per la convivenza non fare il polo bibliotecario”.
    Io non sono convinta che la convivenza si possa fare a suon di ” immagini”. Il polo bilbliotecario è stato “venduto” come una conquista della convivenza. In mala fede. L’ armonia del crescere tra culture diverse non ha bisogno di simboli ma di politica della convivenza, di assessorati alla cultura uniti e non divisi, di rispetto reciproco, di interesse verso l’ altro. Non basta una biblioteca italiana e una tedesca sotto lo stesso tetto per poter dire che finalmente Bolzano è capoluogo di una provincia europea bilingue, aperta e “multiculti”. E” come quando si invocano in campagna elettorale le scuole bilingui, o si assiste nel più assoluto silenzio all’ annuncio di una nuova facolta universitaria che non è ancora l’ unica, fisiologicamente naturale a Bolzano, cioè una facoltà di lingue.
    E’ chiaro che siamo in un momento estremante delicato , dove si è vinto le elezioni a Bz per paura della destra e non per vera volontà politica di governare insieme una città unita. Il risultato si vede, come le ho già precedentemente scritto su questo blog, molti cittadini non si riconoscono più in questa città divisa, la sentono sempre meno loro anche grazie alle scelte architettoniche, e un polo bibliotecario in più e una Pascoli in meno fomentano ulteriore divisione. E allora i simboli, che più vecchi sono e più forti sono, hanno il sopravvento sulle intenzioni, che nel caso del polo bibliotecario, sono ancora più difficili da comprendere che il nome della piazza della Pace. Cordiali saluti

  5. Silvano Bassetti Scrive:

    Mi unisco alla autentica sofferenza espressa da Fausto e da Teresa, ma rilancio l’invito a continuare la battaglia culturale facendo sentire alta la voce di chi vuole convivenza e policulturalità. Contro gli “opposti estremismi” identitari.
    Comunque, sul polo bibliotecario io coltivo ancora la speranza di una soluzione … creativa.

  6. ocsar ferrari Scrive:

    Abbozzo di soluzione creativa.
    Scoppia la biblioteca? Prendete le Pascoli così come sono, tirate giù quattro tramezze, metteteci uno scivolo vicino alla scalinata, spostate tutto e in una settimana la biblioteca è a posto.

  7. pérvasion Scrive:

    Das Zusammenleben erzwingt man nicht durch Symbole, diese können aber sehr wohl zum Zusammenleben beitragen. Die Unterbringung der Bibliotheken in einem gemeinsamen Gebäude einen symbolischen Akt zu nennen, ist jedoch reduktiv: Hier werden Menschen zusammengeführt, und eines der wichtigsten Elemente ihrer authentischen Kultur – das Buch. Bürger aller Sprachgruppen werden dazu angespornt, die Kultur des anderen zu beschnuppern, kennenzulernen, anzunehmen und sich in sie einzulesen. Ich glaube, den pragmatischen (unsymbolischen) Wert dieser Tatsache kann man gar nicht überschätzen.

  8. LucaC Scrive:

    Wenn sie möchten könnten sie das schon jetzt tun. Der Eintritt in die Bibliotheken “der anderen Sprache” ist ja nicht verboten und wir haben ja auch bereits eine Uni.
    Für die neue Bibliothek gibt es ja auch schon Vorstellungen von getrennten Schaltern und getrennten Sälen.

  9. red Scrive:

    e se alla fine la soluzione migliore fosse quella di far decidere ai cittadini? perchè dobbiamo avere sempre paura dei referendum; l’ unico modo di sminarli è farli prima noi….

  10. Silvano Bassetti Scrive:

    sto ancora sperando in una soluzione positiva (che ci sarebbe!!!) … poi credo anch’io che il referendum sia la strada giusta per il pronunciamento di massa dei cittadini.

  11. Fausto Concer Scrive:

    Referendum? Benissimo, ma su cosa? Ripeto, a parer mio il problema è il “fuoco” del problema: polo bibliotecario o pascoli? Ovvero, Se lo si fa semplicemente sulle scalinate (o facciate o che preferite) magari in contrapposizione secca alla biblioteca diviene un massacro etnicista e una pesantissima sconfitta culturale per tutti; se invece si imposta la cosa in maniera intelligente, non mettendo in contrapposizione le cose ma magari facendo scegliere tra i progetti, tenendo fermo il Polo bibliotecario allora avrebbe un senso. Ma si può fare? Temo di no.

  12. pérvasion Scrive:

    Danke Luca, das weiß ich. Es geht darum, einen Prozess zu fördern. Getrennte Säle wird es geben, weil mehrere (meines Wissens drei) Bibliotheken im Neubau untergebracht werden sollen, für die unterschiedliche Institutionen (Landesabteilungen, Gemeinde…) zuständig sind. Natürlich wäre im Prinzip eine Bibliothekenfusion noch besser, andererseits kann man nicht verlangen, dass etwa Bozen auf eine Stadtbibliothek verzichtet, nur weil es die Landesbibliotheken beherbergt…

  13. Federico V. Scrive:

    Sig. Concer, “mi permetta” ancora non riesce a scordarsi il termine ” fascista” in questo caso la scalinata? Non credo e sono convinto che i cittadini non la vogliano conservare perchè è “fascista”. In tempi remoti si è detto: “abbiamo fatto l’ Italia ma non gli italiani”. In tempi odierni e nel “piccolo giardino suedtirolese o altoatesino e pure bolzanino” possiamo con tranquillità affermare ( come ha detto anche la Sig.ra Teresa) che tutto si è fatto per paura della destra……e poi si vedrà…….. Dispiace poi che il Sig. Concer ancora non comprenda quanta distanza esiste ancora in Bolzano fra i cittadini e la politica. La maggioranza dei cittadini di lingua italiana aveva espresso un desiderio ( suffragata dai dati elettorali) non è stato esaudito. Gli accordi sottoscritti dal patto Unione e SVP non sono mai stati chiaramente spiegati, perchè il motto era ed è tutt’ora : mai la destra al governo della città. Ma “santo Dio” io sono un semplice non un politco navigato ma da cittadino italiano di Bolzano avrei suggerito di lasciare fare, e adesso non ci ritroveremmo comunque a parlare di questioni etniche.

  14. Stefano B. Scrive:

    “PASCOLI” E BIBLIOTECHE

    Premetto che ho votato centrosinistra, e che non sono nazionalista. Frequento assiduamente le biblioteche (a volte quasi soletto: non tutte, in verità sono affollate, nella nostra città) e detesto le barriere architettoniche.

    Voi, classe dirigente del centrosinistra, vi siete cacciati in un brutto incastro che potevate evitare. Eravate prima quelli per cui “le-Pascoli-non-valgono-un vincolo-nel-concorso” (nota bene: al di là del vincolo della Soprintendenza provinciale, peraltro spesso ideologico e politicamente condizionato), poi siete divenuti quelli che “mettiamo-nelle-clausole-del-secondo-concorso-un-appiglio-per ricordare-il significato-dell’area” (un’idea museale come la casetta superstite delle Semirurali, col museo che peraltro non è mai nato), e da ultimo quelli che “chiediamo-una-moratoria-per-riflettere” perché avete finalmente capito di aver perso il contatto con la vostra base.

    In questa provincia c’è solo una politica facile e vincente: quella nazionalistica. La sanno fare bene le destre.
    Poi ce n’è un’altra, conveniente a breve ma elettoralmente suicida: la politica onesta, efficientistica ma (percepita come) compiacente verso il nazionalismo altrui (il caso Viola insegna).
    Più difficile è “creare ponti” senza passare per “traditori” della propria parte etnica, che è quello che andrebbe fatto. Credo lo dicesse Langer…

    Siete stati percepiti come politici del secondo tipo. Eppure… l’Eurac insegna che una costruzione “fascista” può essere modernizzata senza essere abbattuta, ed assumere un significato diverso da quello originario, alla faccia dei fascisti di ieri e di oggi.
    I segnali c’erano tutti. Il referendum su Piazza Vittoria insegna che gli italiani di Bolzano sono affezionati ad una “loro” storia e simbologia (ero per la “pace” anch’io; ma onestamente: sono solo gli italiani ad essere affezionati ai “propri” simboli nazionalistici? E il re Laurino davanti alla Provincia? perché non l’hanno rimesso alle passeggiate del Talvera?).
    Quale autolesionismo vi ha portati, avendo in mente il bel progetto della superbiblioteca interculturale, ad aggiungere un nuovo caso alle lagnanze che a torto o a ragione, nonostante la diversità di ciascun caso, accostano le distruzioni del cinema Corso, del ponte Druso, delle Semirurali, della FIAT, ecc. ecc.? Quale compiacenza vi ha fatto trascurare il “caso” Pascoli?
    Non sapete che da anni si dice che Bolzano si rinnova distruggendo UNA architettura? Non vi dice niente il plauso demolitorio degli Schuetzen (in teoria non avrebbero da gioire: la biblioteca interetnica non sarebbe la loro nemesi? ovviamente loro provocano, sperando che “non si faccia”). Come credete venga percepita la dichiarazione secondo cui la nuova biblioteca dovrà avere un carattere “tirolese” (che vorrà dire, poi? quante biblioteche pubbliche c’erano nel vecchio Deutschtirol? A Bolzano, che mi consti, manco una!).

