05 PROGRAMMA il programma completo di Gigi Spagnolli, candidato sindaco di centro-sinistra

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Elezioni amministrative 6 novembre 2005
Comune di Bolzano

PROGRAMMA AMMINISTRATIVO
del candidato Sindaco LUIGI SPAGNOLLI

- IL RUOLO DEL CAPOLUOGO
- L’IMPORTANZA DEI QUARTIERI
- CITTADINE E CITTADINI PROTAGONISTI

GLI IMPEGNI PROGRAMMATICI
- LE POLITICHE SOCIALI
- LA CASA A BOLZANO: VECCHI E NUOVI BISOGNI
- LA MOBILITÀ E I TRASPORTI
- IL TERRITORIO E L’AMBIENTE
- ECONOMIA, LAVORO E POTERE D’ACQUISTO
- CULTURA, IL PIACERE DEL CONFRONTO
- PARI OPPORTUNITÀ
- SCUOLA E FORMAZIONE
- GIOVANI, SPORT E TEMPO LIBERO


IL RUOLO DEL CAPOLUOGO

L’art. 118 della costituzione, recentemente modificato, assegna ai Comuni una dignità pari a quella degli altri Enti Locali, nell’ambito delle rispettive competenze. Grazie alla nostra autonomia, il referente istituzionale del Comune di Bolzano per quel che riguarda l’attuazione di tale norma è la Provincia: il
Comune richiede pertanto con forza alla Provincia il riconoscimento di tale nuovo ruolo, proponendosi come modello sperimentale per gli altri comuni.
Bolzano deve poi stimolare la valorizzazione del ruolo del Consiglio dei Comuni, ad essere partecipe attiva delle iniziative del Consorzio dei Comuni.
È assolutamente evidente, che una Città Capoluogo con un forte ruolo di partner per gli altri enti pubblici (Provincia, Comuni, ecc.) è d’importanza fondamentale anche nell’ottica di una sana evoluzione dell’autonomia della nostra Provincia.
Bolzano si trova dunque nel pieno di una fase di rivendicazione e di conseguimento di una maggiore presenza nelle decisioni che la riguardano, in particolar modo nel settore della pianificazione del territorio, e successivamente, a cascata, nelle altre forme di pianificazione (delle attività economiche, della mobilità, dei servizi alla popolazione, ecc.) e nella gestione dei servizi che interessano la sua popolazione ed il suo territorio. Non è più pensabile che la pianificazione strategica che ci riguarda sia pensata ed approvata senza un’attiva partecipazione della città!
Alla Provincia viene inoltre espressamente richiesto un confronto preliminare su tutti i temi che riguardino la città. Va, infatti, riconosciuto alla città di Bolzano il carico di responsabilità legate alla presenza, nel suo territorio, di impianti e strutture d’interesse sovracomunale, e va evidenziato il ruolo dell’Ente Comune come garante dell’efficienza dei servizi pubblici.
La crescita della nostra collettività e dei gruppi linguistici che la costituiscono avviene insieme, e non per riserve separate; il riconoscimento del ruolo del Comune Capoluogo è un segnale importante per la crescita dell’autonomia di tutta la nostra provincia.
Tutto questo percorso passa inevitabilmente attraverso la mappatura delle risorse esistenti e l’individuazione di quelle ancora necessarie. Queste ultime dovranno essere trasferite in piena aderenza al disegno di distribuzione sussidiaria dei compiti e delle funzioni pubbliche.
Bolzano infine racchiude al suo interno le comunità di madrelingua italiana e tedesca più numerose della Provincia, è significativa la presenza di cittadine e cittadini di madrelingua ladina e inoltre ospita la gran parte delle persone immigrate in Alto Adige per motivi di lavoro. In quanto Capoluogo, poi, accoglie quotidianamente flussi sempre maggiori di city user (persone che vengono in città per motivi di lavoro, di studio, di affari di consumo, di svago e di soggiorno). Aumentano quindi i servizi richiesti
alla città, che allo stesso tempo diventa sempre più un bacino dinamico di convivenza ed integrazione, la cui evoluzione determina importanti influssi su tutto il sistema dell’autonomia. Anche in ragione di questa particolare specialità va ribadita l’istituzionalizzazione a cadenze regolari del tavolo paritetico
fra le Giunte, quella comunale e provinciale.

L’IMPORTANZA DEI QUARTIERI
Bolzano è una città che racchiude elementi peculiari ed affascinanti così come l’intera nostra autonomia che suscita interesse e richiama studiosi e politici da tutto il mondo. I talenti, le informazioni e gli elementi di criticità della nostra comunità municipale sono diffusi in tutto il tessuto cittadino, e così lungo l’intera rete cittadina deve svilupparsi l’azione di governo, riequilibrando sistematicamente i diversi bisogni che le diverse parti della città esprimono quotidianamente, attraverso un impiego
selettivo delle risorse che sappia innalzare la qualità della vita in maniera uniforme.
La grande intuizione di costruire una forma nuova di partecipazione delle cittadine e dei cittadini al governo della città ha portato alla costruzione delle Circoscrizioni. Bolzano è in questo campo il riferimento in tutta la Provincia di Bolzano. Proponiamo di rilanciarne ed innovarne la funzione, dotandole di competenze e risorse certe, affinché le cittadine e i cittadini ritrovino in essi uno snodo esaustivo per tanti bisogni e necessità espresse. Dovranno diventare, nel processo di avvicinamento tra Amministrazione e Cittadina e Cittadino dei veri e propri presidi istituzionali che possano convogliare in istanze partecipative e democratiche i bisogni e le esigenze dei quartieri.
Particolarmente rilevante deve essere il ruolo delle Circoscrizioni per la “promozione sociale” del territorio, la lettura dei bisogni, la progettazione di risposte adeguate e la facilitazione dell’accesso alla sanità ed ai servizi sociali.
In questi anni sono nati numerosi comitati di cittadine e cittadini: questi rappresentano uno snodo importante per favorire l’osservazione dei fenomeni e la loro appresentazione verso le istituzioni cittadine. Una parte delle istanze di cui si sono fatti promotori i Comitati dovrà essere convogliata nei processi di rappresentanza istituzionale decentrata, l’altra parte dovrà essere iscritta in nuovi modelli partecipativi che avranno il compito di coniugare la funzione di denuncia con la responsabilità della coprogrammazione e scelta delle soluzioni.
Coerentemente al riconoscimento di un ruolo fondamentale in capo alle Circoscrizioni ed ai quartieri che rappresentano il primo livello di organizzazione e costruzione delle relazioni sociali, verranno ulteriormente potenziare le iniziative che portano la sicurezza vicino alle cittadine e ai cittadini. Il ruolo dei vigili di quartiere sarà quindi sempre più quello di mediatori sociali che operano a contatto con la popolazione sul territorio e sono in grado di operare rapidamente sulle loro segnalazioni e di fare da
tramite con l’Amministrazione.

Valori, principi e metodi:
Il decentramento è una risorsa fondamentale: consente una più incisiva partecipazione istituzionale dei Cittadini e delle Cittadine attraverso le Circoscrizioni alle scelte di governo, genera un prezioso bacino di informazioni per il decisore politico, individua più efficacemente le priorità ed i momenti di criticità nei quartieri, favorisce un raccordo più efficace tra le politiche sociali e sanitarie ed i reali bisogni della popolazione ed aumenta la condivisione delle scelte. Bolzano attiva tutti i suoi centri istituzionali favorendo il decentramento ed il trasferimento di risorse e competenze secondo il modello più evoluto di gestione sussidiaria delle competenze municipali.

Le misure concrete:
1. Instaurare un nuovo rapporto con le Circoscrizioni: attraverso forme di bilancio partecipato responsabilizzare le Comunità circoscrizionali rispetto alla tutela e la promozione di interessi locali. Promuovere l’inclusione delle istanze diffuse che oggi si esprimono spesso con la costituzione di Comitati spontanei all’interno dei circuiti di rappresentanza istituzionale decentrata.
Continuare a promuovere l’accesso e la partecipazione ai procedimenti amministrativi e sperimentare forme di istruttoria pubblica. Sviluppare il raggio di azione e la profondità di intervento dell’azione delle Circoscrizioni secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. In particolare si favoriranno interventi di promozione culturale decentrata e si doteranno le Circoscrizioni delle risorse per costruire un più stretto legame territoriale con le associazioni ed i corpi intermedi particolarmente attivi all’interno dei singoli quartieri.
2. Concertare con le Circoscrizioni gli interventi sul quartiere: compatibilmente con le linee guida della già intrapresa riorganizzazione degli interventi comunali ed in piena aderenza al preciso impegno di abbreviare i tempi delle procedure e degli interventi sul territorio con particolare riferimento ai lavori pubblici, si coinvolgeranno le Circoscrizioni nella programmazione e nella gestione degli stessi.
3. Garantire una città sicura e solidale: la promozione della sicurezza delle cittadine e dei cittadini è uno degli impegni strategici per l’Amministrazione Comunale. La qualità della vita e la vivibilità di un quartiere sono tematiche che quotidianamente investono la cittadina e il cittadino e le sue scelte e dipendono sempre più dal senso civico e dalle occasioni di partecipazione alla vita delle città. L’azione del Comune, che si richiamerà all’esperienza maturata con il progetto “Bolzano città sicura e solidale”, si fonderà su un programma di politiche integrate di sicurezza urbana, da attuare anche in collaborazione con i Consigli di Circoscrizione, con lo scopo di promuovere la fruizione degli spazi pubblici, prevenendo le azioni illecite e creando i presupposti per soccorrere rapidamente coloro che eventualmente ne fossero vittima. Molto importante è la manutenzione
dello spazio pubblico ma anche il suo utilizzo da parte della collettività, la sua illuminazione, la sua conservazione, la partecipazione degli abitanti, attraverso iniziative sociali e di relazione solidale, nella gestione degli spazi di aggregazione e dei parchi pubblici. La presenza attiva sul territorio riduce le occasioni di vandalismo e lo sviluppo di attività criminose o di grande disturbo. Per questo motivo vanno evitate barriere fisiche che possano ostacolare la comunicazione e l’accesso negli spazi pubblici e va favorita la presenza nel quartiere di sedi, di servizi e di attività capaci di favorire le relazioni tra le persone. Un parco e uno spazio verde ben curati hanno anche effetti benefici sulla salute di chi li frequenta, in termini di rilassatezza e di diminuzione di stress.
L’arredo, il design, l’illuminazione, la formazione degli spazi pubblici condizionano la loro successiva utilità sociale ed è importante che le cittadine e i cittadini del quartiere e della zona siano direttamente coinvolti nella loro progettazione. Sempre in quest’ottica sarà potenziata e ulteriormente qualificata la figura del Vigile di Quartiere.

