02 NOTA BIOGRAFICA Silvano Bassetti

(la foto è autentica. nota del webmaster)

Sono nato in piccolo paese del Trentino nel dicembre del 1944 da una famiglia di origine contadina, trasferita poi a Bolzano subito dopo la fine della guerra. Da allora vivo a Bolzano. Sono sposato con Renata dal 1969 e abbiamo due figli: Carlo, laureato in architettura, vive e lavora a Venezia; Marco, laureato in filosofia, sta terminando i suoi studi in semiotica a Bologna.

Ho vissuto la Bolzano della “ricostruzione” come l’hanno vissuta migliaia di famiglie operaie negli anni del dopoguerra. Ho passato la mia prima infanzia in una casa bombardata di piazza Parrocchia, occupata abusivamente da un gruppo di immigrati “senza casa”. Da lì ci hanno spostati in una “casa per sfrattati” a Oltrisarco, per poi passare nella “casa del Comune” di via Trento … Ho cominciato le elementari alle Tambosi e le ho finite alle “Regina Elena” (solo più tardi ri-dedicate al padre Dante); le medie le ho fatte alle Longon (che erano le uniche). Ho passato le mie vacanze estive alla colonia Dodici Stelle di Cesenatico, quando nel menù c’erano ancora le gallette e il formaggio giallo “dono del popolo americano”. Sono cresciuto insieme alla città e, benché figlio di operai, ho potuto accedere al liceo, lo Scientifico Torricelli (che era in via Cadorna, ai tempi del mitico preside Colonna e dell’ancor più mitico bidello Dalligna). Mi sono formato, come tutta la mia generazione, nell’oratorio di via Vintola; ho fatto i campeggi con don Bruno Benedetti; ho militato della Gioventù dell’Azione Cattolica, fino a diventarne dirigente diocesano nei primi anni 60.

Nel ‘63 sono andato a Milano per studiare architettura. Ho studiato molto, ma ho anche lavorato (perché dovevo mantenermi) e ho imparato a “fare politica”. Ho operato inizialmente negli organismi rappresentativi come esponente della Intesa Cattolica (di cui sono stato l’ultimo segretario nazionale), poi nel Movimento Studentesco, vivendo intensamente la stagione del Sessantotto e quella successiva dei movimenti extraparlamentari, culminata nella militanza in Lotta Continua, di cui ho condiviso l’intera esperienza anche con un ruolo nazionale, fino al suo esaurimento. Di quella stagione della mia giovinezza porto i segni indelebili di una formazione umana, culturale e politica che considero tra le cose più preziose e care della mia vita. Non me ne nascondo gli errori e le contraddizioni tipici di una transizione epocale, ma non ne rinnegherò mai gli ideali di libertà, di giustizia e di solidarietà che ne hanno costituito la molla essenziale.

Mi sono laureato 1969 e sono ritornato nella mia città portando con me l’intero patrimonio di formazione culturale e politica maturato nell’esperienza milanese. Ne è derivata una lunga attività in cui la libera professione e la politica si sono intrecciate. Mi sono iscritto all’Ordine degli Architetti e mi sono impegnato nella gestione della categoria professionale, diventando vicepresidente dell’Ordine, per il quale ho fondato e diretto fino al 1992 la rivista TURRIS BABEL. Contemporaneamente, facevo politica senza mai iscrivermi ai partiti storici di cui contestavo l’insufficiente capacità di incidere sulla realtà.

In questo quadro di professionalità e con queste prospettive di impegno civile, ho svolto per trenta anni l’attività di architetto libero professionista. Mi sono occupato prevalentemente di pianificazione del territorio, del paesaggio e dell’ambiente, svolgendo incarichi pubblici di consulenza, di ricerca e di progetto per numerosi enti locali.

Mi sono così conquistato una buona reputazione di studioso ed esperto nelle tematiche territoriali, paesaggistiche, ambientali ed eco-economiche tipiche dell’area alpina, in rapporto con numerose istituzioni scientifiche (EURAC di Bolzano, CIPRA, INU, Università di Trento, Venezia e Milano) per le quali ho prodotto un’ampia attività scientifica. Sulle stesse materie ho svolto attività seminariale e di docenza in numerosi corsi di formazione specialistica (FSE, Kantea, Cassa Edile, ITG e altri istituti superiori di Bolzano). Ho pubblicato studi, saggi e articoli su varie riviste (Edilizia Popolare, Casabella, Urbanistica, Urbanistica Informazioni, Baumeister, Turris Babel, Atlas), in atti di convegni e in pubblicazioni scientifiche.

Coltivando le discipline dell’urbanistica e della pianificazione territoriale ho progressivamente scoperto la necessaria contiguità della mia vocazione professionale e civile con la politica praticata negli enti locali, soprattutto a livello comunale. Ho contribuito allora alla fondazione a Bolzano di una sezione locale dell’ INU - Istituto Nazionale di Urbanistica, che rappresenta il fronte più avanzato dell’urbanistica democratica, impegnato nell’azione di pianificazione del territorio secondo i principi dell’equità sociale e della sostenibilità ambientale. Dell’INU sono stato per molti anni consigliere nazionale e presidente provinciale. E per l’INU dell’Alto Adige ho fondato e diretto la rivista ATLAS, che da 15 anni costituisce un significativo laboratorio di analisi e di proposte per l’urbanistica locale.

Il passaggio da questa esperienza alla politica è diventato quasi automatico. A metà degli anni ’90 mi sono iscritto al partito dei Democratici di Sinistra. E’ stata una scelta dettata da elementi di sintonia ideale e di convergenza programmatica, peraltro intimamente e laicamente coerente con il quadro di valori cristiani ai quali continuo ad ispirarmi. Dello schieramento democratico-riformista i DS mi sono apparsi il partito meglio attrezzato ad una interpretazione avanzata ed innovativa della complessità sociale contemporanea e il più propenso ad affermare un programma autenticamente riformatore.

A partire dal ’94 mi sono dedicato ad un settore del disagio sociale che cominciava a costituire la nuova emergenza urbana e la nuova frontiera della solidarietà: gli immigrati extra-comunitari. Attraverso l’ABAS ho svolto attività di volontariato occupandomi, tra l’altro, della gestione del Villaggio della Collina Pasquali. Da questa esperienza ho imparato a conoscere a fondo la condizione dei migrantes e la complessità dei processi di integrazione, necessari e possibili.

Candidato per la prima volta alle elezioni comunali del 2000, sono stato eletto in Consiglio Comunale e sono stato chiamato dal Sindaco Salghetti a far parte della Giunta come assessore all’urbanistica.

Ciò che ho fatto come assessore negli ultimi 5 anni è sufficientemente noto e può essere direttamente giudicato dai cittadini di Bolzano