    Ci voleva molto a prevedere il “caso”? I nemici della convivenza - tedeschi e italiani - stanno godendo. Sia quelli per cui “le Pascoli devono restare così come sono”, cioè niente biblioteca, sia quelli per cui “o così o niente, e se non vi va alziamo la Tessmann”, cioè niente biblioteca interetnica (illusi, peraltro: già ora la Tessmann ha molti lettori italiani). E voi nel mezzo, cascati come le pere.
    Ci voleva molto a mettere un vincolino prima, che ne so, a prevenire Italia Nostra, in tempi non sospetti? Potevate correre ai ripari anche dopo (la commissione del primo concorso aveva rilanciato, saggiamente, la palla alla politica) e invece vi siete inventati una formuletta così ambigua che non conservasse nulla e che ciascuno potesse interpretare a piacimento!
    E mo’ si scopre che il sotterraneo è del Comune, e che la destra farà un bel referendum - democraticissimo, incontestabile - del tipo “vuoi tu che il Comune ceda alla Provincia quell’area”? Chi credete che vinca?

    Le Pascoli - voi dite - in sé non valgono molto, e può anche darsi; sono un edificio minore, peraltro ben inserito nel contesto, la loro facciata curvilinea (non solo e non tanto la scalinata) dialoga con quella (pure curvilinea) del palazzo accanto (quello dove c’è la farmacia, per capirsi), e fa un certo parallelo con quella del Corpo d’Armata; sono concepite come un edificio minore, ma di un certo significato rispetto all’asse principale che è quello dei “nuovi” portici e del cinema Corso che non c’è più; hanno un senso in uno spazio ed in un contesto, insomma, per quanto di poco valore architettonico hanno un significato urbanistico.
    Lo spigolo vivo, ed il vetro dell’edificio in progetto, a mio avviso (non sono un tecnico, ma come cittadino dico la mia lo stesso) sono un tratto di rottura, non si armonizzano con gli edifici circostanti e tolgono una caratteristica al quartiere.
    Eppoi: per quella scuola ci è passata mezza città. Non basterebbe questo a farne conservare la facciata (vale anche per la pittura murale del “Carducci”; sarà distrutta e mi dispiace)? Non c’è abbastanza spazio nel retro per edificare qualsiasi cosa? L’architettura - che si impone a tutti i passanti - è solo affare di architetti e politici?
    A torto o a ragione, ancora una volta il centrosinistra rischia di fare la figura “dei saccentoni dei quartieri alti che non ascoltano il popolo”.

    Ma veniamo alle biblioteche. Per motivi di ricerca frequento, da anni, le biblioteche, non solo quelle della nostra città. Ed osservo qualche cosa che qui (quasi) nessuno nota. “Un polo bibliotecario per i tre gruppi linguistici” è la richiesta. Qui sembra (forse è) il massimo del progresso.
    Ma caspita, ma solo a Bolzano le biblioteche sono divise per “gruppi linguistici”! Come se uno stesso scaffale non potesse ospitare l’uno accanto all’altro libri in italiano, tedesco, latino o cinese?
    Capisco la Tessmann, che è nata tempo fa, quando c’erano equilibri da ricostituire e torti da colmare: ma a cosa serviva istituire la “Claudia Augusta”? nessuno s’è chiesto se fosse davvero il caso di far nascere una “biblioteca provinciale in lingua italiana”? Perché questo doppione, con quel titolo “italiana” così sfacciato? Per far concorrenza alla Tessmann, che di libri in italiano peraltro ne ha parecchi? Per un gioco di potere tra assessorati? Per soffocare la Civica, che di libri in tedesco ne ha molti anche lei? Non bastava, che ne so, una convenzioncina fra l’Assessorato provinciale alla cultura italiana ed il Comune, per potenziare la Civica? O tra i due assessorati, per potenziare la Tessmann?
    Eppoi: è possibile che i due assessorati della stessa provincia (cioè due braccia della stessa persona giuridica) non abbiano ancora unificato i propri cataloghi bibliotecari (cioè che la Claudia Augusta sia nata apposta con un sistema diverso da quello della Tessmann!?) Per non parlare dei cataloghi del Comune di Bolzano, dell’Università e degli altri comuni, ognuno a sé!
    Perché nel Trentino il catalogo comune con oltre un milione di record è una realtà da vent’anni, ivi comprese le biblioteche private, ecclesiastiche, comunali, provinciali, indifferentemente se italiane ladine latine mochene o cimbre?
    Perché nel Trentino basta una tessera sola per prendere a prestito libri in tutta la provincia, e qui no?
    Perché qui non c’è nemmeno un banale MetaOPAC che consulti insieme i diversi database? Neppure i due database della provincia!?
    A un lettore, a uno studioso, più che un grande edificio occorre sapere dove caspita si trova un libro per andarselo a prendere (in Trentino, poi, te lo spediscono gratis da una biblioteca all’altra, ma lasciamo stare, qui sarebbe fantascienza…).
    Ma qualcuno si è accorto che la Tessmann “non effettua prestiti interbibliotecari con l’Italia”, (testuale spiegazione della valkiria al banco delle informazioni), neppure a pagamento?
    Una biblioteca così “diversa” potrebbe arricchire il patrimonio librario nazionale e - viceversa - farsene arricchire con lo scambio, e si rifiuta di farlo!?
    Qualcuno si è accorto che la Tessmann non partecipa ai cataloghi bibliotecari italiani ma solo a quello austriaco (sebbene nulla le vieti di partecipare ad entrambi)?
    Qualcuno sa che i bibliotecari della Tessmann non collaborano con l’Associazione Italiana Bibliotecari, che cura un efficientissimo metacatalogo nazionale via web (MetaOPAC Azalai) compatibile con ogni sistema di classificazione, anche con quello “tedesco”?

    Eppoi: senza scomodare progetti grandiosi tipo Alessandria d’Egitto: ma uno di lorsignori è mai andato a vedere la biblioteca comunale di Trento? Un palazzo antico nel centro storico, trasformato (senza demolire alcunché, da parte di bravi architetti non “esibizionisti”) in una biblioteca con centinaia di posti, tre sale di lettura, uffici, un’ampia sala cataloghi, computer dappertutto, due sale per conferenze, ampi corridoi per mostre, un luminoso deposito a scaffale aperto ricavato (senza abbattere alcunché) in un vecchio teatro risparmiando persino il soffitto con gli stucchi, una biblioteca per ragazzi con tanto di spazio giochi, un’emeroteca coi sofà, un giardino ed un bar-caffè, il tutto per un patrimonio librario invidiabile - che Bolzano non avrà mai, viste le grandi raccolte trentine di testi antichi? Tutto questo sotto lo stesso tetto dell’Archivio storico comunale, in un palazzo antico, con un intervento modernissimo ma non visibile dall’esterno, estremamente rispettoso del pregresso e comunque nel totale rispetto delle norme sulla sicurezza e sull’accesso (nemmeno una barriera architettonica, per intenderci?), e poi con un personale gentile e preparato che qui a Bolzano - salve rarissime eccezioni - è un sogno trovare?

    Invece qua no, qua abbiamo la passione dei megaprogetti e poi non li sappiamo riempire. Vedi biblioteca universitaria: modernissima, efficiente, ma semivuota di libri e persone.
    Concludo, e propongo due soluzioni.
    La prima: prendete il progetto vincitore e costruite la biblioteca nell’areale ferroviario (non andrà mica tutto ai privati, vero?).
    La seconda: non aspettate il referendum della destra. Pigliate l’architetto vincitore, fategli fare un altro progetto, stavolta conservativo. Se lo pagate, non si opporrà :-)

    Ammettete che la politica talvolta può ascoltare “la base”; conservate la facciata fascista ma riempite l’edificio di intercultura. La destra crederà di aver vinto e invece, culturalmente, perderà.
    Quanto alle lamentele SVP, dite che loro - Magnago dixit - per la propria etnia, in caso di bisogno, avrebbero chiesto anche un elicottero a testa.
    Insomma: salvate la (vostra) faccia e la (nostra) facciata.

    Saluti, Stefano

    P.S.: se fanno il referendum non so proprio che cosa voterò: quasi quasi, stavolta, una lezioncina ve la do anch’io ;-)

    Con stima, in particolare all’arch. Bassetti e al dott. Concer

  15. Carlo B. (webmaster) Scrive:

    [nota in moderazione]

    Mi scuso per il ritardo.

    Red è Luigi Gallo. Non credo sia trascurabile.

    (nota scherzosa a Stefano B.)

    quale architetto Bassetti stimi? ;-)

  16. LucaC Scrive:

    Ottimo l’intervento di Stefano B. Alcune brevi chiose:

    1) “Quale autolesionismo vi ha portati, avendo in mente il bel progetto della superbiblioteca interculturale, ad aggiungere un nuovo caso alle lagnanze che a torto o a ragione, nonostante la diversità di ciascun caso, accostano le distruzioni del cinema Corso, del ponte Druso, delle Semirurali, della FIAT, ecc. ecc.?”
    Per rimanere in tema di paradossi, tipici di questa terra, si potrebbe ricordare che ad aver costruito sul Corso e sulla FIAT è poi stato un imprenditore “italiano”. Magari in materia di affari l’interetnicitià si è già raggiunta (anche se so che non è così)

    2) “sia quelli per cui “le Pascoli devono restare così come sono”, cioè niente biblioteca, sia quelli per cui “o così o niente, e se non vi va alziamo la Tessmann”, cioè niente biblioteca interetnica (illusi, peraltro: già ora la Tessmann ha molti lettori italiani).”
    In verità la Tessman non ha “lettori italiani”. Ha studenti di lingua italiana che frequentano la sala lettura perchè magari è più comodo di tante altre soluzioni. Ma la separazione e la natura di corpo estraneo si nota subito.