CITTADINE E CITTADINI PROTAGONISTI
Accanto alle Circoscrizioni vogliamo promuovere nuove forme di partecipazione delle nostre concittadine e dei nostri concittadini. Bolzano è ricca di un vasto tessuto associativo, nel campo economico, sociale, culturale, ricreativo e sportivo.
E’ uno dei valori aggiunti più significativi della città. Ogni scelta che riguarderà l’attuazione di progetti decisivi per il futuro della città dovrà avvenire con la partecipazione di questi soggetti, partendo dai temi che riguardano il bilancio pubblico, l’urbanistica e le infrastrutture portanti. Scriveremo insieme le regole per dare certezze e garanzie alle procedure partecipate, ma occorre un vero e proprio salto di ordine culturale. Non deve essere solo un segmento dell’amministrazione ad occuparsi di partecipazione, ma l’insieme delle struttura tecnica, organizzativa e politica del Comune.
In quest’ottica il metodo partecipativo trova una puntuale declinazione lungo tutto il programma e diventa un criterio e principio fondamentale dell’azione di governo.
Occorre inoltre riaffermare che l’intera comunità sarà più forte e più sicura se saprà affrontare le sfide del futuro affermando valori di solidarietà, dialogo fra le culture, garanzia di uguali diritti e doveri. Le politiche di inclusione e di accoglienza, soprattutto delle cittadine e dei cittadini migranti, dovranno
fondarsi sul riconoscimento della persona come portatrice di pari diritti e doveri e di opportunità di accesso ai servizi. Grazie alla Consulta per gli Immigrati Bolzano si è dotata di uno strumento efficiente e moderno per favorire un costruttivo dialogo, l’impegno è così rivolto verso un costante ampliamento dei momenti di confronto sui quali fondare il principio di civiltà che diritti e doveri vanno sempre di pari passo.

Valori, principi e metodi:
La partecipazione deve ispirarsi alla certezza delle regole senza cadere nella burocrazia. Il principio di sussidiarietà dovrà essere declinato operativamente attraverso il potenziamento delle funzioni consultive e partecipative ai processi di governo. L’intervento pubblico deve essere rispettoso degli spazi di autonomia ed autoorganizzazione che sa esprimere la società civile. Ogni fascia di popolazione dovrà essere integrata nei processi decisionali, coinvolta e corresponsabilizzata.
I diversi uffici fonderanno pertanto la loro azione sulla cooperazione fra tutti gli attori interessati e faranno sì che tutte le cittadine e tutti i cittadini e i gruppi interessati abbiano accesso alle informazioni e siano messi in condizioni di partecipare al processo decisionale.

Il Sindaco e l’Amministrazione comunale si impegnano a ridurre la distanza che la cittadina e il cittadino percepiscono con la politica, anche attraverso l’applicazione di alcune regole etiche:
1. a non conferire incarichi a persone che abbiano subito condanne penali per reati contro la pubblica amministrazione;
2. ad evitare tutti i conflitti di interesse nell’ambito delle proprie competenze (si intende che esiste conflitto di interessi quando i rappresentanti della pubblica amministrazione intervengano nelle decisioni legate a questioni nelle quali confluiscono interessi inerenti alla loro carica pubblica, e interessi privati propri, di loro famigliari diretti o condivise con terze persone);
3. ad amministrare in modo rigoroso la spesa pubblica, qualificando altresì la pubblica amministrazione e ricorrendo a consulenze esterne nei casi di comprovata necessità;
4. a ridurre i costi della politica ed a privilegiare nella distribuzione degli incarichi il merito e la competenza;
5. ad adottare nella pubblica amministrazione un codice etico, verificando annualmente il rispetto delle regole in esso contenute.

Le misure concrete:
1. Governare rispettando il principio della sussidiarietà orizzontale: costruire gli strumenti di analisi e ricognizione delle risorse e delle capacità che sanno esprimere i corpi sociali e le strutture organizzate della società civile cittadina e valorizzare ulteriormente queste risorse nei processi di governo. Si attiveranno le risorse del Terzo settore con particolare riferimento alla cooperazione sociale, e si riconoscerà a questi attori il ruolo di interlocutori nei processi di coprogettazione e gestione di nuovi servizi municipali. La concertazione con le parti sociali verrà ulteriormente promossa e valorizzata con particolare riferimento alla verifica dell’impatto dell’azione e delle scelte di governo.
2. Approfondire il dialogo istituzionale con la Consulta degli immigrati: oltre alla sua valenza di strumento di partecipazione, quest’organo dovrà essere anche il veicolo per diffondere nelle comunità di residenti immigrati la consapevolezza e la responsabilità di appartenere alla comunità cittadina. L’amministrazione, compatibilmente con gli strumenti normativi, sosterrà tutti i processi di partecipazione alla vita pubblica locale delle cittadine e dei cittadini immigrati residenti, anche attraverso l’attivazione del diritto di voto per le consultazioni locali.
3. Consolidare e sviluppare l’URP e la rete civica: la comunicazione pubblica favorisce l’accesso alle informazioni, ai servizi e alle attività delle Amministrazioni, promuove la trasparenza, l’efficacia dell’azione amministrativa e la partecipazione delle cittadine e dei cittadini, singoli e associati, attiva processi di ascolto finalizzati alla individuazione dei bisogni e al miglioramento della qualità dei servizi e delle prestazioni, concorre all’attuazione dell’obbligo di semplificazione degli atti e dei procedimenti amministrativi. Per garantire questi diritti si implementeranno meccanismi di comunicazione istituzionale conformi ai più avanzati protocolli e direttive. Proponiamo di ampliare l’esperienza della rete civica con la creazione di uno strumento informativo pubblico ancora più ambizioso, che sappia creare sinergie con la rete associativa bolzanina, le Circoscrizioni,
l’Università e l’Eurac. In questo modo si potrà garantire l’accesso a ogni soggetto attivo presente a Bolzano, offrendo così la più ampia e pluralistica informazione sugli avvenimenti e sulle iniziative che si svolgono in città. Attraverso il potenziamento della comunicazione istituzionale verranno diffuse le numerose carte dei servizi di cui si è già dotato il Comune e che verranno ulteriormente arricchite ed estese.
4. Porre in atto il bilancio partecipato, oggetto di apposita delega.

LE POLITICHE SOCIALI
Criticità ed opportunità
Bolzano si caratterizza per una forte presenza di persone anziane destinata ad aumentare nel tempo. I nuclei famigliari tendono ad essere composti da poche persone, e spesso i coniugi lavorano entrambi. I giovani richiedono maggiore attenzione e più spazi. La città è polo di attrazione per numerose persone che manifestano disagi sociali di vario genere. Nell’ultimo decennio ha visto poi stabilizzarsi il fenomeno dell’arrivo di un congruo numero di nuove concittadine e nuovi concittadini provenienti da Stati diversi.
La situazione socio – economica si diversifica da zona a zona, in alcuni quartieri le problematiche socio economiche di parte degli abitanti sono maggiormente complesse. La qualità dei servizi erogati dal pubblico è buona ma in alcuni casi risulta non essere adeguata ai nuovi bisogni. In alcune zone della città vanno avviati nuovi servizi. Il Terzo settore, la Cooperazione, il Privato sociale no profit apportano un notevole contributo qualitativo e quantitativo nei servizi socio-sanitari come pure significativa è la presenza del volontariato. Anziani con un’alta percentuale di donne, famiglie, giovani, immigrati sono i gruppi sociali – fra loro trasversalmente collegati - a cui va rivolta l’attenzione delle politiche sociali dei prossimi anni senza dimenticare le persone, spesso sole, che manifestano varie forme di disagio (psichico, da dipendenza, ecc.)
Rispetto a queste criticità, la partecipazione di ogni cittadina e cittadino all’elaborazione di un progetto condiviso è il modello di intervento da perseguire con determinazione e convinzione, come già sperimentato nel progetto “ Idee 2015”.

La prospettiva condivisa:
BOLZANO CITTÀ DELLA SOLIDARIETÀ, DELLA SUSSIDIARIETÀ E
DELL’ACCOGLIENZA

I grandi obiettivi
1. Sostenere i quartieri favorendo la partecipazione della comunità nelle sue diverse articolazioni alla vita cittadina.
2. Integrare i servizi sociali e sanitari.
3. Sviluppare la sinergia tra i servizi del pubblico e del privato sociale nel lavoro di rete per progetti di promozione della persona e di inclusione sociale.
4. Promuovere una cultura della solidarietà e dell’accoglienza capace di valorizzare le diversità.
5. Sostegno alle realtà che garantiscono la mobilità delle persone anziane, mediante l’utilizzo di autovetture alimentate ad elettricità, con servizi dedicati da e per l’Ospedale, per i Centri Diurni,
per i poliambulatori.
6. Gestione diretta, o creazione di uno stretto collegamento tra Comune e Distretti Socio Sanitari.
7. Corrispondere a tutte le domande di frequenza negli asili nido e di prolungamento dell’orario nelle scuole per l’infanzia.

Valori, principi e metodi
Una comunità civile si definisce tra l’altro con la capacità di riconoscere i diritti sociali delle cittadine e dei cittadini. La declinazione di questo impegno passa attraverso i passaggi fondamentali della difesa integrale della dignità della persona, il rispetto e la valorizzazione delle diversità, l’universalità, accessibilità ai servizi e l’esigibilità degli stessi, valori di cui è garante l’ente pubblico. Il futuro del welfare urbano si confronterà necessariamente con la sussidiarietà. Il coinvolgimento del Terzo Settore no profit e della Cooperazione sociale dovrà puntare, all’interno di un quadro definito di regole chiare e trasparenti, ad un allargamento dei servizi sociali, e non alla sostituzione di quelli
gestiti dall’ente pubblico. Qualità degli interventi sociali e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori sociali andranno congiuntamente garantiti.

Le misure dirette
Nel quotidiano vicino alle persone
1. Ridefinire con l’Amministrazione provinciale le piante organiche del personale dei Distretti e dei Centri di lungodegenza per riuscire a rispondere meglio ai bisogni della popolazione.
2. Ridistribuire le risorse umane ed economiche nei Distretti rispetto alle problematiche maggiormente presenti, mantenendo alta la qualità degli interventi e la flessibilità dei servizi.
3. Creare i comitati di gestione dei Distretti.
4. Unificare le varie consulte Comunali per migliorare l’utilizzo delle risorse umane accrescendo
l’impegno nel “governo delle politiche socio sanitarie”.
5. Sostenere le Associazioni di volontariato che promuovono oltre all’impegno diretto anche iniziative che favoriscono la crescita della “cultura della solidarietà e dell’accoglienza”.
6. Sviluppare le iniziative di buon vicinato.
7. Sostenere un Centro di Servizi per il Volontariato aperto a tutte le Associazioni operanti nel comune di Bolzano.
8. Facilitare una collaborazione più stretta tra sociale e sanitario nei distretti attraverso protocolli di intesa, da estendere anche al Servizio Dipendenze e al Centro di Salute Mentale.
9. Creazione di un tavolo di concertazione, tra il Comune, l’A.S.S.B., il sindacato, il Terzo Settore, la Cooperazione e il Privato sociale no profit per individuare nuove strategie per la gestione di servizi, favorendo un sistema di partnership pubblico/privato implementando il concetto di sussidiarietà.
10. Favorire l’innovazione dei servizi attraverso la capacità di co-progettazione valorizzando le risorse del Terzo Settore, della Cooperazione, del Privato no profit e del Pubblico studiando nuove forme di assegnazione che vadano oltre la formula dell’appalto inserendo precise clausole sociali.
11. Elaborare e sviluppare prassi di valutazione, condivise tra Pubblico e Privato, dei servizi per garantire la accessibilità e la qualità supportate da un valido sistema di monitoraggio.
12. Aprire sedi distaccate dei Distretti Socio Sanitari secondo le esigenze del territorio a partire dai distretti di Don Bosco ed Oltrisarco.
13. Favorire la presenza di ambulatori per medici di famiglia nel quartiere Don Bosco, Oltrisarco e Gries-S.Quirino

Famiglia: più servizi per crescere insieme
1. Innovare da parte del pubblico e del Terzo settore la mediazione per il reperimento alloggi in affitto con canone di locazione concordato a favore di persone alla ricerca di casa o in attesa di assegnazione di alloggi pubblici.
2. Ampliare l’offerta di iniziative mirate al sostegno della genitorialità per le diverse fasce di età anche in collaborazione con i consultori.
3. Attivare strutture per l’infanzia con particolare attenzione alle nuove zone di espansione.
4. Mantenere e migliorare gli standard dei servizi: asili nido, scuole per l’infanzia, mense.
5. Costruire le seguenti strutture sociali:
a. Asili nido:
- Firmian
- Bivio
b. Scuole per l’infanzia:
- Druso 1
- Firmian
- Bivio
- Biancaneve in Viale Trieste
- Via Bari (in lingua tedesca)
6. Attivare spazi interetnici (ludoteche, centri per le famiglie, ecc.) ad accessibilità agevolata, per le famiglie, le bambine e i bambini.
7. Attivare asili temporanei di sostegno alla quotidianità delle famiglie.
8. Garantire i servizi ludici ed educativi anche nel periodo estivo intensificando le attività dell’estate bambini e ragazzi utilizzando le nuove opportunità offerte dal “pacchetto famiglia” provinciale.
9. Prevedere carte famiglia a tariffe scontate per l’utilizzo di servizi, strutture sportive, ricreative, culturali del Comune anche per famiglie monoparentali e di fatto.