    3) “Capisco la Tessmann, che è nata tempo fa, quando c’erano equilibri da ricostituire e torti da colmare: ma a cosa serviva istituire la “Claudia Augusta”? nessuno s’è chiesto se fosse davvero il caso di far nascere una “biblioteca provinciale in lingua italiana”? Perché questo doppione, con quel titolo “italiana” così sfacciato? Per far concorrenza alla Tessmann, che di libri in italiano peraltro ne ha parecchi? Per un gioco di potere tra assessorati?”
    Temo sia proprio così. Magari fondendo le due biblioteche “italiane” e facendo della civica una specie di biblioteca “provinciale” italiana (magari a gestione mista comune-provincia) una soluzione ed una nuova sede si sarebbero già trovate da molto tempo.

  17. gabriele marcon Scrive:

    Sono d’ accordo con quanto scritto da Stefano.
    Si parla tanto di biblioteca interetnica, ma diciamoci la verita’ : l’ integrazione
    vera non la vogliamo.
    Altrimenti come si spiega che fin dalla scuola materna i bambini sono divisi,
    italiani da una parte, tedeschi dall’ altra. Nessun contatto. Orari per giocare in
    cortile diversi, di modo che non si contaminino. Orari in mensa diversi. Maestri separati. Feste separate. Squallidissimo.

  18. Fausto Concer Scrive:

    L’intervento di Stefano è, come sempre, illuminante e, paradossalmente o no, non fa che rafforzare la mia idea sulla necessità del Polo Bibliotecario. Non fa che confermare anche la mia convinzione riguardo lo squallore demagogico e occhiuto (perché all’interno di un piano nazionalista forte e preciso) dei “defensores” della scalinata fascista (questo è, comunque la si voglia adornare). Ritengo, tuttavia, oltremodo sciocco e autolesionista rispondere alle “trombe” delle destre con le nostre “campane”, per riprendere una nota immagine, avventurandoci in una guerra umiliante. Avrei comunque gradito dal mio sindaco e dalla mia maggioranza (anche) altre parole. L’idea del “si salvi chi può”, del “tutta la popolazione è contraria” (Sindaco, per favore….) e ancor più quella aberrante “roba da italiani”, mi mettono fortemente in crisi. Bisogna uscirne? Bisogna fare il polo! Qui segnalo il mio punto, il più importante, di dissenso col preziosissimo studioso Stefano B. Riporto testualmente quanto scrive:

    “A un lettore, a uno studioso, più che un grande edificio occorre sapere dove caspita si trova un libro per andarselo a prendere”.

    Se il problema fosse questo, o quantomeno solo questo, Stefano avrebbe ovviamente ragione. Basterebbe mettere seriamente in rete tutte le biblioteche e trovare una nuova sede alla civica (qualcuno/a si rende conto che è un’urgenza improcrastinabile? Troppo presi dalle scalinate…). Il punto è che il “grande edificio” non si fa, almeno così mi consta, per manie di grandeur, per narcisismo, o per speculare. Si fa perché, certo in maniera ancora del tutto insufficiente, un tabù venga infranto, perché si cominci a costruire una società multiculturale e pluriliguistica, realmente: non si può, non si riesce ancora, a partire dalle scuole? Si parta dalla biblioteca, luogo di crescita e civiltà per eccellenza. Non è solo questione che studenti italiani e tedeschi si siedano l’uno accanto all’altro (o all’altra!); questo già succede, grazie a dio, o a chi per lui. Il problema è che la nuova biblioteca sia riconosciuta e venga vissuta come il posto di tutte e tutti i bolzanini; un luogo di incontro e scambio; un posto, voglio calcare la mano, dove costruire la propria comune Heimat, nel senso di Heim (casa), aperta, senza confini. Per questo non può e non dovrà essere semplicemente un edificio, anche se l’edificio è INDISPENSABILE, ma un punto di partenza. In questo edificio, io credo, si dovranno avere sale per incontri, dibattiti e discussioni. Mi fermo qui, perché altrimenti si rischierebbe di incartarsi ancora nei soliti discorsi: la mia posizione, anche “tecnica”, credo che sia molto chiara. Ci tengo però a dichiarare che non sono un Attila dei “buoni e vecchi tempi”, coi loro corredi architettonici (anche se si tratta di scalinate fasciste, non certo dechirichiane…) e tantomeno sono un dirigista. L’assessore Bassetti, che ringrazio sempre della ospitalità su questo blog, può testimoniare che ho tentato personalmente di organizzare un dibattito pubblico con gli studenti e i professori delle Pascoli (al quale Silvano volentieri avrebbe partecipato), ma senza riuscirci; complici gli esami di maturità, l’imminenza delle vacanze estive e forse la non totale convinzione dei miei interlocutori delle scuole. Può anche testimoniare che avevo proposto che, dopo una prima “scrematura” tecnica di una commissione, i progetti migliori venissero proposti alla cittadinanza per un parere consultivo (e avrei voluto vedere una commissione non tenere conto di un parere consultivo dato a furor di popolo!). Bassetti mi spiegò che questo legalmente non era possibile in presenza di un concorso.
    Chiudo, consapevole che si tratta solo di un arrivederci su questo tema… e che le nostre intelligenze ce la mandino buona!
    Fausto Concer

  19. Monica S. Scrive:

    Ho seguito con grande interesse il dibattito sul Polo Bibliotecario attraverso i contributi apparsi sui vari blog; mi hanno colpita sia la varietà e l’originalità degli scritti, sia il grado di partecipazione della cittadinanza su tale genere di problemi.
    Prima di intervenire sull’argomento mi sono posta una domanda: per quale oscuro motivo una persona che non risiede a Bolzano (ma bolzanina d’adozione!) dovrebbe esprimersi su un argomento che non la riguarda da vicino? Credo che questa mia “distanza” emotiva dai temi in questione e il mio passato –non troppo lontano- di documentalista permettano alcune riflessioni.
    In primis: la costituzione un polo bibliotecario è un fenomeno complesso, che non può essere ridotto alla condivisione – per quanto utile – dei cataloghi, né ad una mera esigenza di aggregazione culturale (Stefano e Fausto docent).
    Inoltre, credo che anche la politica, prima di utilizzare l’argomento delle biblioteche come “bandiera” per inutili e sterili rivendicazioni identitarie (Pascoli sì- Pascoli no…) dovrebbe avere un’idea su cosa si intenda con il vocabolo “biblioteca”.
    Una biblioteca (o un polo bibliotecario) è prima di tutto un luogo: fisico, con caratteristiche tecniche precise, strutturato per essere fruito da un numero e da una varietà il più possibile vasti di persone.
    Questo è il punto: il cittadino-utente-lettore dovrebbe essere il nucleo fondamentale, colui che costituisce il punto di riferimento per orientare idee e discussioni.
    Un soggetto attivo (italiano, tedesco, ladino, extracomunitario, marziano… :-) ), che non si coinvolge unicamente con populistiche raccolte di firme (nella mia città, Savona, in passato, sono stati demoliti pregevoli “pezzi” architettonici ben più significativi, per motivazioni tutt’altro che nobili…), ma proponendogli una struttura che ascolta e fa proprie le sue esigenze e i suoi contributi, nella quale egli possa trovare un ambiente a lui congeniale, che gli offrirà servizi e strumenti culturali di alto livello.
    Tutto ciò è utopistico? Io non credo; almeno, ci spero (da futura abitante di Bolzano…)
    Monica S.

  20. Massimo Minighini Scrive:

    Bravo Fausto, il tuo intervento è ammirevole e si distingue da molti che abbiamo letto su questo (ma anche su altri) blog dove prevale il gusto di criticare sempre e comunque, a prescindere, o il solito evidenziare la sudditanza del centrosinistra al volere della SVP.
    Si tende spesso a trascurare l’aspetto più importante, quello che hai evidenziato tu: rischiamo di perdere una grande occasione per cominciare a costruire una società multiculturale e pluriliguistica. Certo, ci sono tanti altri problemi irrisolti (come quelli evidenziati da Marcon), ma non per questo dobbiamo rinunciare al polo.
    Quello che penso io è che chi ha promosso la raccolta di firme, innescato la questione “Pascoli”, ha saputo giocare molto bene le proprie carte, fare di una questione fondamentalmente banale (l’abbattimento di un brutto edificio e di una scalinata) un cavallo di battaglia, una formidabile propaganda utile ai propri interessi politico-elettorali. Conosco molto bene alcuni dei promotori e so come son partiti, alle prime notizie sul possibile destino delle Pascoli, per costruire una questione, un’altra “Piazza Vittoria”. Questo era unicamente ciò che interessava loro, e putroppo pare ci siano riusciti.
    La cosa triste è che, anche grazie a questa gente, ci ritroviamo in una città dove gli studenti sfilano per salvaguardare una scalinata ma non per dire basta ai bombardamenti alla popolazione in Iraq, a Beirut o in Israele.

  21. Fulvio Scrive:

    Metto le carte sul tavolo! scusate la mia concretezza e la mia scarsa capacitá politico-diplomatica ma di seguito debbo riportare alcuni passi del bando di concorso scaricabile integralmente dal sito:
    http://www.provinz.bz.it/hochbau/Bibliothekenzentrum/auslobungstext_i.htm

    “… Le tre biblioteche resteranno reciprocamente autonome, pur costituendo un’interfaccia
    possibilmente unitaria nei confronti dell’utenza. Fondamentalmente si sottolineano quesaspetti funzionali:…
    FABBISOGNO DI SUPERFICI E CICLO FUNZIONALE
    Per le esigenze di carattere generale si rinvia al Punto 28 del concetto funzionale conte-nuto nel testo di bando di concorso. Qui di seguito vengono descritti dettagliatamente i singoli spazi richiesti. …”
    e poi:
    “…. Il programma planivolumetrico è articolato come segue:
    1. Zona ingresso
    2. Zona prestito
    3. “Cuore„
    4. Centro informazioni
    5. Non-fiction
    6. Sezione locale
    7. Fiction
    8. Centro media per bambini
    9. Punto giovani
    10. Forum per le manifestazioni
    11. Magazzini a scaffale aperto
    12. Magazzini chiuso al pubblico
    13. Amministrazione spazi comuni
    14. Amministrazione Biblioteca Provinciale “Teßmann”
    15. Amministrazione Biblioteca Civica “C. Battisti”
    16. Amministrazione Biblioteca Provinciale italiana “C.Augusta”
    17. Appartamento custode
    18. Ripostigli e magazzini
    19. Garage
    20. Spazi accessori
    21. Superfici di circolazione

    Sono da tenere in considerazione le seguenti esigenze e relazioni funzionali:
    Zona ingresso
    01
    Le 3 biblioteche saranno dotate di una zona ingresso comune. Da questa zona avviene la distribuzione a tutte le zone accessibili al pubblico, il visitatore ha una prima visione d’insieme sui differenti servizi….”
    FATE ATTENZIONE AI PUNTI 13, 14, 15 E 16!
    allora mi domando e dico:
    ove sta l´interetnicitá!
    ove é la comoditá di usare una biblioteca “interetnica” se i comparti sono STAGNI (che un sommergibile fa brutta figura a confrono)! e devo uscire da un ambito per entrare in un altro
    ove é la razionalizzazione delle risorse e dei costi se anche le amministrazioni rimangono tre!
    … e poi si parla addirittura di una frequenza di 400.000 persone l´anno!
    io son daccordo con stefano: non li vedo proprio!!!

  22. LucaC Scrive:

    “FATE ATTENZIONE AI PUNTI 13, 14, 15 E 16!
    allora mi domando e dico:
    ove sta l´interetnicitá!
    ove é la comoditá di usare una biblioteca “interetnica” se i comparti sono STAGNI (che un sommergibile fa brutta figura a confrono)! e devo uscire da un ambito per entrare in un altro
    ove é la razionalizzazione delle risorse e dei costi se anche le amministrazioni rimangono tre!”

    Ma questo era chiaro a tutti sin dall’inizio…. O qualcuno pensava forse che in una provincia dove gli assessorati culturali e scolastici sono da sempre separati all’improvviso si sarebbe fatto veramente una biblioteca unitaria, anche a livello organizzativo…. Qui poi si aprirebbe un altro discorso, non solo di “posti”….. Il gruppo “italiano” cosa direbbe ad esempio se il direttore di questa unica biblioteca fosse “tedesco”? Andrebbe bene a tutti o si aprirebbero le solite polemiche…. e quindi la solita distribuzione dei posti con il bilancino.

    Questa separazione funzionale era insomma prevista e prevedibile sin dall’inzio. Ma non è per me una cosa che pregiudica in assoluto la possibilità di una biblioteca “interetnica”. La vicinanza fisica è infatti comunque una possibilità per contatti e scambi. E a molti fa paura già questo. Rendiamocene conto e vediamolo come primo successo. Che ci sia una separazione funzionale va pragmaticamente accettato. Chi è coinvolto nel progetto o è attivo politicamente ed afferma di avere creduto per un solo istante che fosse possibile il contrario mente sapendo di mentire.

  23. Silvano Bassetti Scrive:

    Il dibattito cresce di tono e di qualità. Per fortuna!
    Prima infuriava solo la polemica.
    Forse stiamo riprendendo la questione per i capelli: cresce il favore per il progetto culturale del polo; cresce la consapevolezza della strumentalità della polemica etnica, pur nella consapevolezza che il malessere identitario è comunque presente e pervasivo, dunque non ignorabile; cresce la propensione alla conservazione delle Pascoli anche da parte di persone superiori ad ogni sospetto di etnicismo (ho appena letto l’intervista del prof. Romeo su Tageszeitung); cresce la preoccupazione per la sconfitta del tutti contro tutti, del non facciamo nulla, dell’alziamo la Tesmann, …; cresce lo sforzo di trovare una via d’uscita.
    Considero positivo (e oggettivamente dialogante!) il fatto che Durnwalder, pur schiaffeggiando i bolzanini, ha rinviato la decisione …

  24. Federico V. Scrive:

    Semplice, o sepreferite semplicistica mia considerazione. Il Polo Bibliotecario ci vuole e lo dobbaimo fare, quasi tutti sono d’ accordo. Apprendo ora da alcuni Vostri interventi che anche in questa nuova sede biblitecaria, noi i nostri figli, i nostri nipoto eccettera avranno la possibilità di accedere a libri ed altro ma ……se non cambia qualcoa a “monte” ancora separatamente. Concludo sempre semplicisticamente: si faccia il “polo” ma si cominci “seriamente” a parlare di scuola e di educazione fin dalla scuola materna con nessun ostacolo politco ad una integrazione linguistica culturale ed altro altrimenti…..siamo alle solite.
    Buona gioranata a tutti.

  25. Ambrogio Trimalcore Scrive:

    Non capisco bene il problema essendo di fuori.
    Ma perché non fate la bibliotaca che avete mandato a concorso e che ha un suo vincitore? Quale è il problema? Non credo che una biblioteca sia tedesca, francese o messicana, ci sono dei libri, avete la fortuna di essere biligui e non vedo perché non ci possano stare libri di lingue diverse nello stesso posto.
    Sarò ingenuo e forestiero, ma se uno fa una biblioteca non fa mai male a nessuno, poi la gente la vede, gli piace e ci entra. Magari qualcuno legge di più e tutto il mondo va meglio.
    A proposito: pace

  26. Federico V. Scrive:

    Caro Ambrogio,
    proprio perchè sei di fuori di puoi anche chiamare “tricolore”. Se lo facessi io mi darebbero del nazionalista se non del fascista. Siccome anch’ io vado spesso ” fuori”, cose che quì vengono discusse non vengono capite. Se ascoltano si stupiscono che noi stiamo a perdere tempo su argomenti ovvi come di ci tu.
    La questione etnica checchè se ne dica non è stata risolta ancora, prova evidente anche questa discussione sul polo bibliotecario.
    Ciao e buona permanenza in Alto Adige …pardon Suedtirol.

  27. antonio testini Scrive:

    “Solo i cretini non cambiano idea” (Indro Montanelli)
    Appello e lettera (quasi) semiserie
    Nell’aprile del 2005, decisi di trattare il tema “ scuola “Pascoli” sulla scalinata insieme ad una classe dell’ Istituto Tecnico per geometri A e P Delai ed al Presidente di Italia Nostra, ing. Angelucci.
    Indicammo agli studenti l’importanza storica del complesso scolastico;sottolineai il concetto di conservazione contestuale così come lo intende Salvatore Settis e che vale la pena citare :” Una chiesa, un palazzo, è degno di essere conservato in sé, ma soprattutto in quanto appartiene ad una trama fittissima della quale è parte insieme a cento altre chiese e palazzi ( da Salvatore Settis, Battaglie senza eroi, Electa per le Belle Arti, p.269) Durante la discussione uno studente, riflettendo ad alta voce, mi disse: “Profe!, Dio quanto è brutta ‘sta scalinata!” Mi incazzai (in senso benevolo e dialettico, intendiamoci !) con lo studente,pur rispettando le sue idee. Mi incazzai perché perdeva la memoria storica della città e dei luoghi.
    Però, quel “Dio quanto è brutta ‘sta scalinata!” rimase depositato e scolpito nella mia memoria e coscienza. Sul momento rimossi e dimenticai quell’affermazione. Il 25 maggio, il Consiglio di quartiere di Gries San Quirino (ne ero Presidente) approvò una mozione in cui si chiedeva di non demolire la facciata e si invitava la Giunta comunale a farsi parte attiva perché “il progetto scelto tenga conto del contesto storico ed architettonico della zona” (mozione approvata all’unanimità)
    Nel 2005 il dibattito sembrava essere civile; poi si innescò la solita ossessione identitaria dell’italianità; poi cominciarono le manovre politiche tornacontiste e di ricerca del consenso (la destra fascista e non!) d’accerchiamento per affossare il polo bibliotecario; poi si scaricarono sulla scuola Pascoli le pagliacciate mediatiche ( i pittori; gli archivi e le fotografie da inviare al quotidiano”Alto Adige” per ricordare uno pseudo paradiso logistico-da vanità-del come-eravamo-belli, paradiso che non è mai esistito! Che palle!.. Forse nessuno ha notato che in quelle foto, v’erano pochi sorrisi degli studenti e degli scolari)
    Nel frattempo,percorrendo e spesso transitando, per motivi di lavoro, davanti al “Pascoli” cominciavo a vivisezionare quella scalinata. E quel “Dio quanto è brutta ‘sta scalinata!” cominciava a “lievitare” a crescere ed a montare d’ intensità nella mia coscienza. “Questa città mi chiedevo - è capace di assorbire la modernità urbanistica senza traumi ?” A Vienna, Hollein costruisce in Stephanplatz ” negli anni ’80 del passato secolo “Haas-Haus”:dibattiti, casini, contrasti, roventi polemiche.. : oggi è parte di Vienna. E “Loos Haus” (1910!)in Michaelerplatz (Hofburg)? Oggi è un esempio di nuova realtà urbanistica, non più contestata.
    Oggi, in alcune città europee e italiane si sta affermando quello che si definisce “l’intelligenza dei luoghi” ossia la funzionalità delle città anche nel saper recepire la novità e saperle inserire nell’ambiente circostante. In tal senso, a mio parere,la scuola Pascoli (e la scalinata, come è stato scritto, non è Trinità dei Monti e non si trova in Piazza di Spagna!) non ha alcun rilievo ed importanza urbanistica ed estetica. La biblioteca, invece, si inserisce, nel complesso urbano e “nell’intelligenza del luogo”, (nel polo scolastico, in zona centrale),appunto
    E dunque, amici del blog (che-se-ne-fregano del disagio; che-se-ne-fregano dell’italianità; che non hanno ossessioni identitarie; che se-ne-fregano delle etnie perché sanno di essere una minoranza illuminata) uniamoci per proporre l’abbattimento della scuola Pascoli, per eliminare la scalinata (”Dio quanto è brutta!”), e per prendere a calci (metaforici) coloro che attizzano il fuoco pericoloso della contrapposizione!
    Si accettano adesioni all’appello, anche una sola!
    Un caro saluto
    Antonio Testini
    p.s
    sabato parto per la mia Calabria. Una volta all’anno, per quindici giorni, posso finalmente immergermi (non solo nello stupendo Mare Jonio) in problemi più seri e non ascoltare più le note stonate e pazzesche (da pancia piena!) bolzanine. Poi, si rientrerà nella normalità, purtroppo….