Anziane e Anziani: meglio vivere a casa propria
1. Istituzione nel Servizio di Assistenza Domiciliare di un nuovo servizio in favore delle persone anziane, e di quanti manifestano disagio mentale, o sono affetti da patologie particolari (Alzheimer).
2. Accelerare la realizzazione del nuovo centro Lungodegenti nella zona ex Mignone.
3. Incrementare il servizio di consulenza per le diverse questioni amministrative presso i Distretti.
4. Ampliare il servizio pasti attraverso convenzioni con ristoranti per essere più presenti sul territorio.
5. Sostegno della domiciliarizzazione dell’assistenza con aumento dei “servizi di respiro/tregua“ per la famiglia.
6. Incremento delle ammissioni temporanee nelle case di riposo.
7. Favorire la programmazione delle dimissioni assistite in collaborazione con il servizio sociale che opera presso l’Ospedale.
8. Aumentare l’ informazione della popolazione sui servizi disponibili sul territorio, nel rispetto della loro lingua e cultura.
9. Promuovere forme di partecipazione sociale.
10. Incrementare e favorire la realizzazione di alloggi protetti per persone autosufficienti o con lievi deficit di autonomia.
11. Prevedere un servizio di piccola manutenzione e pulizia attivabile su richiesta del Servizio Assistenza Domiciliare, in collaborazione con il Privato Sociale e il Volontariato a sostegno di persone anziane sole con ridotte capacità motorie.
12. Promuovere la conoscenza delle nuove tecnologie (coinvolgendo gli studenti delle scuole superiori).
13. Ripensare i Centri diurni creando sinergia con le associazioni operanti sul territorio.

Giovani: protagonisti oggi e domani
1. Diffusione e coordinamento dei centri giovanili e punti di aggregazione.
2. Creazione di spazi attrezzati per la musica ad accessibilità agevolata.
3. Promozione del Servizio Civile Nazionale nel settore socio sanitario.
4. Promuovere la partecipazione sociale.
5. Rafforzare i progetti di prevenzione.
6. Aprire un forum sulle tematiche di interesse giovanile sul quale verranno pubblicate tutte le iniziative che riguardano il mondo dei giovani.

Disabilità: superiamola insieme
1. Favorire l’autonomia delle persone diversamente abili attraverso l’incremento del numero di alloggi protetti ad alta autonomia.
2. Possibilità di accesso nelle case di riposo di persone anziane diversamente abili.
3. Incrementare il sostegno alle famiglie che seguono parenti diversamente abili.
4. Miglioramento delle possibilità di trasporto dei diversamente abili, favorendo la presenza in città di taxi in grado di trasportare sedie a rotelle e in collaborazione con l’Assessorato Provinciale ai Trasporti completare il parco Bus con mezzi idonei al trasporto di persone diversamente abili.
5. Nomina di una persona con disabilità anche esterna quale referente presso l’Amministrazione dei problemi dei disabili, sull’esempio del Comune di Roma.
6. Colmare la presenza di personale bilingue all’interno dei servizi che seguono persone diversamente abili.
7. Salvaguardare nei progetti nuovi e nella manutenzione dell’esistente l’assenza e l’eliminazione delle barriere architettoniche.
8. Garantire l’accessibilità ad impianti sportivi, alle strutture culturali e del tempo libero e il coinvolgimento nelle relative attività sportive alle persone diversamente abili.

L’immigrazione: parità di diritti e doveri
1. Valorizzazione della funzione di osservatorio e del ruolo propositivo della consulta degli immigrati.
2. Promozione dell’integrazione sociale delle nuove concittadine e dei nuovi concittadini provenienti da stati esteri.
3. Sostegno, consulenza, formazione e accompagnamento alle concittadine e ai concittadini che prestano assistenza alle persone anziane con la creazione di un “Albo “ specifico.
4. Realizzazione di alloggi temporanei per nuove concittadine momentaneamente disoccupate.
5. Superamento delle case albergo per lavoratori favorendo la distribuzione sul territorio.
6. Superamento del campo sosta alla spaghettata con creazione di microcampi.
7. Inserimento graduale delle concittadine e dei concittadini Rom negli alloggi IPES.
8. Impegno per la partecipazione delle nuove concittadine e dei nuovi concittadini attraverso il diritto di voto per le elezioni dei consiglieri di circoscrizione.
9. Sostegno ai progetti per minori stranieri non accompagnati.

Emarginazione: nessuno è perso
1. Maggior coordinamento e collegamento tra i Distretti socio sanitari e i servizi gestiti dal Terzo Settore, dalla Cooperazione e dal Privato Sociale no profit.
2. Elaborazione, condivisa con gli utenti, di percorsi sostenibili di affrancamento dalla emarginazione.
3. Maggiore attenzione e tutela per le donne.
4. Favorire il reinserimento delle persone emarginate proponendo occupazioni sostenibili.
5. Assicurare un livello minimo di qualità di vita per tutti e tutte.
6. Garantire l’accessibilità ai servizi, nel rispetto della tutela dei diritti con particolare attenzione a quello di residenza.

Misure graduali, di accompagnamento e monitoraggio
1. Attivazione dell’Osservatorio previsto dal piano sociale per la qualità della vita per la città.
2. Tavoli di coordinamento tematici.
3. Consulta comunale.
4. Revisione del contratto di servizio tra ASSB e Comune.

Strumenti di pianificazione comunale e raccordo con la Provincia
1. Prosecuzione della elaborazione del progetto “Idee 2015”.
2. Protocolli di intesa tra servizi sociali e sanitari.

LA CASA A BOLZANO: VECCHI E NUOVI BISOGNI
Criticità ed opportunità
Oggi la questione abitativa a Bolzano non riguarda più la prevalenza delle famiglie e non si presenta più con i caratteri dell’emergenza del passato.
Permane il nodo del costo della casa sia in affitto che in proprietà, soprattutto per il costo dei terreni.
Le iniziative coordinate del Comune, della Provincia, dell’IPES e delle Cooperative sono state in grado di ridurre in misura rilevante la consistenza della domanda arretrata (l’IPES ha dato alloggio alle famiglie in graduatoria con 24 punti ed agli anziani con 17 e tutte le domande in cooperativa presenti 3 anni fa sono state soddisfatte), ma soprattutto hanno creato le condizioni per rispondere con una offerta programmata alla domanda abitativa vecchia e nuova.

La nuova domanda abitativa è legata ad una molteplicità di fattori emersi dagli anni ’90:
1. La crescita del numero delle famiglie (per formazione di nuove famiglie da parte di coppie giovani, ma anche per diminuzione dei suoi componenti ed aumento delle separazioni, dei single e delle anziane e degli anziani soli), spesso caratterizzate da reddito unico o con reddito di sopravvivenza.
2. La maggiore flessibilità sul lavoro, non sostenuta da adeguate garanzie sociali: i giovani che entrano nel mercato del lavoro con contratti atipici non hanno capacità di risparmio, né hanno accesso al credito. La flessibilità induce anche una domanda di maggior mobilità sul territorio, che non si concilia con l’attuale rigidità del mercato delle abitazioni.
3. L’immigrazione, divenuta una componente strutturale della popolazione ed un elemento essenziale per l’economia.

Si tratta di una domanda sociale espressa da soggetti che risultano “deboli” nei confronti del mercato abitativo: anziane/anziani, giovani coppie, single, lavoratori provenienti da fuori, che risultano spesso esclusi dalle graduatorie dell’IPES e delle cooperative e con difficoltà sul mercato privato (per i costi elevati e la riduzione della quota di alloggi in affitto).

La prospettiva condivisa:
VOGLIAMO UNA CITTÀ DOVE LA CASA NON È PIÙ UN PROBLEMA

I grandi obiettivi
1. Rispondere alla domanda abitativa, ed in particolare alla domanda delle giovani coppie e alla domanda sociale “debole”, con una offerta adeguata e articolata, anche adeguando il sistema dei finanziamenti provinciali.
2. Accesso alla prima casa in proprietà a costi più bassi: ruolo sociale delle cooperative ma anche dell’edilizia privata.
3. Consolidare l’edilizia residenziale pubblica.
4. Rilanciare il mercato dell’affitto privato a canoni sostenibili, anche come condizione necessaria alla mobilità dei lavoratori e alla domanda di residenze temporanee e di studenti.
5. Ridurre il costo dei terreni edificabili attraverso misure in campo urbanistico.
6. Migliorare la qualità edilizia, urbana e insediativa in tutti i quartieri, comincinando da quelli con maggiori problemi anche sociali.
7. Nella consapevolezza che l’edilizia sociale e agevolta può trovare risposta prevalentemente nelle nuove zone di espansione, prevederne di nuove solo a fronte di fabbisogni abitativi accertati e ottimizzarne l’utilizzo per limitare l’espansione urbana e il consumo di suolo agricolo.
8. Caratterizzare le nuove zone di espansione residenziale in modo misto (con edilizia agevolata e privata) e distribuirle in tutti i quartieri, per evitare concentrazioni di strati sociali deboli.

Valori, principi e metodi
La politica abitativa non può più essere azione settoriale, ma deve sempre più essere parte delle politiche urbane: deve garantire il diritto alla casa a tutti nel rispetto di un uso sostenibile delle risorse territoriali, deve mirare all’integrazione sociale, deve integrare risorse pubbliche e private, deve permeare gli interventi di trasformazione urbana.

Le misure dirette

Politiche per la casa
1. Continuare le politiche per la prima casa in proprietà e/o in affitto pubblico e completare le realizzazioni in corso (IPES e Cooperative).
2. Ripensare gli strumenti normativi e finanziari e rilanciare il ruolo dei soggetti privati (nuove sinergie tra risorse pubbliche e private; edilizia convenzionata), anche per rispondere in modo più adeguato alla domanda di alcuni strati sociali (i troppo ricchi per accedere agli alloggi dell’IPES, ma troppo poveri per comprarsi una casa, e i troppo ricchi per comprarsi e/o costruirsi la casa in regime agevolato, ma troppo poveri per il mercato libero).
3. Rilanciare il mercato dell’affitto:
a. consolidando quantità e qualità del patrimonio di alloggi pubblici dell’IPES e del Comune, anche reivestendo in nuovi alloggi le risorse ricavate da cessioni di alloggi a riscatto;
b. destinando una quota delle risorse finanziarie ad enti ed associazioni senza scopo di lucro per realizzare alloggi in affitto a canone concordato e/o convenzionato;
c. confermando ICI al 2 per mille per chi affitta a canone concordato e al 9 per mille per gli alloggi tenuti vuoti;
d. attivando il Comune o altri soggetti non-profit come “garanti” nei confronti dei privati al fine di mettere a disposizione quote aggiuntive di alloggi sul mercato;
e. semplificando le procedure amministrative per cambio d’uso da ufficio ad abitazione e contrastando processi speculativi di terziarizzazione.
4. Massima qualità nell’edilizia abitativa, sia nelle nuove realizzazioni che nel patrimonio esistente (qualità architettonica, verde, edilizia bioclimatica e ad alto rendimento energetico, ecc.).

Politiche urbanistiche (dalla politica per la casa alle politiche per abitare la città)
1. Per ridurre il costo dei terreni edificabili inserire nella nuova legge urbanistica provinciale misure di perequazione urbanistica che introducano sistemi di valutazione delle aree indipendenti dalle destinazioni d’uso e dalle densità edilizie determinate dai piani (come previsto nella nuova legge quadro nazionale in corso di approvazione e da molte nuove leggi regionali già in vigore).
2. Nel nuovo Piano urbanistico comunale per incrementare il patrimonio residenziale esistente dare priorità a tutte le iniziative di recupero edilizio ed urbano, garantendo la qualità insediativa e rafforzando il tessuto sociale.
3. Nel progetto Ferroplan di recupero dell’area della Stazione di Bolzano va confermata, nell’interesse della città, la previsione di una quota consistente di edilizia residenziale (IPES, Cooperative e privati), per caratterizzare in modo misto il nuovo insediamento, per limitare l’espansione urbana su altre direttrici ed apportare un profondo riequilibrio al futuro sviluppo della città (da anni sbilanciato verso la campagna a ovest).
4. In relazione al fabbisogno abitativo accertato di edilizia sociale e agevolata prevedere nel nuovo Piano urbanistico comunale in tempi più stretti alcune zone di espansione più piccole e distribuite nel territorio comunale per dare continuità all’offerta.
5. Le nuove zone residenziali di espansione dovranno essere miste (con edilizia sia pubblica che privata) per evitare la concentrazione di strati e problemi sociali caratteristici delle zone residenziali tutte pubbliche (come in parte è successo alle Semirurali).
6. Garantire polifunzionalità delle nuove zone inserendo quote di commercio, di artigianato di servizio e di attività terziarie.
7. Completare le realizzazioni in corso di residenze speciali per anziane e anziani, studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori e categorie sociali particolari.
8. Concordare con la Provincia la localizzazione e realizzazione di una struttura ricettiva per insegnanti e studenti fuori sede (UNICAMPUS).
9. Per il futuro invece far rientrare queste fasce di domanda abitativa nell’edilizia “normale”, evitando i rischi di ghettizzazione di figure sociali “indesiderate” e stimolando, anche attraverso sperimentazioni e concorsi, i progettisti ed operatori dell’edilizia a realizzare tipologie edilizie più flessibili ed adattabili alle diverse esigenze di chi le abita e più rispondenti alle trasformazioni che si stanno verificando nella struttura delle famiglie (single, anziane e anziani, ecc.). Per esempio,
piuttosto che costruire alloggi a “misura di anziani” realizzare alloggi per una società che invecchia (tutti diventiamo anziani).

Politiche integrate
1. Per garantire la vivibilità e qualità della vita nei quartieri integrare le politiche abitative, urbanistiche, per la mobilità, sociali e culturali attraverso processi partecipativi ed innovazione negli strumenti (estendere l’esperienza di OHA e attivare progetti integrati di riqualificazione sulla base anche dell’esperienza dei contratti di quartiere sperimentati in altre regioni e città italiane).
2. Vanno previsti interventi adeguati nel trasporto pubblico (uso metropolitano della ferrovia) per i pendolari.
3. Altrettanto rilevanti sono interventi che favoriscano il trasporto pubblico e la mobilità pedociclabile in città per mitigare l’inquinamento ambientale (aria e rumore) di alcune strade diventate invivibili per troppo traffico.
4. Riqualificare spazi pubblici e dotare tutte le zone di servizi pubblici e privati e di una adeguata dotazione di spazi e aree verdi.

Misure di accompagnamento e monitoraggio
Dare continuità all’Osservatorio casa del Comune di Bolzano per garantire anche in futuro il monitoraggio del fabbisogno abitativo della città e programmare l’offerta abitativa.
Strumenti di pianificazione comunale e raccordo con la Provincia
1. Piano strategico comunale
2. Piano urbanistico comunale
3. Dare continuità ad un tavolo di confronto e coordinamento con gli altri soggetti pubblici e privati (Provincia, IPES, Cooperative, operatori privati, ecc.) per valutare la domanda e programmare l’offerta abitativa (nella direzione di istiture un’Agenzia come sta avvenendo in molte città italiane)
4. Confronto con la Provincia su modifiche alla legge sulla casa e sulla riforma della legge urbanistica.

LA MOBILITÀ E I TRASPORTI
Criticità ed opportunità
Bolzano, come città analoghe per ruolo e dimensione, è interessata da una elevata domanda di mobilità interna e con il territorio circostante.
La diffusione degli insediamenti in ambito provinciale e la concentrazione di attività economiche e servizi nel capoluogo hanno determinato una continua crescita, per consistenza e distanza, degli spostamenti dal luogo di residenza al posto di lavoro o studio, ai quali si affiancano nuovi spostamenti più complessi e meno regolari per affari, acquisti, svago e turismo. Nonostante in ambito urbano si registri la netta prevalenza di chi si sposta a piedi, in bicicletta o con il mezzo pubblico, la città risulta interessata da crescenti flussi di traffico motorizzato privato al suo interno, in entrata e uscita e di transito.
Lo sviluppo del traffico e dell’uso dell’automobile determinano crescenti fenomeni di congestione, aumento dei tempi di percorrenza e spreco di tempo, aumento dell’inquinamento, compromissione della qualità della vita e dell’estetica della città, problemi di sicurezza e di salute della popolazione. Nonostante il livello elevato di offerta di trasporto pubblico urbano ed extraurbano, significativi interventi infrastrutturali (strada arginale, parcheggi, ciclabili, …) e gestionali (provvedimenti del PUT), non si riesce ad incidere sulle cause che danno origine ai flussi e alle modalità degli spostamenti e quindi a soddisfare adeguatamente la domanda di mobilità della popolazione e ad abbattere i livelli di inquinamento.
La complessità e dimensione del problema impongono un processo di pianificazione integrato tra l’assetto del territorio ed il sistema dei trasporti dalla scala provinciale a quella di quartiere.

La prospettiva condivisa:
RENDERE LA CITTÀ ACCESSIBILE A TUTTE E TUTTI CON UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE

I grandi obiettivi
1. Garantire la domanda di spostamento delle persone e delle merci in modo efficiente e sostenibile nei tempi e nei modi.
2. Incrementare la capacità di trasporto e la quota di cittadine/cittadini trasportati con mezzi pubblici e sistemi collettivi, riducendo i tempi di percorrenza dei percorsi socialmente rilevanti (casa-lavoro, casa-scuola ecc.).
3. Ridurre l’inquinamento da traffico, i consumi energetici e garantire salute e sicurezza alla popolazione anche attraverso una riduzione significativa dell’uso individuale dell’automobile privata a favore della mobilità “dolce” (a piedi, in bicicletta) e di forme alternative e innovative di mobilità.
4. Rendere la città più vivibile ed accogliente per residenti e city user, con politiche di arredo urbano, del verde e di riqualificazione degli spazi pubblici, integrate con quelle relative al traffico.

Valori, principi e metodi
Nella Bolzano che vogliamo, il diritto alla mobilità deve essere compatibile con il principio della salvaguardia della salute di tutte le cittadine e di tutti i cittadini. Si deve garantire lo spostamento delle persone e delle merci in tempi adeguati favorendo le modalità e l’uso di tecnologie sostenibili ed ecocompatibili.

Le misure dirette
1. Elaborare il PUM – Piano Urbano della Mobilità, inteso come progetto di sistema della mobilità della città e del suo hinterland. Il PUM comprende l’insieme organico ed integrato degli interventi sulle infrastrutture di trasporto pubblico e stradali, sui parcheggi di interscambio, sulle tecnologie, sul parco veicoli, sul governo della domanda di trasporto (mobility manager), sulla logistica e tecnologia per la riorganizzazione della distribuzione delle merci in città. Si tratta di un piano strategico di medio lungo termine che richiede investimenti e quindi risorse finanziarie e tempi tecnici di realizzazione e una copianificazione con la Provincia ed i comuni limitrofi.
2. Aggiornare il PUT – Piano Urbano del Traffico, quale strumento di riorganizzazione e regolazione del traffico, verificando l’efficacia dei provvedimenti già attivati (zone colorate, piste ciclabili,…), completando l’attuazione di quelli previsti (corsie preferenziali, parcheggi di interscambio e collegamenti-navetta, ecc.) e aggiornandolo rispetto alle criticità emerse (sovraccarico e congestione di alcune strade) e all’entrata in funzione di nuove infrastrutture (variante della statale 12). Va completato il sistema di penetrazione a pettine previsto con la strada arginale, superando i limiti attuali che caricano i flussi quasi solo su via Roma (è un pettine con un solo “dente”).
3. Dare continuità e concreta attuazione al Piano dei tempi e degli orari della città, approvato dal Consiglio comunale (orari degli uffici pubblici, flessibilità degli orari di entrata nelle scuole per l’infanzia, miglioramento dei tempi scolastici dei bambini e delle bambine, sviluppo delle banche del tempo, cortili scolastici come nuovi spazi per i quartieri, conciliazione tra famiglia e lavoro, accessibilità ai servizi comunali, patto per la mobilità per Bolzano Sud, rivitalizzazione di via Claudia Augusta con il venerdì lungo, ecc.), integrando le politiche temporali con quelle del territorio e focalizzando l’azione su una mobilità sostenibile, l’accessibilità ai servizi di interesse generale, lo sviluppo della strumentazione tecnica per migliorare la qualità della vita della popolazione residente e dei city user e la qualità del tessuto urbano.
4. Potenziare il servizio di trasporto ferroviario locale, caratterizzandolo come un servizio metropolitano con aumento delle frequenze (ogni mezz’ora), una maggiore regolarità delle corse (orario cadenzato), nuove fermate in ambito urbano (S.Giacomo-Aeroporto, BZ-Sud, Cimitero, Oltrisarco e Casanova) e l’introduzione di nuovi mezzi di tecnologia avanzata.
5. Riorganizzazione del servizio i trasporto pubblico su gomma, caratterizzandolo come un servizio più capillare di adduzione e distribuzione, evitando sovrapposizioni e sprechi, e completando le corsie preferenziali. Si deve garantire che tutti i principali poli di attrazione (ad esempio la nuova sede dell’Assessorato Provinciale ai Servizi Sociali) e tutte le zone della città (ad esempio Aslago) siano serviti in modo adeguato con i mezzi pubblici.
6. Valutare la fattibilità di integrare il sistema della mobilità pubblica con mezzi innovativi ad elevata capacità di trasporto (tram in ambito urbano e MiniMetrò in ambiti più “aperti”, per collegare l’Oltradige, l’Ospedale, la zona industriale, ecc.) e promuovendo altre forme alternative di trasporto collettivo (car sharing, car pooling, taxi collettivi, autobus a chiamata, scale mobili, …).
7. Il recupero dell’area della stazione, con la realizzazione del passante merci Cardano – Ora (opera inserita in prima fase nella nuova linea del Brennero e ritenuta prioritaria dal Comune) e la trasformazione in stazione solo passeggeri, rappresenta una grande occasione per riorganizzare, a partire dalla nuova stazione ferroviaria e delle autocorriere, l’accessibilità pubblica alla città e di completare il sistema di penetrazione a pettine dell’arginale, aumentando la pedonalità del centro storico.
8. Completare e perfezionare il sistema della rete delle ciclabili e stimolare in ogni modo l’uso della bicicletta, razionalizzando ed incrementando le possibilità di parcheggio in zone di particolare richiesta (Università in Piazza Sernesi, Stazione, impianti sportivi, teatri, cinema, piazze sede di mercato, funivie, ecc.) e curando l’aspetto della sicurezza per chi si muove in bicicletta e a piedi.
9. Completare il progetto di razionalizzazione della distribuzione delle merci in ambito urbano, coinvolgendo produttori, trasportatori, operatori della logistica, commercianti nella massimizzazione della capacità di utilizzo dei mezzi e nella minimizzazione dei veicoli circolanti e dei loro impatti (piattaforma logistica, mezzi a basso impatto ambientale, coordinamento tra gli operatori, …).
10. Incentivare l’ampliamento e la creazione di zone pedonali, vie residenziali e strade a traffico limitato nei quartieri, con adeguate risorse finanziarie e tecniche e con la partecipazione diretta degli abitanti alla sistemazione e gestione degli spazi pubblici e collettivi e alle decisioni sugli interventi che riguardano il loro quadro di vita.
11. L’opportunità di realizzare gli interventi infrastrutturali più significativi (raddoppio dell’Arginale, spostamento dell’autostrada in galleria, prosecuzione della SS12 sotto il Virgolo, galleria sotto il Guncina, e altre proposte di nuove strade e gallerie, ma anche nuove infrastrutture di trasporto pubblico) sarà vagliata con una analisi dei costi e degli effetti sul sistema della mobilità con un modello di simulazione ed una analisi costi/benefici.
12. Le misure di limitazione del traffico motorizzato privato, che per legge si dovranno prendere in seguito al superamento delle soglie di inquinamento, dovranno essere prese con criteri di equità sociale e di effettiva efficacia sulla riduzione degli inquinanti.
13. Tutte le decisioni in merito al traffico (dai piani alle misure di regolamentazione) dovranno avvenire attraverso processi di partecipazione ed una adeguata informazione alle cittadine e ai cittadini.