  28. LucaC Scrive:

    Aderisco all’appello senza problema nessuno.
    A volte la paura di andare a vedere un bluff fa perdere partite che sarebbero solo da vincere. Se si ha paura di spiegare tante ottime ragioni solo per paura di perdere, ci si rende complici dei tanti che fomentano la contrapposizione sul nulla o poco più (e scusate la brutalità, ma la scalinata del Pascoli questo sono).

    Sarà il timore di piazza Vittoria…. Ma quella fu una cosa completamente diversa. Votai per il ripristino del nome pure io, perchè cambiare nome ad un simbolo (e piazza Vittoria lo è ben più delle Pascoli) significa tentare di rimuovere le questioni, invece che affrontare le cose per come sono.

    Vedo una grande paura di discutere apertamente di quello che è questa terra oggi, al di là delle solite cose demagogiche e di dotti quanto inutili articoli di fondo sul giornale.

  29. claudio b. Scrive:

    Conoscevo la citazione di Montanelli “Solo i cretini non cambiano idea”, e ho sempre pensato che potesse essere usata da chi, essendosi comportato come tale, volesse investire di tale aggettivo chi le idee le aveva sempre avute chiare e contrarie a chi, alla fine, è costretto a cambiarle. Insomma, è troppo facile chiudere un dibattito “da pancia piena” (effettivamente questa è l’unica cosa che condivido del lunghissimo intervento del signor Testini) con un aforisma. Vorrei alla fine sottolineare che è tipico però, proprio di chi ha la pancia piena, fare citazioni (addirittura riportare la casa editrice) e definire le azioni degli altri come pagliacciate. Non aderisco dunque all’appello che conclude l’intervento del signor Testini, in quanto in linea con un certa idea di maleducata superiorità che contraddistingue tutto l’intervento.

  30. antonio testini Scrive:

    Al sig. Claudio B. (che non si firma con il cognome):
    Maleducata inciviltà? Superiorità?
    Boom!
    Buone vacanze a Tutti
    Tonio Testini

  31. Carlo B. Scrive:

    Non intendo intervenire nel merito politico del botta e risposta bensì nel merito umano. Conosco Antonio Testini sudfficientemente bene e da abbastanza tempo per poter affermare che francamente di lui tutto si potrebbe dire e sostenere meno che sia maleducatamente superiore.
    Trovo inoltre e infine l’abitudine di documentare le proprio argomentazioni semplicemente necessario, doveroso e civilissimo. Addirittura la casa editrice? Manco ci avesse offerto quattro righe di equazioni sulla teoria cosmologica delle stringhe!?! La cultura e la corretta citazione sono civiltà, non incivilità, altrimenti finiremo tutti per credere che Roma sia stata fondata da Romolo e REMOLO!!!! (cit.) (appunto) (vi lascio indovinare di chi).

    Buone vacanze anche da parte mia.

  32. Samuele F. Scrive:

    Non conosco Antonio Testini se non dagli interventi che compaiono su questo blog. Che sono tutti legati da un triplo filo conduttore: la logorrea, la ridondanza e il piacere (esclusivamente autoerotico) di ascoltarsi e leggersi. Sulla questione Pascoli (come su tutte le altre questioni su cui il nostro si sia fin’oggi pronunciato) opera il filtro DS migliorista (corrente di partito in cui il nostro è politicamente attivo): cosa che mi pare spieghi tutto a meraviglia. Però: un pò di onestà intellettuale, alle volte….

  33. Carlo B. Scrive:

    Caro Samuele anche tu, non vorrai negarlo, fai parte del gioco delle parti. Così come tutti noi. Quello che si dice in area DS va sempre contestato. E’ sempre ignobile.

    E guai se qualcuno cambia idea, in quell’area.

    E se si cambia, la cambi anche tu per poter non essere d’accordo. Ma va bene così. La cosa è non solo lecita, ma diffusissima. Vedi Rifo e Pdci. E molto altro.

    Per tornare ad ‘Ntonio. Ognuno ha il suo stile. Nella vita e nella retorica. Non mi pare comunque che prolissità, eventualmente logorrea, siano sinonimi di maleducazione.

    Contestabile ovviamente anche questo.

  34. Federico V. Scrive:

    Cambiare idea si può ed in alcuni casi doveroso se traditi nelle proprie idee.
    Ma……..non esiste solo il porblema “Pascoli”…..fra non molto saremmo tutti costretti a parlare del problema ” Piani di Bolzano”.
    Areale si o no……sottopassi uno solo o tutti e due.
    Piazzale Chiesa ed eventuale relativo parcheggio.
    Sede di: APA, Unione Commercio, Bauerbund, Assoimprednitori, HGV ecc.
    Deposito carburanti: grande pericolo pubblico.
    Edificabilità e viabilità casuale e non controllata.
    Raccolta di 800 firme consegnate in circoscrizione di protesta di una situazione che nella primavera prossima potrebeb diventare intollerabile.
    Riunione per domani con rappresentanti ( io compreso ) della popolazione ( Piani Aktiv) per cercare di capire qualcosa.
    Saluti a tutti.

  35. Samuele F. Scrive:

    Caro Carlo, hai capito male. Quando il prode asesur ha voltagabbanato, pardon, cambiato idea sulle Pascoli, ha trovato in me un suo fiero estimatore. L’unico rimprovero che mi sono sentito di fargli è che su quattro settimane poteva mettercene tre e sei giorni di manco: ora più, ora meno. Quindi mai contro i DS per principio: almeno fino a che non cominceranno a voltagabbanare, pardon, cambiare idea più di una volta alla settimana. Circa l’altrettanto prode Antonio: amici comuni mi dicono che per conversare con lui è necessario dotarsi di contatempo. Hai presente quell’aggeggio che sta sui tavolini dei trofei internazionali di scacchi? Prolissità e logorrea sono sinonimo di maleducazione solo quando di un dialogo fanno un monologo (anche se non autoerotico) senza l’accordo con l’altra parte in causa.
    PS
    A ben pensarci, c’è una cosa che fanno i DS con la quale sono sempre d’accordo per principio: le litigate con la Margherita di Rutelli.

  36. Carlo B. Scrive:

    Dare del maleducato per una logorrea sentitadire (anzi accodarsi a chi del maleducato aveva dato…) è cosa che io non farei. punto.

    Riguardo al BelloQugnone siamo d’accordo. HipHip Urrà.

  37. Samuele F. Scrive:

    Chi si intrattiene con i blogs, deve evidentemente non aver un “tubo” da fare. Quanto dice tale Zelig sul muro vale ovviamente anche qui. E anche per me. Speriamo non siano (e di non essere) dipendenti pubblici.

  38. Carlo B. Scrive:

    bhè dai è il primo agosto e non mi sembra che in giro ci sia una enorme folla infastidita dal nostro chiacchiericcio. abbiamo poi trovato in pochi minuti due terreni di convergenza (il BelloQuagnone e il fancazzeggio), per cui mi pare ci sia anche dell’utilità. adesso ti saluto. almeno fino a stasera. ciao
    ps: lavoro in proprio

  39. Samuele F. Scrive:

    Tanto per non perdere la verve, ti riporto che mi racconta un amico di Pisa. “Da noi si dice che Margherita e DS sono come i ladri di Pisa: litigano di giorno per spartirsi il bottino che han rubato assieme di notte”. La linguaccia dei toscani….

  40. klaus Scrive:

    Ricordo una vecchia idea dell’assessora Baur Polo: spostare la scuola elementare in lingua tedesca Pestalozzi nello spazio libero fra via Alessandria e via Bari (dove peraltro è già prevista una scuola per l’infanzia e costruire sull’area della Pestalozzi in viale Europa il nuovo liceo classico Carducci. In questo modo si libererebbe tutta l’area Pascoli-Longon-Carducci per il polo bibliotecario. Perchè non provare????