Misure di accompagnamento e monitoraggio
1. Costruzione di un modello di simulazione del traffico integrato con quello in corso di realizzazione da parte della Provincia sulla base di un monitoraggio dei flussi di mobilità e della loro origine e destinazione.
2. Introduzione, in accordo con la Provincia, di misure che favoriscono l’acquisto e l’uso di veicoli a metano, a idrogeno ed elettrici (nel trasporto pubblico, privato e delle merci urbane).
3. Sviluppare accordi ed intese con la Provincia, RFI, Trenitalia, Aziende di Trasporto in merito alla revisione ed attuazione del Piano provinciale dei Trasporti, all’accordo di programma quadro sulle interconnnessioni tra il sistema delle prinncipali infrastrutture di comunicazione e trasporto, a Ferroplan, ai contratti di servizio del trasporto pubblico, al piano della qualità dell’aria e le misure antismog, ecc.

Strumenti di pianificazione comunale e raccordo con la Provincia

1. Piano strategico comunale
2. Piano dei tempi della citt
3. Piano urbano della mobilit
4. Piano urbano del traffico
5. Piano della logistica delle merci in ambito urbano
6. Piano urbanistico comunale
7. Piano commerciale comunale

IL TERRITORIO E L’AMBIENTE
Criticità ed opportunità
Il Piano Urbanistico Comunale racchiudeva lo scenario fino a maggio 2005, necessita di una rielaborazione generale per rispondere alle nuove esigenze. In particolare viene avvertita l’opportunità di iscriverlo in una pianificazione urbanistica più generale, come è nel patto di coalizione del governo provinciale.
Come noto la superficie disponibile per nuovi insediamenti è limitata per ragioni geomorfologiche, e non appare perseguibile ed opportuno l’indirizzo di urbanizzare con i ritmi del recente passato le aree agricole che circondano la città. Vi è il fondato rischio, infatti, di alterare importanti equilibri ecologici e sociali e di far degradare così rapidamente la qualità della vita e la disponibilità di risorse fondamentali come l’aria, l’acqua ed il suolo.
La rielaborazione del PUC non si risolve così in un semplice esercizio burocratico ma investe direttamente il futuro di ogni abitante di questa Città. Intendiamo affrontare questo impegno offrendo una concreta opportunità di coinvolgimento della popolazione nella necessaria attività di approfondimento e di confronto culturale. Si tratta di una grande occasione per mettere in rete ed utilizzare proficuamente le conoscenze diffuse che in parte i Bolzanini hanno già avuto modo di far confluire nel Piano Strategico, nel Piano Sociale ed in altri ed importanti piani di settore. La ricognizione sullo stato dell’ambiente urbano, opera che si avvale della collaborazione con gli altri
enti preposti, e l’evoluzione di tale conoscenza deve portare ad un confronto con le cittadine e i cittadini, singoli e uniti in gruppi d’interesse, e alla scelta di misure adeguate e condivise per limitare il degrado ambientale.

La prospettiva condivisa:
LA BOLZANO DEL FUTURO SCELTA DALLE CITTADINE E DAI
CITTADINI PER VIVERCI BENE

I grandi obiettivi
1. Perseguire un ruolo, già in parte raggiunto, di leader in Italia ed in Europa di Bolzano nell’ambito della qualità ambientale ed energetica degli edifici e della città.
2. Ottimizzare l’uso della risorsa suolo.
3. Salvaguardare gli elementi urbanistici ed architettonici che conservano la memoria della città.
4. Salvaguardare e consolidare il ruolo autonomo del Comune nella gestione delle politiche energetiche.

Valori, principi e metodi
Bolzano apripista e leader per le scelte di un modello virtuoso nell’edilizia abitativa, nell’insediamento produttivo, nella capacità di coinvolgimento nella pianificazione del proprio territorio, nel controllo dei parametri ambientali e nella capacità di intraprendere misure idonee a mantenerli e a migliorarli.

Le misure dirette
1. Prosecuzione del Piano Strategico, con l’elaborazione di un documento di sintesi da sottoporre agli “stati generali” della città e del documento preliminare, interfaccia con il nuovo PUC.
2. Cooperazione con la Provincia, in qualità di partner autorevole, nell’inserire la pianificazione urbanistica della città in quella del territorio circostante.
3. Considerazione, nell’attività di pianificazione urbanistica, delle risultanze del Piano Strategico e del Piano Sociale.
4. Prosecuzione partecipata del progetto FERROPLAN per il recupero dell’areale ferroviario previa valutazione, tramite il PUM, della migliore localizzazione dei terminali del traffico ferroviario e veicolare.
5. Realizzazione del nuovo quartiere residenziale CASANOVA come modello di qualità sociale, ambientale ed urbanistica.
6. Implementazione delle manovre CasaClima (minimo classe B e super-incentivi per la classe A) e RIE (incremento degli indici di riferimento).
7. Adozione della disciplina degli insiemi urbanistici, a tutela della memoria e dell’identità urbana della città, elaborando immediatamente la “variante di assestamento”, tenendo conto delle diverse situazioni esistenti.
8. L’approfondimento della conoscenza dello stato dell’uso degli edifici, sia con destinazione abitativa, sia produttiva, al fine di individuare con certezza, integrando tali dati con quelli del monitoraggio sociale, l’entità del fabbisogno edilizio abitativo e produttivo.
9. Sviluppo del Teleriscaldamento e delle energie rinnovabili in città con la regia del Comune e con il coinvolgimento della SEAB.
10. Un’attenzione particolare alla problematica dei rifiuti, anche attraverso la SEAB, dove obiettivo prioritario è ridurre all’origine la produzione dei rifiuti ed aumentare la raccolta differenziata, nel rispetto delle normative provinciali, statali ed europee ed in armonia con le tendenze attuali. Ciò anche al fine di limitare, il più possibile, le dimensioni del nuovo inceneritore previsto dal Piano Provinciale Rifiuti. Obiettivo: subito la raccolta differenziata dell’umido per le grandi utenze, da
estendere quanto prima alle altre utenze, mantenendo le tariffe attuali e proseguendo il progetto per la raccolta differenziata in modo partecipato e condiviso con l’obiettivo di raggiungere il 60% della percentuale di raccolta differenziata nei tempi più rapidi possibili e comunque entro la fine del mandato.
11. Trasparenza sulla qualità dei rifiuti conferiti all’inceneritore, dei parametri di funzionamento dell’impianto, del monitoraggio delle emissioni e della loro ricaduta.
12. Introduzione di analisi epidemiologiche sulla popolazione a tutela della salute pubblica e come strumento di monitoraggio e controllo delle fonti d’inquinamento atmosferico.
13. Interlocuzione da una posizione privilegiata con la Provincia e con i Comuni interessati in tutte le scelte che riguardano gli impianti presenti nel territorio comunale (inceneritore, depuratore).
14. Attuazione di nuove modalità stabili di monitoraggio ambientale e sanitario della situazione dell’inquinamento originato da attività produttive e comunicazione trasparente dei dati.
15. Attenzione alla qualità del verde urbano, cercando di ottimizzarne i costi di gestione e di salvaguardarne, oltre al ruolo ricreativo, anche quello di miglioratore della qualità dell’ambiente.
16. Integrazione e miglioramento della qualità della mappatura e del controllo dei parametri ambientali (aria, acqua, rumore, elettrosmog) e pubblicazione trasparente dei dati.
17. Lo sviluppo controllato del Colle sia nel settore didattico formativo, sia in quello ricreativo, valorizzando l’uso della funivia e stimolando l’attività del Centro Ambientale Uhl – Colle.
18. Un impegno particolare nel conservare e nel rinnovare la presenza degli alberi in città (e del verde urbano in generale), testimoni della nostra storia e preziosi alleati contro l’inquinamento atmosferico, contro l’afa estiva e contro lo scorrimento superficiale delle acque meteoriche.

Misure di accompagnamento e monitoraggio
1. Creazione di una “agenzia dello sviluppo urbano”.
2. Attuazione di nuove modalità di raccolta differenziata dei rifiuti.
3. Rafforzamento del Servizio Guardie Ambientali, sviluppandone le competenze di controllo delle fonti di inquinamento.
4. Potenziamento del servizio di controllo degli abusi relativamente alle destinazioni d’uso degli edifici.