  41. dedalus Scrive:

    samuele, mannaggia…

    tu ricorri a terzi per infamare un primo, ti attacchi a giudizi personali piuttosto che rispondere nel merito, ricorri a battutacce per “non perdere la verve”. una semplice domanda, perchè? ti sei mai chiesto perchè lo fai?

    perchè infamare antonio testini? dimmelo, ti prego, non lo capisco. perchè ds? perchè migliorista? perchè calabrese? perchè ricorre a citazioni? perchè scrive lunghi interventi una volta ogni tanto?
    e poi: perchè ricorri a termini come “prode assassur”? ti rende felice? il fatto di poter riccorre a simili epiteti sul blog di un assessore comunale per riferirsi all’assessore stesso, ti fa sentire importante? ti rende orgoglioso poterlo raccontare ai tuoi amici al bar?

    stop! già ti vedo lì che fremi sulla sedia.. stai già pensando a quali spiritosissimi aggettivi potrai ricorrere per etichettarmi nel prossimo intervento, a quali amici contattare per avere notizie sulla mia vita privata. sai che bello scoprire qualche losco affare , qualche inciucio (immagino ti piaccia tantissimo questa parola…) riguardo al figlio dell’assessore all’urbanistica…

    va bene qualche epiteto ingiurioso me lo puoi attribuire, te lo concedo. a patto però che tu mi dica chiaramente cosa non ti va bene dell’intervento di antonio testini. a patto che tu mi esponga la tua posizione riguardo alla questione pascoli. a patto che tu mi dica quale proposta lanceresti per risolvere la spinosa questione, se fossi tu l’attuale assessore all’urbanistica.

    affare fatto?
    marco b.

  42. Carlo B. Scrive:

    Antonio mi risulta sia pugliese (come me…) (io acquisito…)

  43. Samuele F. Scrive:

    Caro Dedalus, cosa dirti: mi sembri un tantino confuso: il verbo infamare significa qualcosa di ben diverso da quanto capisci tu e dalla gioviale presa in giro che dedico all’Antonio Testini. Medesimo discorso per epiteto: prode assessur (non assassur) è un soprannome a base satirica composto da un gioco sulla stessa parola. Prode (da Prodi) e prode al contrario, perchè, come già detto, di leonino ha gran poco, di volpone tantissimo. Il tuo papà, intendo. Non voglio deludere il tuo ego, ma le famiglie Bassetti in quanto tali non mi interessano, e non mi riguardano, per nulla: mi interessa invece, e moltissimo, sapere tutto di chi mi amministra e, purtroppo per me, decide in parte anche della mia vita. Rientrando in detta categoria il, per l’appunto, “prode assessur”. Riguardo alle Pascoli, se fossi l’attuale detentore dell’assessorato all’urbanistica, una soluzione l’avrei bella pronta. Ma dato che non lo sono, che si arrangi il titolare della carica: che è un “nostro dipendente” profumatamente pagato. L’unico modo per proporre una soluzione è fare il contrario di ciò che si fa qui ed in ogni bar della città: ovvero documentarsi, ragionare e decidere. In quest’ordine e per tempo.
    Ps
    Non vado mai al bar: le conversazioni dei comuni avventori mi danno l’orticaria.
    Ps2
    A proposito di promesse: caro assessore, pensa di riuscire a dare, come
    aveva solennemente e prodemente promesso, l’elenco delle cariche di
    (sotto)governo del comune comprensive di nomi, di aree politiche
    responsabili delle designazioni e di emolumenti entro questa
    legislatura?

  44. Samuele F. Scrive:

    Iniziamo a pascolare, ovvero partiamo dalla prima questione: documentarsi. Se non mi è stato spiegato male (non, se non ho capito male), le necessità principali sono due: ovvero, la Tessman è diventata piccola e la Civica piccola lo è praticamente sempre stata (al riguardo, qualcuno sa spiegare perché non si è fatto qualcosa prima per la civica?). Quindi pare che sia giunto improcrastinabilmente il momento di trovare una nuova collocazione ad entrambe: giusto fin qui?

  45. dedalus Scrive:

    samuele, non ci siamo ancora. riproviamo.
    riesci a rispondere a queste domande, senza ricorrere alla formula - vuota ed insignificante - “fare il contrario di ciò che si fa qui”, senza illustrarci ovvi metodi generali del tipo documentarsi/ragionare/decidere, senza sviare il discorso sugli “emolumenti”? dato che questo blog può servire anche per documentarsi, ragionare e poi eventualmente decidere, proviamo a ragionare?

    1) cosa non ti va bene dell’intervento di antonio testini?
    2) quale è la tua posizione riguardo alla questione pascoli?
    3) quale proposta lanceresti per risolvere la spinosa questione?

    non rispondermi di nuovo che tu hai la soluzione bella e pronta e che però non ce la dici perchè tu non sei l’assessore. come comune cittadino, mi puoi dire come la pensi?

    marco b.

  46. Carlo B. [webmaster] Scrive:

    riguardo agli incarichi di sottogoverno, rileggendo il blog (poderoso per quantità di commenti) si evince che la promessa è di essere informati in itinere delle nuove nomine di competenza comunale. nessuna promessa di elaborare e presentare una tabellina dello stato in essere. spiegati anche i motivi tecnici e di opportunità di questo impegno. sarò attento e vigile che questo impegno venga mantenuto. non posso invece vigilare perchè vengano mantenuti impegni non presi (seppur da qualcuno molto insistentemente riportati).

    liberi di non essere d’accordo (anzi automatico che chi non è mai d’accordo non sia d’accordo!) ma non si dicano cose non esatte. l’archivio dei post e dei commenti è liberamente consultabile, a riprova di quanto dico.

    prego tutti di attenersi al topic. come da abitudine e regole. grazie

  47. Silvano Bassetti Scrive:

    quelle delle nomine è talmente una fissa del nostro impagabile (e inappagabile) Samuele che mi verrebbe voglia di mandarlo a quel paese. ma il “prode assessur” deve essere paziente e allora ecco finalmente la notizia. Preparati Samuele che adesso ti dico tutto:

    SONO PASSATI OTTO MESI DALL’INSEDIAMENTO DELLA GIUNTA COMUNALE E LA MEDESIMA (TAPINA!) NON HA FATTO NEPPURE UNA NOMINA … NEPPURE UNA CAZZO DI NOMINA DI QUELLE BEN PAGATE CHE TANTO SFRUCUGLIANO IL NOSTRO SAMUELE. CIOE’ NIENTE SASA, AE, SEAB, ECOCENTER ecc. SEMPLICEMENTE PERCHE’ LE NOMINE SI FANNO QUANDO SCADONO LE PRECEDENTI E NESSUNA DI QUELLE E’ SCADUTA.

    Spiacente. Alla prossima nomina.

  48. Samuele Scrive:

    Caspita, che ruggito. Però duro d’orecchi rimane eccome! NON LE HO CHIESTO LE NOMINE CHE ANCORA NON CI SONO, LE HO CHIESTO QUELLE CHE CI SONO GIA’. Ho scritto in stampatello affinchè “senta” anche lei bene e chiaro.
    Non ha letto l’esito del sondaggio sull’inceneritore? La facevo più contento, oggi. O da superfavorevole (vedasi giunta Salghetti) ha voltagabbanato, pardon, cambiato idea? Ah già: le garanzie di salubrità che aveva chiesto…. Dio, che volpone! Ci crede che in un certo senso l’ammiro?

  49. Carlo B. [webmaster] Scrive:

    Fine. Argomento chiuso perchè lo decido io, webmaster e responsabile dei contenuti di questo blog.

    Samuele, scrivi all’altoadige. Scrivi che su questo blog c’è la censura didattoriale. Scrivilo anche su altri siti, forum e/o blog. La cosa veramente non mi tange. Appellati all’AIA. Scrivi al papa o al presidente.

    Sono stato via 3 ore (per lavoro, ma tu che fai?) e torno e ci sono una ulteriore manciata di messaggi, commenti, allusioni, simapticherie ecc.. Compresa una su altro e diverso blog, che nulla c’entra.

    Siccome sono stanco e sono un po’ nervoso perchè sotto pressione professionale ho deciso di concedermi un paio di giorni da censore antidemocratico. Come per altro la legge mi permette visto che il dominio è mio. MIO, nè dell’assessore, nè di fratelli e amici.

    Chiuso.

    Ripeto: siccome è tutto in linea, vai a cercare, non ti aiuto per malafede (naturalmente) e vedrai che la promessa era di dare conto delle nuove nomine, dei nuovi cda, dei nuovi compensi. Nessuna altra promessa. Neppure se agognata da te una cosa diventa automaticamente una promessa fatta da altri.

    Adesso sicuramente sarà così: ho manipolato le prove e i commenti e i post e quant’altro. E tu avrai ragione. Naturalmente.

    Ma francamente ho altro, di meglio e di più importante a cui dedicarmi.

    Arrivederci. Ma non prima del ritorno dalle vacanze.

    ps: pubblico il messaggio precedente a questo. una sorta di memoria digitale. ma è l’ultimo. giuro

  50. Luca Marcon Scrive:

    Mi inserisco nella discussione. Un pò di tempo fa l’assessore Bassetti dichiarò su questo blog che le informazioni circa le cariche di sottogoverno erano pubbliche, quindi potevano essere richieste da chiunque. Se mi spiega come, qui o all’e.mail rsu.com@virgilio.it, provvedo ad informarmi io e a trovare il modo di renderle note alla cittadinanza.
    Per inciso il sottoscritto, in qualità di esponente di Italia dei Valori, è stato nominato dalla giunta Salghetti membro del CDA di Azienda Energetica Trasmissioni (carica che scade nell’aprile del 2007) e percepisce un emolumento lordo di 236 euro al mese. Da cui vanno ovviamente detratte le tasse per il relativo ammontare.
    Cordialmente, Luca Marcon.

  51. oscar ferrari Scrive:

    ti rende orgoglioso poterlo raccontare ai tuoi amici al bar? Non vado mai al bar: le conversazioni dei comuni avventori mi danno l’orticaria.