Strumenti di pianificazione comunale e raccordo con la Provincia
1. Piano urbanistico comunale
2. Piano strategico del Comune
3. Piano commerciale comunale
4. Piano Sociale
5. Piano Urbano della Mobilit
6. Piano del Verde Urbano
7. Collaborazione con la Provincia per la strategia sull’innovazione e l’insediamento del Parco Tecnologico a Bolzano
8. Accordo con la Provincia per modifiche alla Legge urbanistica
9. Accordo con la Provincia per modifiche alla Legge sull’ordinamento del commercio
10. Realizzazione di un Piano Comunale dell’Energia

ECONOMIA, LAVORO E POTERE D’ACQUISTO
Criticità ed opportunità
Bolzano rappresenta una delle realtà economiche più avanzate di Italia. Un tasso di disoccupazione bassissimo, un PIL pro capite ai vertici nazionali ed europei, un numero elevato ed in crescita di imprese appartenenti ai più svariati settori, fanno della nostra città una realtà economicamente solida.
Si avvertono, però, anche a Bolzano i segnali del rallentamento della crescita economica, con la conseguente difficoltà di alcune imprese di reggere la concorrenza. Queste difficoltà diventano più acute per alcuni gruppi di persone e di famiglie che non hanno beneficiato di uno sviluppo avvenuto in modo diseguale. I redditi e le pensioni di molte persone non hanno tenuto il passo con il carovita. Inoltre, la disponibilità di lavoro non garantisce l’accesso di tutti ad un’occupazione coerente con le proprie professionalità e ad un adeguato livello di consumi, visto il livello dei prezzi nettamente più elevato rispetto alla media nazionale. Infine, la struttura economica della città è sbilanciata verso
settori tradizionali, con una produttività modesta e in cui i margini di guadagno si stanno assottigliando. D’altra parte, Bolzano ha le risorse imprenditoriali, professionali e culturali per ambire a divenire un polo di eccellenza in settori economici innovativi, sfruttando la sua posizione geografica strategica e cercando di valorizzare il connubio tra una rete dinamica di piccole e medie imprese e la presenza di istituzioni scientifiche e della ricerca come l’Università.

La prospettiva condivisa:
VOGLIAMO UNA CITTÀ DOVE SI CREINO NUOVE OPPORTUNITÀ DI
LAVORO, DI IMPRESA E DI BENESSERE

I grandi obiettivi
1. Consolidare, fare nascere ed attrarre e a Bolzano imprese e posti di lavoro di alta qualità.
2. Creare le condizioni per un rallentamento dei prezzi e delle tariffe.
3. Puntare sull’innovazione nei settori dell’energia e della mobilità.

Valori, principi e metodi
La crescita economica di Bolzano deve ispirarsi al principio dell’equilibrio: tra i settori, tra capoluogo e periferia, tra espansione e salvaguardia ambientale. Lo sviluppo deve essere sorretto dalla coesione tra i divesi gruppi della cittadinanza e progettato coinvolgendo le parti sociali in un processo di concertazione.

Le misure dirette
1. Costituzione della ‘Società per lo sviluppo’ assieme alla Provincia e ad un gruppo di investitori bancari ed imprenditoriali. Scopo sarà quello di attrarre investimenti ed imprese per svolgere attività innovative in molteplici settori, tra cui quelli del trasporto eco-compatibile di persone e merci, delle energie rinnovabili, dell’informatica. Il Comune, oltre ad essere adeguatamente rappresentato nel capitale sociale e nell’organo di indirizzo della Società, dovrà svolgere un ruolo rilevante nel coordinamento degli insediementi produttivi e nell’attivazione di cooperazioni con partner imprenditoriali comunali (Azienda Enegetica, SEAB, SASA) e con altre Istituzioni.
2. Partecipazione del Comune alla definizione delle strategie e all’insediamento del Parco Tecnologico a Bolzano, in accordo con la Provincia, le associazioni imprenditoriali e le
organizzazioni sindacali e attivando sinergie con Università, Eurac ed altri enti di ricerca.
3. Criteri per l’assegnazione di aree produttive: vista la scarsità di suolo disponibile, verranno elaborati criteri guida per l’assegnazione di aree produttive alle imprese richiedenti. L’espansione in nuove aree avverrà alla luce della verifica della disponibilità di aree inutilizzate o sottoutilizzate sia a Bolzano che nei comuni limitrofi. Va ribadita l’importanza del riconoscimento di “interesse comunale” sulle aree produttive. I criteri devono individuare il reale fabbisogno e prevedere dei vincoli sugli usi delle aree dismesse dalle imprese che ottengono nuove localizzazioni, in modo da evitare un uso speculativo con adeguati meccanismi sanzionatori a tutela dell’interesse pubblico.
L’utilizzo del suolo deve essere ottimizzato attraverso un’alta densità edificatoria con soluzioni multipiano. Le nuove espansioni vanno raccordate con le infrastrutture urbane al fine di ridurre la generazione di traffico. I criteri economici saranno orientati ai seguenti elementi: contributo in termini occupazionali e di valore aggiunto del nuovo insediamento (in relazione ai metri quadri richiesti); contenuto di innovazione; legami di cooperazione esistenti o potenziali con altre imprese locali; sinergie di localizzazione con altre imprese locali; disponibilità di forza lavoro qualificata rispetto all’attività che si intende svolgere.
4. Limitare la precarietà del lavoro: verifica dell’entità e delle caratteristiche delle forme di lavoro precario all’interno dell’Amministrazione Comunale e delle imprese o enti a maggioranza comunale. I rapporti verranno gradualmente stabilizzati secondo il contenuto sostanziale delle prestazioni lavorative. L’utilizzo di forme di lavoro a progetto, occasionale o comunque parasubordinato sarà oggetto di un confronto con i sindacati che potrà portare anche ad un accordo di regolamentazione.
5. Incrementare un turismo di qualità attraverso:
a. Un miglioramento della promozione dell’immagine della città, delle sue attrattività e dell’offerta turistica;
b. La particolare cura e programmazione di eventi che attirano grandi numeri di visitatori, con lo scopo di distribuirne gli afflussi e di costruire pacchetti promozionali per una permanenza più lunga;
c. Il rafforzamento delle sinergie e delle cooperazioni tra operatori turistici, altre categorie imprenditoriali, Comune, Azienda di soggiorno ed altri enti/organizzazioni (es. Eurac) per sviluppare il turismo da lavoro e congressuale;
d. Valorizzazione dei musei attuali e del nuovo Museo della Montagna.
6. Creare maggiore concorrenza ed una migliore copertura territoriale delle strutture commerciali attraverso:
a. La localizzazione graduale di 2 centri commerciali, esterni all’area urbana abitata in luoghi già dotati di ottime connessioni viabilistiche e ferroviarie;
b. La distribuzione omogenea nei quartieri di supermercati di medie dimensioni per creare piccoli poli commerciali e soddisfare così le esigenze di prossimità;
c. La valorizzazione di vie semicentrali e nei quartieri già ora ad alta vocazione commerciale;
d. L’ingresso di nuove imprese nella distribuzione commerciale, anche di natura cooperativa, per aumentare le opportunità e la concorrenza e portare ad un rallentamento dei prezzi.
e. Il sostegno alla nascita di mercati rionali settimanali in zone attualmente prive di strutture commerciali, favorendo anche iniziative volte alla commercializzazione di prodotti locali.
f. La costruzione della nuova sede del Mercato Generale con ampliamento della gamma merceologica dei prodotti freschi anche legati al territorio.
7. Ampliare l’esperienza di panieri di prodotti a prezzi bloccati, attraverso accordi con le associazioni di categoria e dei consumatori ed il sostegno di un’adeguata campagna
promozionale.
8. Estendere le funzioni dell’Osservatorio prezzi, con rilevazioni più ampie, l’elaborazione di dati, serie storiche e panieri differenziati a seconda del tipo di famiglia. Cura di un rapporto semestrale con la segnalazione di tendenze ed anomalie. Sostegno, in collaborazione con le associazioni dei consumatori, dello ‘Sportello del consumatore’ e di campagne informative su prezzi e qualità dei servizi.
9. Contenere le tariffe comunali (rifiuti, acqua, ecc.) al di sotto dell’inflazione programmata annuale attraverso una rigorosa politica di controllo dei costi di gestione e attraverso una dialettica con la Provincia che riconosca il fatto che a Bolzano c’è il depuratore. Mantenere le attuali aliquote ed esenzioni sull’ICI che sono tra le più vantaggiose d’Italia per le cittadine e i cittadini.
10. Politica energetica: L’Azienda Energetica verrà rafforzata nella sua capacità produttiva e nella sua presenza distributiva, salvaguardandone il ruolo strategico per l’interesse comunale. Gli investimenti saranno diretti a sostenere gli obiettivi di eccellenza ambientale che caratterizzano il programma amministrativo:
a. Installazione di pannelli fotovoltaici ad energia solare sui tetti di pubblica proprietà;
b. Aumento dei distributori di metano per accompagnare una politica di incentivazione del passaggio da benzina e diesel ad una fonte più pulita ed economica.
11. Gestione del bilancio comunale:
a. Riduzione graduale dell’indebitamento del Comune e sostituzione dei debiti più onerosi con l’emissione di Buoni Ordinari Comunali che consentono un significativo risparmio di interessi;
b. Bilancio partecipato: individuazione di una quota di bilancio da assegnare ad obiettivi specifici attraverso la partecipazione popolare.

Misure di accompagnamento e monitoraggio
1. Raccordo con le politiche della casa, per mitigare il problema abitativo che incide fortemente sul costo della vita.
2. Monitoraggio delle aree nelle zone produttive; piano di riuso delle aree produttive liberate o dismesse; piano di attuazione dei nuovi insediamenti.
3. Mappatura della distribuzione del commercio in tutte le zone della città.
4. Iniziare un progetto di preparazione della città all’era dell’idrogeno come energia completamente pulita.

Strumenti di pianificazione comunale e raccordo con la Provincia
1. Piano urbanistico comunale.
2. Piano strategico del Comune.
3. Piano commerciale comunale.
4. Collaborazione con la Provincia per la strategia sull’innovazione e l’insediamento del Parco Tecnologico a Bolzano.
5. Accordo con la Provincia per modifiche alla Legge urbanistica.
6. Accordo con la Provincia per modifiche alla Legge sull’ordinamento del commercio.

CULTURA, IL PIACERE DEL CONFRONTO

Criticità ed opportunità
Bolzano è la città della convivenza tra persone di diverse lingue e culture. È pertanto, e deve continuare ad essere, una città votata al pluralismo ed all’incontro.
In questo quadro di riferimento la cultura è il terreno di confronto ed incontro privilegiato.
I momenti della produzione e della fruizione dei prodotti culturali rappresentano così elementi importanti della qualità della vita e al contempo l’espressione più autentica dell’autonomia e del grado di sviluppo del nostro modello di vita, anche urbano.
La priorità va quindi alla tutela e la promozione di questi spazi di autonomia culturale, preservandoli e garantendoli con convinzione. I risultati fino ad oggi raggiunti devono essere consolidati, così come deve essere dato il massimo supporto all’associazionismo popolare e diffuso vero tessuto connettivo della nostra società.
Vanno valorizzati i prodotti culturali realizzati negli spazi di intersezione ed integrazione tra gruppi e culture, per mezzo dell’apposito capitolo presente nel bilancio comunale da oltre 10 anni.
Bolzano si trova proprio su questa importante direttrice della politica culturale provinciale, rappresenta il luogo dove l’interazione tra i gruppi e le culture è quantitativamente maggiore ed anticipa molte dinamiche rispetto ai centri minori. In questo senso il carattere di comunità multiculturale del Capoluogo rappresenta una ricchezza per tutto il tessuto dell’autonomia ed offre un’importante linea di sviluppo per l’intera comunità provinciale.
La proposta è quella di un attento bilanciamento tra elementi di tutela ed elementi di proiezione ed innovazione culturale, utilizzando questi ultimi come importanti momenti di interazione con i fenomeni globali.
In quest’ottica la contribuzione pubblica o l’intervento diretto devono rispondere al principio dell’equa distribuzione delle risorse tra i diversi attori ed alla capillare promozione delle forze vive del panorama culturale cittadino, con particolare attenzione a quei fenomeni di produzione di bene culturali che hanno raggiunto – attraverso la professionalizzazione degli attori – livelli anche eccellenti di espressione.
In questo contesto appare opportuna l’individuazione di una cabina di regia per la cultura, una struttura quindi che governi l’azione sinergica dei diversi attori istituzionali e dei diversi livelli di governo sia in riferimento al reperimento delle risorse sia al loro impiego. L’obiettivo di medio lungo periodo di questo sforzo congiunto sarà quello di portare Bolzano a diventare Capitale europea della Cultura.
Un campo specifico di collaborazione sarà quello della gestione e promozione dell’offerta museale attraverso il perseguimento di un progetto organico di Polo Museale che attivi sinergie regionali ed interregionali con particolare riferimento alla collaborazione con il sistema provinciale dei musei. Coerentemente verranno ulteriormente valorizzati i luoghi della memoria e le strutture di richiamo turistico-culturale come i Castelli troveranno una migliore collocazione delle loro potenzialità attraverso
una maggiore integrazione delle relative politiche di gestione all’interno delle linee guida culturali cittadine.