    Altro che infamare il Testini o il Bassetti, qui si infamano gli avventori dei bar, categoria della quale faccio orgogliosamente parte. Per non essere off topic, dato che fra poco chiuderà il Sugar Reef, il “bar per tutti”, un posto dove nessuno spacca bicchieri per strada o esplica le proprie funzioni corporali al di fuori degli spazi consentiti, un posto dove si può ascoltare musica dal vivo senza disturbare nessuno, non vedo perchè quello spazio non possa, almeno temporaneamente, essere usato per allargare la biblioteca invece che per metterci la solita banca di cui pochi sentono il bisogno.

  52. Carlo B. Scrive:

    VI RACCONTO:

    siccome avevo voglia di perdere un po’ di tempo (che non avrei) ho cercato di capire se le nomine sono effettivamente segrete.

    allora ho aperto il sito del comune (www.comune.bolzano.it).

    nel menu a colonna a destra la sesta voce è DELIBERE.
    entrandoci, sempre a destra c’è vedi: DELIBERE ONLINE. E ci vado.
    Ci sono per anni le delibere di consiglio e quelle di giunta. Le nomine le fa la giunta ci vado.
    Scelgo il 2003 perchè secondo me è un anno in cui hanno fatto molte nomine di sottogoverno (bho!). Quindi 2003.

    decido una ricerca per OGGETTO DI DELIBERA e ci scrivo CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. Schiaccio ricerca e trepido…

    Delibere di Giunta 2003:
    18/02/2003 Nomina di un rappresentante del Comune di Bolzano nel Consiglio di Amministrazione della Società Fiera di Bolzano S.p.A. - 835/39170
    14/10/2003 Nomina di due rappresentanti del Comune in seno al Consiglio di Amministrazione dei Magazzini Generali - nomina di 1 revisore dei conti. - 1025/46355
    25/11/2003 - Nomina di due rappresentanti del Comune di Bolzano degli esercizi extralberghieri in seno al Consiglio di Amministrazione dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano.

    purtroppo però il riferimento dà accesso al solo riferimento esteso della delibera. A differenza che sul sito della provincia questi mafiosi corrotti non pubblicano i testi.

    Allora decido di telefonare (17.05) all’URP (ufficio relazioni con il pubblico) e sempre sul sito trovo il numero dello Sportello del Cittadino (0471 997 622).

    Telefono: “Vorrei una informazione. Ho trovato sul sito del comune delle delibere di giunta che vorrei poter vedere integralmente. Ho gli estremi. Si può?”.
    Altro capo:” Certamente è un suo diritto, però il testo integrale non è in internet. Deve fare richiesta all’Ufficio Delibere, in vicolo Gumer 1 e le faranno una copia delle delibere che le interessano”.

    CAZZO SI PUO’, ma io non ci voglio andare fino in comune.

    Provo allora a vederci chiaro (prendo la Fiera) e vado sul loro sito. E trovo, nei comunicati stampa (solita ricerca):
    27 febbraio 2003 (…) Da mercoledì, dunque, la societá fieristica bolzanina ha un nuovo Consiglio di Amministrazione composto da sette membri: il Presidente è sempre il dott. Gernot Rössler, i membri sono Gaetano Gambara, Herbert Fritz, Walter Meister, Dieter Steger, Giovanni Salghetti-Drioli e Benedikt Gramm. Sindaci sono stati nominati Enrico Callegari, Georg Mayr e Anita Thöni. (…).

    Cavolo, Salghetti si autonomina? Non ci vorrei credere.
    Allora decido di guardare lo statuto.
    E scopro che in CDA siede il Sindaco del Comune di Bolzano (che è socio della Fiera).
    Brutta storia.

    NON TUTTO LISCIO PERO’: alcuni enti non hanno il sito (i magazzini generali non li trovo). Toccherebbe andare proprio all’ufficio delibere. Abbastanza scandaloso, lo ammetto.

    Persa mezz’ora circa. Il resto del tempo necessario (temo molto ahimè) magari lo investe chi ha interesse ad avere il resto delle nomine in carica.

    Dei rinnovi speriamo (veramente, se no ci faccio io la figura di merda) ci dica l’assessore sul blog.

    CIAO A TUTTI

    ps: magari può iniziare Luca Marcon, se crede e vuole.
    ps2: degli emonumenti non c’è traccia, ma se avessimo la lista non credo che nessuno, interpellato non direbbe… (e se non dicesse sarebbe si grave)

  53. LucaC Scrive:

    Per tutte le cariche, provinciali e comunali, pubbliche e parapubbliche, con tanto di “origine” della nomina e relativi emolumenti basta andare in biblioteca e consultare le copie del Dolomiten di qualche mese fa, quando per vari giorni consecutivi ha pubblicato tabelle più che esaustive.

    Discussione che mi entusiasma poco peraltro…. Più che sapere se una posizione è stata occupata da una pedina bianca, rossa o viola, bisognerebbe chiedersi se l’organo in quanto tale e la sua composizione sono utili a far funzionare meglio l’ente a cui sono preposti e quale specifica competenza portano.

  54. Carlo B. Scrive:

    Luca ti ringrazio molto e sottoscrivo in pieno il secondo paragrafo.

  55. oscar ferrari Scrive:

    Riguardo all´intervento di Luca C. devo dire che anche un semplice elenco fatto di nomi, cognomi, carica ed emolumento andrebbe benissimo. Ci si potrebbe divertire scoprendo magari il figlio, la moglie o il nipote di questo o di quell´altro. Fare dei pettegolezzi, insomma. D´estate è bello.

  56. Carlo B. Scrive:

    Oscar, se qualcuno prende quei numeri del Dolomiten e trascrive le esaustive tabelle di cui ci parlava Luca, le pubblichiamo. E se ne esce una polemicazza estiva vuol dire che c’è del torbido. E quindi la polemica e il pettegolezzo ci stanno.
    Di persona personalmente non ho incarichi, ma magari un domani…

  57. LucaC Scrive:

    Per me comunque il punto rimane un altro…. E riguarda il fatto di parlare chiari e di essere trasparenti. Se le nomine sono “partitiche” la cosa può avere una sua logica ma andrebbe onestamente dichiarata come tale. Casomai la discussione sarebbe se tutti gli enti pubblici e parapubblici hanno veramente bisogno di un CDA di 10 persone o se basterebbe anche solo il management che risponde al livello polticio.

    Quello che mi infastidice è il richiamo assolutamente demagogico e fasullo alla “competenza” che viene spesso fatto. Il fatto di essere stati nominati rende automaticamente “competenti”. Guarda caso poi questi “competenti” sono sempre riconducibili ad un partito… ma sarà per l’appunto un caso. Ci si sente quasi in dovere di giustificare le nomine, che si sanno essere meramente politiche, con il fatto che la persona è “anche competente”. Sarà anche “competente”, ma questo fatto avrebbe dovuto essere accertato… Perchè magari ci sono tante persone anche più competenti che però hanno la colpa di non essere di questo o quel partito.

    Altrimenti diciamo con chiarezza che si tratta di nomine politiche, cosa che ci può anche stare, ma evitiamo la demagogia sulla “competenza”. Se l’elemento centrale è la competenza questa si individua tra un confronto tra più candidati, non per nomina diretta.

  58. Federico V. Scrive:

    Sono il più “semplice” del gruppo forse anche un il più ” ignorante”. Non ho capito tutto questo adoperarsi per difendere il “testini”. Io non lo conosco e forse toccehrebbe più a lui rispondere a chi lo “insulta”.
    Gli elenchi delle cariche promesse…delle sedie occuptate…distribuite. Qualcuno di Voi si illudeva forse di avere notizie più dettaggliate del recente o trascoso passato. Illusi. A livello locale e nazionale è ed è sempre stato che…chi va la “potere” le da ai “suoi”. Oltre Salorno una Giudice di Pace ha denunciato l’ accaduto e si è aperta una discussione “appassionata”. Ha usato forse un termine sbagliato od eccessivo “mafia” ma almeno ha…osato. Da noi neanche questo.
    Insisto su una mia puramente personale analisi, che in Alto Adige-Suedtirol non esiste una democrazia vera e compiuta. L’ SVP al momento detta le leggi, gli altri ancora troppo “piccoli” ci provano ma ottengono ancora poco. Noi italiani poi ci ” incasiniamo” e quindi i nostri rappresentanti vengono proposti in definitva dalla stessa SVP. Tornando al concreto e alle “Pascoli” il Comune ( Spagnolli) è soddisfatto perchè si è riaperto un dialogo con la Provincia. Scommetto sul risultato.
    Ma in città non c’è solo “Pascoli” l’ altra mattina abbiamo consegnato alla quasi tutta presente Giunta Comunale ben 800 firme di cittadini e lavoratori dei ” Piani” che non ne possono più. Certo a poche interessa questa vedo ( Vs. Blog”). Un quartiere che a volte no si trova nemmeno nelle “pientine stradali” comunali. !500 abitanti fra poco 2000 in balia di decisioni prese sulla “prorpria pelle” ecc. Grande sorprese comunqu il “ricevimento” offettoci, qualcuno l’ ha definito eccessivo se non di peggio.
    Gioranilisti, televisioni fin dalla nostra apparizione all’ entrata storica del Comune. Seguiti e ripresi mentre salivame le scale che ci portavano in “Sala di Giunta”…presenti Sindaco Vice Sindaco, Bassetti, Pagani e Ladinser. Ma cosa volevamo di più?
    Qualcuno di Voi sa dire on interveenire su una zona della città oggetto di tanta ( spero non simulata attenzione?