La prospettiva condivisa:
VOGLIAMO UNA CITTÀ CAPITALE DELLA CULTURA IN EUROPA

I grandi obiettivi
1. Portare Bolzano a diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019.
2. Valorizzare i prodotti culturali realizzati negli spazi di intersezione ed integrazione tra gruppi e culture.
3. Sviluppo del centro interculturale delle donne e realizzazione di un centro interculturale giovanile.
4. Affrontare con politiche culturali attive gli elementi di frattura sociale (integrazione e convivenza).
5. Promuovere la cultura della pace come elemento di coesione culturale rilanciando ed ampliando le funzioni del Centro della Pace che dovrà ulteriormente svilupparsi sino a diventare la piattaforma comune per tutti gli attori sensibili ed attivi lungo questa importante direttrice culturale cittadina.
6. Mantenere la capillare diffusione dell’associazionismo culturale, continuando a promuoverne il valore di importante elemento di coesione sociale.
7. Sostenere e promuovere l’azione delle associazioni culturali cittadine, semplificando le procedure e coordinando i calendari e modulando l’offerta in rapporto alla domanda.
8. Distribuire gli eventi culturali in tutta la rete dei quartieri, decentrare l’offerta culturale anche attraverso una maggiore partecipazione alla progettazione da parte delle Circoscrizioni.
9. Rendere le manifestazioni culturali ed in generale la fruizione della cultura facilmente accessibile a tutte le fasce sociali attraverso il monitoraggio ed il calmieramento dei prezzi.
10. Promuovere la creazione di luoghi della memoria collettiva, con particolare riferimento ai più importanti eventi storici che hanno investito la città.
11. Aderire e promuovere il progetto del centro bibliotecario provinciale.

Valori, principi e metodi
L’investimento in cultura deve rimanere una voce importante nel bilancio comunale. È importante dare continuità e prospettiva all’associazionismo culturale cittadino, favorendo i fenomeni evolutivi ed i momenti di eccellenza. tutta la città dovrà essere compresa nello sforzo di promozione culturale.

Le misure dirette
1. L’individuazione di un idoneo strumento, di facile accessibilità per gli operatori, che consenta di razionalizzare l’uso degli spazi culturali della città in modo da evitare il sovrapporsi di iniziative simili e/o concorrenziali.
2. L’articolazione delle iniziative nel territorio cittadino, privilegiando l’alternanza tra i quartieri.
3. Ogni quartiere deve essere dotato di adeguate sedi ed istituzioni culturali. Razionalizzare l’offerta delle biblioteche di quartiere e destinare le nuove risorse allo sviluppo dei servizi ed al miglioramento dei parametri di fruibilità.
4. Promuovere la creazione di luoghi della memoria collettiva, con particolare riferimento alla cura e sviluppo dei musei e delle biblioteche cittadine.
5. Creare sinergie tra le risorse museali comunali e le strutture provinciali per offrire un percorso museale completo e stimolante.
6. La valorizzazione del sistema museale cittadino mettendo in rete il museo civico e i musei provinciali per creare un Polo museale integrato.
7. Realizzazione del progetto del Museo delle Semirurali.
8. Sviluppare ed attrarre manifestazioni di livello nazionale ed internazionale, attraverso una politica culturale attiva. I grandi enti culturali cittadini dovranno essere i terminali di reti culturali lunghe.
9. La creazione di un sistema informatizzato di gestione del calendario delle manifestazioni, che eviti l’accavallarsi di eventi simili.
10. Il coinvolgimento dell’Università nella valorizzazione del patrimonio e delle iniziative culturali.
11. Proseguimento del progetto culturale del Polo Bibliotecario.

Misure di accompagnamento e monitoraggio
1. L’istituzione di un meccanismo di controllo e monitoraggio accurato di tutte le spese legate ai grandi eventi culturali.

PARI OPPORTUNITÀ

Criticità ed opportunità
Attualmente esistono nella società bolzanina ancora delle distorsioni che vedono socialmente, economicamente e politicamente svantaggiato un genere rispetto all’altro. Persiste inoltre uno squilibrio fra donne e uomini nella rappresentanza e partecipazione alle istituzioni e agli organismi determinanti della politica, sintomo di una deficienza nelle pari opportunità e di una crisi della democrazia. Per riequilibrare queste carenze occorre che il Comune ponga al centro dell’agenda politica la questione della parità e proponga azioni positive atte a incidere sui meccanismi strutturali e culturali presenti nella società.

La prospettiva condivisa:
VOGLIAMO UNA CITTÀ CHE RICONOSCA E DIA REALI PARI
OPPORTUNITÀ A DONNE E UOMINI

I grandi obiettivi:
1. Bolzano dovrà diventare una città in cui non c’è un solo profilo che prevale, ma in ognuna delle politiche che attua e in ognuna delle scelte future dovrà guardare al maschile e al femminile. Il punto di vista delle donne dovrà essere sempre presente e visibile, con atti precisi e scelte concrete, responsabili e condivise, a partire dalla composizione della compagine amministrativa e organizzativa che lavorerà nelle istituzioni.
2. Occorre porre al centro dell’agenda politica comunale la questione della parità e proporre azioni positive atte a incidere sui meccanismi strutturali presenti nella società al fine di riequilibrare le attuali distorsioni che vedono socialmente, economicamente e politicamente svantaggiato un genere rispetto all’altro
Valori, principi e metodi “La qualità della democrazia e della cultura nella politica si misura anche dal grado di democrazia esistente tra i generi, e cioè nella prassi di uguali diritti, di una eguale partecipazione sociale e di opportunità di vita tra i sessi” (Sieglinde Rosenberger).

Le misure dirette
1. Prevedere la parità di accesso di uomini e donne a tutte le cariche di governo (Giunta comunale) e istituzionali (nomine comunali ai vari consigli di amministrazione di aziende a totale o parziale partecipazione pubblica come Azienda energetica, Ecocenter, Seab, Sasa, ecc.) con l’introduzione di una quota in modo che nessuno dei generi sia rappresentato inizialmente in misura inferiore al 30% per arrivare in tempi brevi (max termine della legislatura) al raggiungimento di una reale parità (quota del 50%).
2. Introdurre il bilancio di genere, cioè attuare un’analisi del bilancio che tenga conto delle ricadute degli investimenti articolate sulle esigenze delle donne e degli uomini (prendendo ad esempio i comuni di Berlino, Monaco di Baviera, Torino, ecc.).
3. Fornire la Commissione pari opportunità di un proprio budget.
4. Analizzare le politiche e le scelte strategiche del Comune anche secondo un’ottica di genere coinvolgendo la Commissione pari opportunità e, se necessario, chiamando delle esperte.
5. Dare attuazione concreta alle indicazioni contenute nel piano sui tempi della città.
6. Favorire la conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro del personale all’interno dell’amministrazione comunale e di tutti i servizi a titolarità comunale, anche attraverso l’introduzione di clausole sociali a favore delle donne lavoratrici nei servizi appaltati.
7. Prevedere azioni positive (introduzione di quote, di precedenze a parità di requisiti, ecc.) per ottenere il riequilibrio nei posti di maggior potere all’interno dell’amministrazione comunale.
8. Sostenere e promuovere iniziative contro le discriminazioni nei confronti delle donne nei posti di lavoro.
9. Creare maggiori strutture e servizi che alleggeriscano il lavoro di cura familiare prevalentemente a carico delle donne (vedi piano sociale).
10. Prevedere e sostenere iniziative a sostegno delle famiglie monoparentali.
11. Attivare iniziative e progetti innovativi a favore delle donne anziane.
12. Sviluppare e potenziare il neonato Centro interculturale delle donne, che deve diventare un punto di riferimento cittadino originale e significativo per l’organizzazione del sapere femminile e un punto di incontro per donne delle diverse lingue e culture presenti in città e provincia.
13. Dotare il Centro donna comunale di una sede presso il Centro interculturale delle donne.
14. Prevedere presso il Centro donna del Comune forme di collaborazione continuative con associazioni femminili di donne migranti al fine di poter mettere a fuoco i problemi e i bisogni delle donne straniere in città in modo da poter intervenire con politiche mirate.
15. Sostenere e promuovere iniziative a favore dei centri e delle associazioni che si occupano della violenza contro le donne.

SCUOLA E FORMAZIONE

Criticità ed opportunità
Il contesto sociale ha subito nell’ultimo decennio un processo di radicale trasformazione; tale processo ha avuto importanti ripercussioni nel mondo giovanile, anche a livello di disagio e marginalità. L’istituzione scolastica diviene, quindi, la pietra angolare per dare alcune risposte al territorio ad ai bisogni di ognuno e ognuna; in questo compito la scuola non può essere lasciata sola: solamente attraverso l’integrazione degli obiettivi e degli interventi, fra i diversi attori sarà possibile migliorare i servizi, potenziarli, renderli più moderni ed efficaci, capaci d’ascolto e valutazione per rispondere davvero alle esigenze delle famiglie, dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze.
Tutte le risorse territoriali devono essere coinvolte nell’elaborazione di nuove risposte rispetto al mondo giovanile, per essere in grado di contribuire alla prevenzione di fenomeni di marginalità, disagio sociale, abbandono ed insuccesso scolastico.
Il Comune di Bolzano deve svolgere un ruolo centrale nella promozione degli spazi mensa e del tempo extrascolastico, intesi come momenti educativi attraverso cui migliorare le risposte alle comunità e dare nuove soluzioni alle domande non evase o non emerse. Esso dovrà quindi garantire la messa in rete di tutte le esperienza fatte in questa direzione, nella prospettiva di migliorare il livello di benessere della cittadinanza.
Considerata l’introduzione dei nuovi strumenti legislativi, come il cd. pacchetto famiglia, il Comune può svolgere una preziosa funzione di regia e coordinamento fra le diverse agenzie sociali ed educative sul territorio. In questo senso sarà possibile mettere in rete tutte le esperienze, le competenze ed il lavoro delle diverse Istituzioni (a partire dalla Provincia Autonoma) e puntare alla creazione di un approccio realmente integrato ed innovativo, anche nella gestione delle politiche scolastiche,
traducendo in provvedimenti concreti alcuni dei fondamentali obiettivi che il Piano Strategico aveva delineato in questo settore.
Va ricordato che la qualità della nostra scuola è buona e presenta eccellenze in diversi casi. Ha inoltre dimostrato, negli ultimi anni, di saper far fronte all’arrivo di bambini e bambine provenienti da paesi stranieri, supportando anche i genitori nell’approccio alla scuola e alle sue regole.

La prospettiva condivisa:
SCUOLA: UNA OPPORTUNITÀ PER OGNUNO E OGNUN
A
I grandi obiettivi
Lo sviluppo della nostra città si basa sul livello culturale che sapremo garantire alle donne e agli uomini di domani.
Una scuola che sappia utilizzare al meglio le risorse proprie di Bolzano, quali la compresenza di più culture, la conoscenza di più lingue, la disponibilità delle nuove tecnologie, la possibilità di confrontarsi con altre realtà scolastiche europee costituisce la base di partenza ideale per garantire a tutti i minori che vivono a Bolzano una formazione scolastica adeguata.

Valori, principi e metodi

L’incontro con le diverse culture deve essere stimolo per un orizzonte culturale ampio a partire da una rafforzata identità delle attuali, delle nuove e delle future generazioni. E’ necessario favorire il mantenimento delle identità dei minori che provengono da stati esteri per la creazione di una scuola che accolga e non escluda nessuno.

Le misure dirette
1. Offrire percorsi formativi di eccellenza nell’ottica della cittadinanza europea.
2. Garantire più efficacemente una fruizione degli spazi e una organizzazione dei tempi più rispettosi delle necessità di bambini e bambine e di ragazzi e ragazze, delle famiglie del territorio.
3. Favorire la conciliazione dei tempi di lavoro, di cura, per la famiglia.
4. Favorire l’accesso ai saperi a tutte le fasce sociali a tutte le età.
5. Mantenere alto il livello quantitativo degli impianti e dei servizi.
6. Completare la realizzazione della rete informatica che collega le scuole.
7. Sostenere l’apprendimento dei minori ricoverati in ospedale o degenti a casa propria con le “tele lezioni”.
8. Attivare la concertazione con le singole scuole nella definizione delle attività integrative.
9. Garantire l’attività teatrale.
10. Favorire la conoscenza e l’uso delle nuove tecnologie.
11. Incrementare il servizio di mensa scolastica anche come supporto alle famiglie che scelgono o non sono in grado di garantire il pasto a casa per motivi di lavoro, proseguendo e valorizzando l’esperienza sperimentale dell’anno scolastico 2004-2005.
12. Incrementare l’uso di prodotti biologici nella gestione delle mense.
13. Mettere a disposizione animatori per il tempo prolungato nelle scuole, potenziando e proseguendo con l’esperienza della “pausa attiva”.
14. Attivare percorsi di inserimento graduale nelle classi dei bambini provenienti dall’estero.
15. Programmando la sostituzione dell’arredamento esistente impiegare prodotti ergonomici.
16. Collegamento con l’Anagrafe Comunale per una programmazione degli inserimenti scolastici.
17. Integrare la Commissione Scuola con rappresentanti dei direttori scolastici.
18. Garantire la sicurezza dei percorsi per raggiungere le scuole, utilizzando le proposte di famiglie e scuola.
19. Sostenere ed incentivare la mediazione interculturale.
20. Favorire e quindi incrementare gemellaggi tra scuole italiane e tedesche.
21. Promuovere la consulenza sul “sistema scuola”.
22. Attivare sinergia con le scuole su progetti specifici in favore della città (studio per la messa in sicurezza delle piste ciclabili, elaborazione di una guida sull’uso di internet dai 6 ai 18 anni, nuove tecnologie e anziani).
23. Costruire le seguenti strutture scolastiche:
a. Costruzione e ristrutturazione di scuole elementari:
- Firmian
- Via Bari
- S. Giacomo, d’intesa con il Comune di Laives
b. Ristrutturazione della scuola media V. Aufschnaiter con costruzione di una nuova palestra.
c. Completamento della sede dell’Istituto Musicale italiano e costruzione della nuova sede dell’Istituto Musicale tedesco e ladino.

Misure di accompagnamento e monitoraggio
1. Elaborazione di progetti pilota
2. Formazione alla multiculturalit
3. Monitoraggio dell’uso delle strutture scolastiche con particolare attenzione alle tendenze evolutive, in modo da attuare per tempo misure adeguate a rispondere a nuove istanze e situazioni.

Strumenti di pianificazione comunale e raccordo con la Provincia
1. Stretta collaborazione con Assessorati Provinciali alla Scuola e alla Cultura
2. Stretta collaborazione con la Sovrintendenza e l’Intendenza scolastica
3. Pianificazione scolastica, in accordo con le istituzioni scolastiche


GIOVANI, SPORT E TEMPO LIBERO

Criticità ed opportunità
Il respiro di una città ha bisogno di verde, di parchi, di giardini, ma anche e soprattutto di quella parte più giovane della vita che la abita. Una città ha bisogno della sua parte più giovane. Perché se non scommette sul protagonismo sociale delle ragazze e dei ragazzi, rischia in futuro di essere abitata da individui, ovvero da soggetti che “non dividono” il loro spazio sociale con altri, senza un’idea di società in testa perché non l’hanno sperimentata da piccoli.
Come può allora la città diventare da spazio fisico a laboratorio sociale e culturale, dove i giovani possono trovare stimoli e strumenti per inventare nuovi mondi possibili?
Giovani e città, giovani e territorio: un incontro a volte mancato. Certamente per una propensione generazionale a disertare i luoghi di potere, ma certamente anche per una lontananza delle amministrazioni dalle domande di chi è giovane. Si tratta di credere che i giovani possano realmente intervenire per rigenerare la nostra comunità attraverso politiche mirate che diano loro voce e spazio. Bolzano città capoluogo anche per i giovani. Cosa significa?
La città potrebbe diventare un interessante laboratorio dove la progettualità, la condivisione, la partecipazione e l’accettazione del cambiamento siano reali modalità di lavoro.
L’Università, i Centri di eccellenza e le maggiori e più qualificate opportunità di lavoro attraggono molti giovani e generano opportunità e futuro.
La rete dei centri giovani già esistente ha dimostrato in questi anni di svolgere un lavoro molto positivo all’interno del contesto sociale della città, e va ulteriormente sviluppata.
Le politiche giovanili devono avere un profilo unitario all’interno della città (evitando la frammentazione degli interventi) garantendo al contempo un approccio flessibile, anche facendo ricorso ad un piano di settore che promuova le interconnessioni, anche a livello istituzionale e sia in grado di monitorare i risultati raggiunti; va data risposta alla mancanza di radicamento delle giovani generazioni nel tessuto sociale e vanno previste soluzioni innovative alle problematiche legate ai fenomeni del disagio giovanile, attraverso la prevenzione.
E’ compito della classe politica offrire una prospettiva in grado di superare l’incertezza legata al futuro, economico sociale ecc.
Il Comune si propone pertanto come sponsor delle attività sportive e del tempo libero, in particolare nella messa a disposizione di strutture e di opportunità, in particolare per i bambini, ma anche per giovani, adulti ed anziani.
Contestualmente è necessario vigilare, per mezzo di un attento monitoraggio dei comportamenti e dei flussi dei giovani e di coloro che praticano le attività del tempo libero, comportamenti e flussi in continua evoluzione e capaci di repentini cambiamenti, per favorirli dove è possibile e limitarli dove è necessario, sempre nell’ottica dell’interesse comune.

La prospettiva condivisa:
LA CITTÀ APERTA A TUTTI
I grandi obiettivi

1. Favorire la cittadinanza attiva delle giovani e dei giovani e favorirne il protagonismo
1. Promuovere l’uso a tempo pieno delle strutture sportive e ricreative
2. Promuover e sviluppare la convivenza, oltre che tra i gruppi “storici”, anche con le cittadine e i cittadini stranieri.

Valori, principi e metodi
La città mette a disposizione dei bambini, dei giovani e di coloro che praticano attività sportive e ricreative spazi e risorse economiche, al fine di consentirne un uso sicuro ed ottimizzato.

Le misure dirette

Giovani
1. Promuovere il protagonismo giovanile a livello culturale e sociale, nell’ottica della costruzione della cittadinanza attiva (ascolto come prerequisito alla costruzione di politiche giovanili: che dovranno essere con le giovani generazioni e non per).
2. La realizzazione, come già previsto nelle bozze del Piano Strategico, un centro giovanile-Jugendzentrum interculturale, aperto e gestito da giovani di tutti i gruppi linguistici, di promozione e produzione delle culture giovanili, che formuli anche progetti per la città, sul modello dell’Ufo di Brunico, e che includa e ottimizzi molte attività di produzione culturale che attualmente vengono finanziate.
3. Promozione di politiche giovanili integrate, sostenendo progetti che stimolano il protagonismo e l’autonomia dei giovani, favorendo la loro partecipazione alla vita cittadina
4. Valorizzare le diverse culture giovanili, fornendo spazi in tutti quartiere ed una rete di servizi adeguati.
5. Attuazione, di concerto con la Provincia e con gli enti competenti, di misure che favoriscono l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
6. Rafforzare i progetti di prevenzione
7. Promozione del Servizio Civile Nazionale nel settore socio sanitario.
8. Rafforzare la rete dei centri giovani, prevedendo un coordinamento fra i dirigenti delle associazioni giovanili per coordinare gli interventi di politica giovanile sul territorio.
9. Definire gli standard di qualità di servizi, progetti e strutture rivolte ai giovani
10. Aprire un forum sulle tematiche di interesse giovanile sul quale verranno pubblicate tutte le iniziative che riguardano il mondo dei giovani

Sport
1. Il mantenimento degli impianti sportivi esistenti.
2. L’adozione di modalità specifiche di trasporto per chi pratica sport e per le associazioni sportive.
3. La promozione dello sport terapeutico per le persone con disabilità.
4. La realizzazione di nuovi impianti sportivi o il loro completamento:
a. Realizzazione della zona Sportiva Maso della Pieve nel settore resosi disponibile dopo la realizzazione della galleria.
b. Sistemazione del campo di atletica leggera di Via S. Geltrude.
c. Sistemazione dello Stadio Druso con ristrutturazione della tribuna Canazza.
d. Ristrutturazione del Palazzotto dello Sport di Viale Trieste.
5. L’attuazione di forme innovative di gestione degli impianti sportivi e ricreativi, con il coinvolgimento degli utenti, al fine di responsabilizzarli e di ridurre i costi per il Comune.

Tempo libero
1. La manutenzione e l’evoluzione delle aree verdi cittadine e dei Parchi Gioco in modo da rispondere alle esigenze presenti e future.
2. La realizzazione di nuove aree verdi e parchi gioco:
a. Firmian
b. Percorso pedonale di accesso a Castel Firmiano
c. Sistemazione, insieme alla provincia, dell’area verde del Kaiserberg sopra Castel Firmiano
d. Percorso pedonale Virgolo – Funivia del Colle e collegamento con i Piani e Rencio
e. Percorso pedonale Guncina – Rafenstein
f. Percorso pedonale S. Osvaldo – Castel Roncolo
g. Completamento dell’asse fluviale Talvera – Isarco - Adige
h. Parco Giochi di Via Guncina
i. Nuova sede della Giardineria Comunale

Misure di accompagnamento e monitoraggio
1. Monitoraggio dell’uso delle strutture sportive e ricreative, al fine di pianificare usi nuovi delle stesse o la realizzazione di nuovi impianti.
2. Controllo e sanzionamento degli usi abusivi delle aree verdi e dei campi gioco.

Strumenti di pianificazione comunale e raccordo con la Provincia
1. Piano strategico del Comune
2. Piano di settore sulle politiche giovanili
3. Piano degli impianti sportivi della Provincia