  59. dedalus Scrive:

    caro federico, non è tanto (non solo) “l’adoperrarsi per difendere il testini” che mi interessa. è il modus operandi: ad un intervento lungo, documentato ed articolato, che cerca di allontanarsi dalla ristretta situazione locale e localista per aprire una prospettiva più ampia, segue una serie di interventi che ruota esclusivamente attorno alla persona che propone la riflessione e non attorno alla riflessione stessa. un atteggiamento perlomeno poco cortese, me lo concederete, ma soprattutto sterile per la vita di questo blog e, di riflesso, di questa città.

    rimangono del resto delle domande - 1,2,3 - che attendono tuttora una risposta. questo è il topic, la questioni pascoli è fondamentale e deve essere risolta. non si tratta solo di un edificio da costruire, nè di una scalinata da conservare. si tratta di un grande passo nel processo di civilizzazione di questa tormentata terra. è vero, “non esiste solo il porblema pascoli”, ma è fondamentale parlarne e non sottovalutarlo.

    riguardo ai “piani di bolzano”. io ho frequentato per gran parte della mia infanzia i piani, sono andato lì alle scuole elementari, conosco tuttora persone che vi abitano, penso di conoscere un po’ problemi/potenzialità della zona. problemi che sono intimamente legati alla particolare collocazione del quartiere, potenzialità che si sono rese evidenti in questi ultimi anni: non solo case e palazzine per uffici vari, ma anche (in ordine sparso) il “Centro polifunzionale Premstallerhof”, un nuovo locale “fico e alla moda” (non ci sono mai stato, è una discoteca?), alcune importanti iniziative presso il capannone ex officine FS, il “centro d’accoglienza per profughi in transito” presso l’ex caserma Gorio e (perchè no?) quello che sulle prime era un semplice “pomfrittaro” - il “Kampill” - ed ora è vero e proprio luogo d’incontro della gioventù bolzanina…
    …tutti segni di un quartiere vivo, aperto al cambiamento, ormai fondamentale per gli equilibri globali della città; un quartiere molto diverso da quello che io frequentavo da piccino, quello perifierico, freddo e spoglio. sulla strada di questo processo di evoluzione c’è senza dubbio il progetto dell’areale ferroviario. ricordo che uno degli obiettivi principali - se non addirittura l’obiettivo principale - di questo progetto è proprio quello di strappare definitivamente il quartiere dei piani dalla posizione periferica in cui è stato confinato per troppo tempo e di garantire, di conseguenza, uno sviluppo razionale alla città nel suo complesso. questo è - ne sono convinto - il passo decisivo per fare rientrare definitivamente i piani di bolzano non solo nelle “pientine stradali comunali”, ma nelle sue dinamiche fondamentali.

    mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, federico.

    marco b.

  60. Carlo B. [wm] Scrive:

    [nota del webmaster]
    Il tenace Samuele ha introdotto due commenti. Come preannunciato ho deciso in maniera antidemocratica e violentemente censorea di NON approvare.

    Depurati delle varie “quelle che racconta sono balle o no”, “dormiva” e amenità simili (a cui S. ci ha abituato e per cui non pubblico) i commenti lasciano pensare che Samuele abbia utilizzato il metodo da me proposto per la consultazione delle delibere.

    A quanto pare le seguenti delibere riportano di nomine, di cui chiediamo ragione all’assessore:

    - Delibera di Giunta 367/39583 del 30.05.2006: nomina di un rappresentante del Comune all’interno del Consiglio di Amministrazione della Società Fiera di Bolzano Spa ai sensi dell’art. 23 dello Statuto Sociale

    - Delibera 70/42870 del 13/06/2006 rinnovo della nomina del collegio sindacale della SEAB Servizi Energia Ambiente Bolzano SpA

    PS: sulla nomina in Fiera, seguendo il mio metodo fino in fondo, si evince (dai comunicati stampa sul sito della Fiera) che il nominato è Luigi Spagnolli, in quanto è il sindaco che siede in CdA per statuto.

  61. Federico V. Scrive:

    Ciao Dedalus e grazie.
    Lasciami un po di tempo e mi farò vivo di nuovo sui “Piani”.
    A presto

  62. Federico V. Scrive:

    Ecc0 le mie proposte per i Piani:
    1. Nel prossimo e mi auguro “veloce” P.U.C. il caso “Piani” deve avere una priorità. Ferroplan si o no? Bassetti dice si Durnwalder dice si alcune “frange” SVP sono contrarie. Da questa scelta certa si può partire per individuare come uscire dall’ attuale stallo.
    2. L’ individuazione di aree ed altro edificabili residenziali dipende il futuro del quartiere che vuol dire: non come avviene adesso costruzioni residenziali a caso su fazzoletti, ed una viabilità conseguente sempre più confusa.
    3. Già deciso. I due sottopassi vanno potenziati. Tutte e due. Anche quello di Via Renon con la costruzione di una “pedociclabile”.
    4. Non sarà mai quartiere se non ci sarà una piazza. Questa è già stata iondividuata davanti alla Chiesa recentemente ristrutturata con sale riunione ed altro.
    5. Il parcheggio con un progetto già approvato che non parte è parte integrante della Piazza in quanto sorge sotto la pianta stessa. Il Comune addossa la colpa alla cooperativa ( della quale facevo parte anch’ io), ma la verità é: Il Comune vuole accollare le spese di demolizione di quanto esistente alla cooperativa. Assurdo perchè alla fine questi garage costerebbero di più di quelli a libero mercato, ed è per questo che molti soci stanno uscendo dalla cooperativa. Al riguardo esisteva un progetto per un piano, ma il Comune ne ha preteso uno nuovo per due piani. Ci siamo a suo tempo attiviti per chiedere adesioni ma senza risultati. Il Comune allora ha deciso di accollarsi la gestione del secondo piano. Va bene ma cosa si aspetta?
    4. Spostare definitivamente ( pericoloso ) il deposito carburanti in Via Macello.
    Attualità: Dedalus tu mi parli di “esistenti” e in qualche modo aggreganti:
    In ordine sparso:
    1. Palazzine per uffici. Sono palazzoni: Sede dell’ Unione Commercio e Servizi. sede dell’ APA, sede del Bauerbund, sede dell’ Assoimprenditori, sede della “HGV” e per ultimo sede di assessorati provinciali. In giorni feriali occupati quando arriveranno i porvinciali da circa 1000 persone quasi tuttte provenienti dalla Provincia………viabilità dove sei?
    2.
    Imbiss “Kampill”: ritrovo di giovani, operai nell’ intervallo del pranzo, di sera, meglio notte inoltrata giovani provenienti dalle discoteche, Va bene comunque. La sai la storia? Doveva essere una “barachetta” con aggiunte continue si è trasformato in un ristorante un pò particolare ed in parte abusivo. Una ordinanza di Salghetti invitava a certi interventi. Pichler Rolle Vice Sindaco ( si dice l’ ha salvato ). Attualmente ( sempre si dice ) in Commissione Edilizia è depositato un progetto di una costruzione in muratura vera e propria. Sicuramente , visti gli zii e parenti verrà conmcessa la licenza edilizia.
    3. Premstallerhof. Ottima cosa l’ aveva chiesto il qurtiere ( pardon pseudo quartiere) con annessi giardini. Bene ed approvato. Prova a farci una visita Dedalus e vedrai in quale degrado si trova per vizi di costruzione e cattivo mantenimento da parte degli utilizzatori stessi. Peccato.
    4. Moderna discoteca. Forse una volta adesso è un “Night Club” “spinto con poliziotti che stazionano davanti oltre una certa ora, con “donnine” che girano fuori lungo le vie adiacenti sul ponte ecc.
    5. Centro di prima accogliena. Ci voleva ed è giusto. Li abbiamo portati via dai giardini della stazione. La Porvincia ha pagato e costruito questa palazzina ricavata da residue costruzioni militari( c’erano le caserme prima).Siamo ospitali noi dei piani. Prima abbaimo ospitato tossicodipendenti, rifiutati dagli altri quartieri ( noi ne avevamo solo due da seguire) adesso questa comunità che all’inizio ha creato problemi anche seri. Ma come ho detto siamo ospitali. Un pseudo quartiere ( manca la piazza e tutto il resto, ma molto sociali. Dimenticvo: ospitiamo anche nomadi ormai stanziali, perchè abusivamente si sono cotruiti un villa recintata in barba alle ordinanze ( sempre Salgheti), su di un terreno che doveva essere parcheggio per i primi insediamenti artigianali (1985).
    6. Capannoni ex officine F.S. per manifestazioni. Va bene anche questo. Si decida però se per il futuro dovranno rimanere capannoni o diventare qualcos’ altro. A proposito penso tu sia a conoscenza che esiste un progetto per costruire anche una “multisala”. Bene anche questo fa aggregazione. Ma quando si pensa ad una farmacia? Attualmente siamo in 1500 fra poco 2000 abitanti. Locali ce ne sono e liberi.
    Conclusioni: non ti sembra ci sia un pò di confusione progettuale su questo “pseudo quartiere”. Se mi ricordo bene il poco latino che ho studiato definirei i piani: “Rfugio Peccatorum”.
    La Circoscrizione è più attenta ai probelami del centro che non dei piani. Il resiscitato comitato “Piani Aktiv” con il depisito delle 800 firme sul sottopasso, cercherà di portare avanti le istanze degli abitanti dei piani.
    Ciao e buon ferragosto.

  63. Sergio B Scrive:

    federico v., lavorando ai Piani molte cose che sostieni sono più che condivisibili! A partire dalla necessità di accessibilità sicura sopprattutto per bici e pedoni. Sul premstallerhof: lo stato di degrado c’è e noi che li ci lavoriamo siamo preccupati dell’inerzia generale: purtroppo come spesso accade i contenziosi post appalti pubblici tarpa la buona volontà dei singoli.
    (per amor di precisione alla ex caserma gorio c’è il centro profughi non la prima accoglienza che è al conte forni in via renon)

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